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Diario alimentare di quaresima (pasticcio di patate, mortadella e mozzarella)

Molti le chiamano le patate maritate, noi non le chiamiamo affatto, è solo una specie di pasticcio che faceva mia sorella Laura, cambiando gli ingredienti che a volte si avevano in casa.

Era un piatto per riempire la pancia specialmente quando ci trovavamo tutti insieme e ogni volta che doveva darmi una mano avendo tre figli da tenere a bada. Lei è una donna di poche parole ma molti fatti. Ti ritrovavi la casa rovesciata da capo a fondo in un attimo e ti ritrovavi la tavola sparecchiata levandoti il bicchiere da sotto la bocca. Era ed è così pur nella sua “tenera età”!

Allora lei prendeva le patate, noi le tagliamo a fettine e le facciamo cuocere a microonde con un filo di acqua e vengono più buone, lei le faceva cuocere come si fa solitamente, le schiacciava ancora calde, le condiva con sale ed olio, cominciava a fare il primo “sólà”in una pirofila, metteva un “sólà” di mozzarella, uno di patate, tante erbette, uno di mortadella fino a chiudere con le patate. Metteva in forno e lasciava cuocere.

Ecco il nostro pasticcio con qualche modifica, fra “sólà e sólà”, abbiamo messo anche una granella di noci che stanno per scadere, chiuso con le patate ed i pomodorini cosparsi di pangrattato. Messo in forno e portato in tavola.

Ed il cammino continua!

Domani vi annunciamo che ci sarà un piatto forte!

Buona vita, buon pasticcio di patate, mozzarella e mortadella di Laura ❤️

Diario alimentare di quaresima (tutto come un anno fa, anzi peggio)

Questo è quanto ho scritto e fatto esattamente un anno fa, nel diario alimentare di coronavirus!

Speravo con tutto il cuore che saremmo arrivati a chiudere questa tremenda pagina di vita per l’inizio dell’estate 2020. Mi ero illusa, non credevo fosse vero!

I supermercati avevano già esaurito tutte le scorte di farina e di prodotti a lunga conservazione, mi faceva ridere la gente che stava andando da un supermercato all’altro per riempire la dispensa!

Ci risiamo, la situazione è pure peggiorata!

Scrivevo così!

Per la colazione di domani eviterò il dolce tradizionale. Farò l’orzo e intingerò una fetta di questo profumatissimo pan brioche all’olio extravergine di oliva senza zucchero addolcito da un cucchiaio di uvetta frullata resa a poltiglia. In questo modo il pane prende una meravigliosa colorazione.

La casa ne è piena del suo profumo! Vorrei potervela far sentire! Mi piace davvero.

Volevo raccontarvi che nemmeno da noi si trova più la farina, di nessun tipo. Quindi fra qualche giorno non potrò più fare il mio pane. Oggi ho usato la farina 0 e la semola rimacinata di grano duro.

Per la ricetta, ci sarà domani o dopo domani o chissà?

Buona vita, buon pan brioche addolcito all’uvetta!

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Diario alimentare di quaresima (polenta con il baccalà)

Diario alimentare di quaresima.

La pulènda présto tira, présto llénda……presto sazia e gonfia, presto rilassa, sgonfia la pancia.

C’era un tempo di vigilia che tutti rispettavano a tavola e non solo. I nostri nonni e mamme, erano tanto religiosi che cominciavano a pensare cosa mangiare di magro il giorno prima della festa solenne che cadeva in quel periodo.

Sul calendario, la prima vigilia era quella delle ceneri il mercoledì dopo carnevale, tutti i venerdì di quaresima ed il venerdì santo, via, via fino alla fine dell’anno. Molti riuscivano a fare digiuno totale. C’erano le nonne e le nostre mamme che spesso per la vigilia,

preparavano la polenta, avendo un costo basso e facilità di reperire la farina di granoturco. Il condimento seguiva il corso delle stagioni, d’inverno quando si faceva la “pista”, l’uccisione del maiale, la polenta era con le “costarelle e le sacìcce”, il sangue insaporito con le cipolle, con le “fòje tróate” e pesci di basso costo come la “renga”, l’aringa, il baccalà, lo stoccafisso, con i fagioli o ceci o le fave che finivano a bollire a fine cottura della polenta per insaporirsi meglio. La “sapa”, il mosto fresco bollito a lungo fino a diventare una salsa, diventava un altro gustoso condimento per la polenta o polentone a fette.

C’è oggi e da sempre per noi, l’esigenza di portare avanti le tradizioni e di rispettare i venerdì di astinenza dalle carni. . Perché non si perda nella notte dei tempi, abbiamo preparato la polenta con il baccalà.

Abbiamo fatto rosolare tutti gli odori come sedano, cipolla e carote tritati finissimi, nell’olio extravergine di oliva, unito i pezzi di baccalà già bagnato, il pepe rosa, abbiamo sfumato con il vino bianco ed aggiunto i pelati con il triplo concentrato di pomodoro.

Abbiamo fatto la polenta, noi la facciamo a microonde, ma ognuno ha il suo modo di farla, però con il microonde la polenta diventa una crema, l’abbiamo versata in ogni piatto e condita con il sugo ed il baccalà.

Per la preparazione della polenta, a voi la scelta farla con il microonde o tradizionalmente. Una mela a fine pasto ed il pranzo è presto fatto…….non c’era una volta nemmeno la frutta, se non si possedeva un fazzoletto di terra!

Buon cammino di quaresima!

Buona vita, buona polenta con il baccalà al pepe rosa ❤️

Diario alimentare di quaresima

Tagliulì co li turì (tagliolini con i funghi porcini secchi)

C’era una volta Maria de minèlla la pesciaròla, una donna forte, lavoratrice che per sfamare i suoi numerosi figli svolgeva diversi lavori.

Oltre a vendere il pesce casa casa, quando andava a fare la legna sulla macchia, il bosco dell’Abadia, approfittava per cercare “li turì” i funghi.

Una volta ottenuto un bel bottino, se ne ritornava alla sua casa di via della pace, metteva le mani nei cestini, li sceglieva categoria per categoria, scartava quelli più ammaccati, li “capava” dalle foglie secche e sporcizie varie, li rimetteva nei cestini e via urlando per le vie del paese: turì, turì frischi! Poi si fermava davanti alle porte di chi sapeva che poteva comprarli.

Una di quella porta era quella di casa nostra, di casa di Mariano de Cuì in via Umberto primo la via principale del paese. Al richiamo della sua voce, mia madre si affacciava tenendo in mano un piatto bianco, che Maria de minèlla riempiva di funghi così a caso, senza bilancia , riscuotendo il dovuto e andandosi a cercare altri clienti.

Questo ricordo mi ha tenuto sveglia per gran parte della notte tanto che una volta alzata, stamattina mi sono messa a fare il sugo di carne ed i funghi porcini secchi e la pasta fresca all’uovo.

Ora possiamo solo ricordare quegli odori e sapori ed accontentarci di mangiare solo i funghi del supermercato. Peccato!

Il racconto della ricetta non è necessario, perché ogni famiglia ha la sua versione.

Chi fa il soffritto per fare il sugo o il ragù, chi non lo fa come noi. Il soffritto ci dà fastidio ed allora preferiamo fare tutto a crudo.

Mettiamo le carni macinate con tutti gli odori, sedano, cipolla, carote, noce moscata e chiodi di garofano nella pentola. Uniamo un filo di acqua e lasciamo cuocere piano piano. Una volta asciugato il tutto, sfumiamo con il brandy. Uniamo funghi porcini secchi ammollati, i pelati e finiamo la cottura. A questo punto uniamo l’olio extravergine di oliva.

La pasta fresca ognuno la fa come il suo solito, qui ci sono le uova di galline felici o puttane ( del supermercato), o si può anche farla senza, ed ognuno mette la farina scelta. Semola rimacinata di grano duro e 0 o tutta 00 o anche una parte integrale.

Una volta fatta ed asciugata la pasta, la tagliamo sottile o più spessa, o tagliolini o tagliatelle. Noi oggi abbiamo scelto di fare i primi “li tagliulì”, proprio in ricordo di quei tempi.

Ora tocca a voi, se volete rifare la stessa ricetta così come ve l’abbiamo raccontata magari immaginando la scena di quel tempo quando per le vie di Petriolo girava una donna che portava prodotti di prima scelta!

Quando ora si mette in risalto….a chilometro zero!

Buona vita, buoni tagliulì co li turì ❤️

Diario alimentare di quaresima

Diario alimentare e non solo di quaresima.

Alzarsi un po’ prima dopo aver ascoltato i consigli dell’esperto di turno per riuscire a sopravvivere di questo periodo che sembra non finire mai. Fai la colazione, senza fretta, il resto lo stesso. Ti vesti con l’unico abbigliamento che da un anno a questa parte, porti sempre, tuta e stivali per andare fuori a controllare. C’è un casino ovunque, la neve ha dato l’ultimo colpo di grazia. Beh, ce la fai a resistere e non a inveire????? Mmmmmmmh!!!!!

Sei una Cuìna! Il resto è vita, quella che hai, o così o cosà!

Prendi le forbici da potare e tagli, fai un bel mucchio di foglie e rami bruciati dal gelo, chiami aiuto, silenzio dall’altra parte del cellulare che squilla a vuoto. Voi che dite che si poteva dire o fare? A voi pensare tutto quello che potete immaginare! Finalmente ti si presenta, cammina lentamente come un ultra…..apre la bocca e dice; ma che lo stai facendo a fare? Morale della favola…..un uomo è solo un rompi…..viva le donne!

Però la fatica per aprire la bocca la fa, senza stancarsi mai. Mangiala sta minestra oppure salta dalla finestra!

Capito a cosa servi? 🤣🤣😭

Buona la minestra di riso, zucca e crema di broccoletti con le mandorle!

Allora facciamo questa minestra mettendo a cuocere la zucca tagliata a cubetti in una pentola antiaderente senza grassi, appena scaldata uniamo il riso che ci serve per più persone insieme ad una foglia di alloro. Nel frattempo mettiamo a bollire l’acqua per cuocere i broccoletti, appena il riso comincia ad attaccarsi, uniamo l’acqua della verdura e se l’abbiamo le scorze del parmigiano reggiano, il sale, finiamo la cottura lasciando il riso morbido. Mantechiamo con una noce di burro e parmigiano.

Frulliamo una parte dei broccoletti con un po’ dell’acqua della sua cottura e le mandorle, impiattiamo il riso, mettiamo sopra i broccoletti e le mandorle tritate ed un rametto di rosmarino fiorito.

Questa minestra è buonissima e ci fa bene al corpo ed all’anima.

Buona vita, buona minestra di riso e zucca con broccoletti e mandorle. ❤️

Diario alimentare di quaresima

Una cena semplicissima e di facile esecuzione.

Bocconcini di pollo all’arancia e tè nero e broccoletti con olio extravergine di oliva.

Tritiamo la buccia di arancia e mettiamola in una terrina con anche il liquore all’arancia, il tè nero, l’olio extravergine di oliva, il pollo a cubetti, il sale, le erbe aromatiche, timo, alloro, rosmarino, santoreggia ed erba cipollina. Lasciamo marinare per un po’ di tempo.

Mettiamo nella padella un pezzetto di burro, uniamo il pollo, lasciamo rosolare, uniamo tutto quel resta della marinatura ed un cucchiaio di fecola sciolta in un po’ di latte freddo. Finiamo la cottura e serviamo con filetti di arancia.

Cuociamo i broccoletti in acqua bollente salata e scoliamoli appena si presentano morbidi. Condiamo con un generoso giro di olio extravergine di oliva.

La cena è pronta e a domani!

Buona vita, buon pollo all’arancia e broccoletti!❤️

Diario alimentare di quaresima

Buona è questa minestra zuppa fatta con quel che in dispensa ne è rimasto poco. Il farro, le lenticchie, le carote, la cicoria scartata dalle puntarelle e la “pèrna” di pasta fresca all’uovo con gli spinaci avanzata di ieri. Un giro di olio extravergine di oliva a crudo e basta. Senza soffriggere, tutto quello che serve a stare meglio e a riscaldare il pranzo di oggi, giorno di sole ma con l’aria pungente.

Il farro, le carote, la cipolla e le lenticchie le abbiamo cotte insieme con una foglia di alloro, in pentola a pressione, salato alla fine della cottura. Abbiamo cotto la cicoria a parte con acqua bollente salata, abbiamo unito la sfoglia di pasta fresca all’uovo con gli spinaci tagliata grossolanamente, abbiamo unito le lenticchie ed il farro appena cotti. Abbiamo condito a crudo con un giro di olio extravergine di oliva di casa nostra. Abbiamo portato in tavola la minestra zuppa ancora fumante.

La minestra zuppa, ci farà bene.

Buona vita, buona minestra zuppa di lenticchie e farro con sfoglia verde ❤️

Diario alimentare di quaresima

Vincisgrassi verdi eretici alle verdure!

Domenica è sempre pasta fresca all’uovo o senza, ma mai comprata come mamma insegnava.

Allora tradizione e cambiamento ogni tanto e non morirà nessuno. Avevamo voglia di vincisgrassi però non i soliti, con molto più lavoro e soprattutto pazienza, in questo momento, proprio non se ne parla!

Lasciamo perdere e mettiamoci a farli eretici.

Prendiamo, il radicchio rosso, i finocchi con anche la parte esterna e tutti i ciuffi, la cicoria, la cipolla, lasciamo stufare in poco olio extravergine di oliva ed un goccio di acqua, sale, erbe aromatiche come, timo, erba cipollina, maggiorana e santoreggia. Ci stanno benissimo e fanno pure bene.

Facciamo la pasta con le uova di galline puttane, di quelle felici non c’è traccia, uniamo gli spinaci e la farina. Stendiamola e facciamo tanti quadrati. Li sbollentiamo e li facciamo asciugare sopra una tovaglia. Prepariamo la besciamella, uniamoci la ricotta, sale, noce moscata, parmigiano reggiano e pecorino secco, buccia di limone. Mescoliamo ed uniamo alle verdure cotte. Facciamo tanti “sólà”, di pasta e di verdure con la besciamella. Mettiamo a cuocere a 180 gradi ventilato fino ad ottenere una crosticina croccante. Buoni, ve lo assicuro. I nostri vincisgrassi tradizionali, non si offenderanno con questi eretici!

Buona vita, buoni vincisgrassi eretici alle verdure! ❤️

Tempo di Pasqua a Petriolo

Tempo di Pasqua a Petriolo, pillole di tradizioni popolari pasquali nel paese di Giovanni Ginobili

Fuori il verde!

Fin dall’inizio della Quaresima i bambini e i giovani giocavano a “fòri verde” (fuori il verde).

Se, fra due o più persone, all’intimazione di «fòri vérde!» qualcuno non ne aveva oppure non ne mostrava, cadeva in multa e s’impegnava a pagare un uovo il giorno di Pasqua.

Il verde in questione poteva essere la foglia di carciofo, che si teneva in tasca, oppure una fogliolina di bosso sulla punta della lingua; altro verde non aveva valore.

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