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Diario alimentare di quaresima (pappardelle con il cinghiale al salmì)

La domenica anche se è tempo di quaresima, si prepara sempre una pasta fresca all’uovo, o in brodo o asciutta.

Per oggi abbiamo preparato le pappardelle con il cinghiale al salmì.

Un piatto abbastanza laborioso ma che alla fine da molta soddisfazione quando viene portato in tavola.

Il cinghiale ha bisogno di essere tenuto a bagno con un buon vino rosso corposo, al quale di uniscono sedano, carote, cipolla, timo, alloro, rosmarino e salvia, bacche di ginepro, pepe nero e chiodi di garofano.

Una notte di marinatura e la mattina, si scola dal liquido, si mette a perdere l’acqua in una pentola, unendo aceto cambiandolo più volte per togliere il gusto e l’odore di selvatico del cinghiale.

Una volta fatta questa operazione, si fa rosolare con olio extravergine di oliva, insieme alla carne macinata ed alcuno osso di manzo, si uniscono gli odori del vino, il quale va buttato. Una volta ben rosolato, si sfuma con il brandy o con il vino cotto come facciamo noi.

Si finisce la cottura unendo il brodo fatto con le ossa del manzo fatto a parte. La cottura è abbastanza lunga per il tipo di carne.

A parte si cuociono le pappardelle tagliate molto più larghe delle tagliatelle ed una volta scolate, si condiscono generosamente con il sugo di cinghiale ed abbondante parmigiano reggiano.

Buon cammino di quaresima!

Buona vita, buone pappardelle con il cinghiale al salmì ❤️

Tempo di Pasqua a Petriolo

Tempo di Pasqua a Petriolo, pillole di tradizioni popolari pasquali nel paese di Giovanni Ginobili

Li caciù’ có’ la faétta

In occasione della Pasqua si usava, tra gli altri dolci, fare li caciù’ có’ la faétta, cioè i calcioni alla fava. Nel tempo che fu, a Petriolo come in molti altri paesi del circondario, s’usava farli ogni domenica e venivano venduti per le vie del centro addirittura fino a tutta l’estate. Questa che segue è la ricetta tradizionale di Petriolo: si tengono a bagno le fave per qualche giorno, la sera prima di fare li caciù’ si sbucciano e si mettono di nuovo a bagno; alla mattina seguente si fanno bollire con un po’ di alloro fino a farle diventare purè. Quando il purè è cotto lo si passa su un setaccio per evitare che sia granelloso. E questa è la faétta. Si prepara poi la sfoglia con uovo, come per la pasta in casa, la si taglia in forme rotonde del diametro di circa dieci centimetri e nel mezzo si mette un cucchiaio di faétta, poi si chiudono come a semicerchio e, in abbondante strutto, si friggono.

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Se volete qui trovate le ricette 👇

https://farinaefiore.com/2020/02/24/li-caciu-co-la-faetta-3

Buona vita, buon tempo di Pasqua a Petriolo e non solo ❤️

Diario alimentare di quaresima (cannelloni di verdure)

Se avanza la pasta fresca all’uovo, mica si può buttare, è utile per fare un buon primo piatto sano e saporito.

L’idea arriva quando hai tanta verdura di stagione che è al fresco ed aspetta di essere consumata.

Prendi il cavolfiore, la lattuga, due foglie di cavolo nero ed un finocchio. Sbollentali, scolali, tagliali sottili sottili, condiscili con olio extravergine di oliva, erbe aromatiche, sale e rendi tutto cremoso con la besciamella allo yogurt bianco greco che fai tu, mettici la buccia di limone ed il parmigiano reggiano. Metti a bollire la pasta fresca all’uovo tagliata a quadrati, stendili sopra ad una bianca tovaglia per farli asciugare, mettici sopra una fettina di prosciutto cotto e le verdure cremose, chiudi ogni foglio ripieno e mettici sopra ancora un po’ di besciamella, metti a gratinare e sforna la delizia.

Buono, può essere un piatto preparato e congelato per le prossime feste pasquali! No???? Io dico di sì magari cambiando verdure o salume! A noi ci sta bene!

Buona vita, buon cammino di quaresima con i cannelloni di verdure ❤️

Pasqua a casa nostra (3 marzo 2019)

Era il 2019, eravamo liberi e sereni, potevamo fare e dire quel che ci pareva. Mai avremmo pensato a questa maledetta pandemia che ci sta facendo perdere ogni speranza!

Però c’è la voglia di lottare e continuare a vivere e magari a pensare alla tavola di Pasqua.

2019- 3 marzo

Io ho una certa età e mi ricordo che una volta in un pranzo di festa, venivano preparate per antipasto le tartine, molte tartine e di ogni tipo. Si usavano i cracker e il pane a cassetta, venivano prima spalmati di burro per evitare che ciò che c’era sopra inumidisse il pane. Poi si decoravano con mousse o paté di tonno, sott’aceti e carciofini. Se volete la ricetta del pane a cassetta la trovate qui 👇

https://farinaefiore.com/2021/03/03/pane-a-cassetta-per-tartine/

Non si usa più ora questo tipo di antipasto, ma io trovo che invece sia ancora buono e soprattutto stuzzicoso!!!

Antica??? Può darsi!! Ma me ne faccio un baffo!

Ah, c’è anche la “crescia de cascio “ di Pasqua che viene gustata con ciausculo il salame spalmabile marchigiano!

Ho dimenticato il povero Cocò che invece ha preparato agnello e stinco con patate!

Signori, oggi è tornato il figliol prodigo ed è stata un’occasione speciale!

La vita è adesso!!

Buona vita, buon proseguimento di quaresima ❤️

Diario alimentare di quaresima (rotolo di tonno zucca fagioli cannellini cavoli emmentaler)

Noi seguendo la nostra tradizione di casa materna, il mercoledì ed il venerdì del tempo di quaresima, facciamo astinenza dalle carni. Cerchiamo di cucinare cibi o di pesce o di legumi.

Abbiamo usato questi due ingredienti per fare un semplice e gustoso rotolo, aggiungendo anche verdure di stagione, come il cavolo e la zucca ed anche l’emmentaler per dargli più sostanza.

Ve lo raccontiamo in poche righe.

Abbiamo preso un barattolo di fagioli cannellini, li abbiamo sciacquati e scolati per bene, li abbiamo messi in una ciotola unendo con la zucca cotta al microonde per pochi minuti, il cavolo sbollentato, il tonno, l’emmentaler tagliato a cubetti, un uovo di galline felici, parmigiano reggiano, pane grattugiato ed erbe aromatiche. Una volta amalgamato tutto per bene, abbiamo versato il composto, sopra un foglio di carta forno, con le mani abbiamo compattato e formato un rotolo. Abbiamo chiuso a caramella e messo in forno a 180 gradi per un’ora. A metà cottura lo abbiamo girato. Una volta freddo, lo abbiamo tagliato a fette, condito con olio extravergine di oliva, limone ed aceto di mele.

Credetemi, è stato un buon piatto per una cena a due!

La vita va così!

Buona vita, buon rotolo di tonno e fagioli cannellini ❤️

Diario alimentare di quaresima (pizzette di zucca al primo sale noci e sesamo)

Fra poco diventeremo tutte una zucche, ci piace molto in ogni modo, ce ne inventiamo molte di ricette zuccose, sia salate che dolci.

Per pranzo c’è stata la zuppa con anche i fagioli frullati, in questo modo non ci appesantiscono, poi pizzette di zucca croccanti con il sesamo e formaggiose con il primo sale.

Abbiamo fatto cuocere la zucca in un filo d’acqua nella pirofila coperta dal coperchio nel forno a microonde, ci sono voluti pochi minuti, l’abbiamo scolata, l’abbiamo schiacciata con la forchetta, abbiamo salato, messo uovo e parmigiano reggiano, un filo di olio extravergine di oliva, le noci, il sesamo, il primo sale ed il pane grattugiato, abbiamo lavorato il composto e formato le pizzette. Le abbiamo fatte cuocere a 180 gradi per una mezz’ora più o meno, a metà cottura le abbiamo girate. Ad alcune, a fine cottura abbiamo messo sopra un pezzo di primo sale.

Le pizzette di zucca sono sfiziose e diverse, piaceranno anche ai bambini!

La zucca rimasta l’abbiamo mescolata ai cavoli bianchi ed abbiamo fatto la cena arancione come covid comanda!

Buona vita, buone pizzette di zucca con noci e sesamo ❤️

Diario alimentare di quaresima (crostata di carciofi e carote alla crema di formaggio emmentaler)

Seconda settimana di quaresima, il cammino è ancora lungo, sarà lo stesso di quello di un anno fa!

Cosa è cambiato? Nulla, anzi sì, siamo allo stremo, però ci hanno colorato a giorni alterni. Un po’ giallo, un po’ arancio ed un po’ rosso. Non c’è traccia di neutralità. Siamo imprigionati fra un negozio chiuso ed uno aperto a metà. Prima della libera uscita, dobbiamo fare uno sforzo notevole per sapere cosa e dove trovare quel che ci manca.

E la sensazione che si prova camminando non è strana? A me sembra di camminare sull’orlo di un abisso, l’equilibrio manca, ed il respiro intrappolato fra le labbra e la mascherina, diventa affannoso. Verità o solo sensazione? Non lo so. Quanto durerà questo cammino di espiazione?

Nessuno è indovino, ce la siamo cantata un anno fa che sarebbe andato tutto bene…..ma va? Tant’è…..eccoci qua al punto di partenza!

Scacciamo i pensieri colorati, non è poco, ed aspettando la luce ma la Luce vera, facciamo la crostata di carciofi e carote al formaggio emmentaler. Ci servirà per questa sera a cena, non servirà altro perché c’è tutto, verdure, carboidrati e proteine!

Raccontiamola come si fa!

Ingredienti

Per la pasta

200 grammi di farina 0

100 grammi di burro

Un uovo di gallina felice

Sale

Ingredienti

Per il ripieno

3 carciofi

3 carote

2/5 dl di latte

25 grammi di burro

25 grammi di farina

100 grammi di emmentaler o fontina

Olio extravergine di oliva

Noce moscata

Erbe aromatiche

Sale

Preparazione

Impastiamo con i polpastrelli la farina con il burro freddo tagliato a cubetti, sale, uniamo il sale, tre cucchiai di acqua fredda e l’uovo. Lavoriamo velocemente, formiamo una palla e lasciamo riposare in frigo per un’ora.

Prepariamo la crema per la farcitura, portiamo il latte all’ebollizione, uniamo la noce moscata, in un’altra pentola lasciamo sciogliere il burro e lavoriamo insieme alla farina, mescolando lasciamo cuocere per poco, uniamo il latte e sempre mescolando finiamo la cottura per ottenere una crema densa ed uniamo il sale. Spegniamo ed aggiungiamo l’emmentaler e le erbe aromatiche.

Mettiamo a cuocere per una decina di minuti, in acqua bollente salata ed il succo di limone, i carciofi e le carote tagliati a spicchi, li scoliamo lasciandoli raffreddare.

Stendiamo la crostata sopra uno stampo foderato di carta forno, versiamoci la crema di formaggio e sistemiamo sopra i carciofi e le carote alternati, decoriamo con le strisce di pasta. Mettiamo a cuocere a 180 gradi per 30 minuti più o meno! Regoliamoci con la temperatura del nostro forno.

Questa crostata può venire utile anche in previsione delle future feste pasquali, non vi dico certo per il pranzetto fuori porta, magari per quello sulla terrazza o in giardino! Non avremo di meglio mi sa!

Dimenticavo di dirvi che si possono cambiare le verdure ed il formaggio, anche la ricotta è ottima.

Buona vita, buona crostata di carciofi e carote al formaggio emmentaler ❤️

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Diario alimentare di quaresima (trippa alla marchigiana)

La trippa piatto povero ma corposo, era preparata spesso anche durante il periodo di quaresima perché soddisfava tutta la famiglia numerosa che doveva riempire la pancia e oltretutto si spendevano quattro soldi.

La trippa non era molto gradita ai piccoli, qui la vergara, donna possente che comandava in campagna o la mamma del paese escogitavano un modo per far sì che anche loro imparassero a mangiare la trippa. Preparavano tante frittatine, le uova al tempo quaresimale cominciavano ad abbondare, le tagliavano a striscioline, facevano un sugo finto con il battuto di lardo ed aglio, univano la maggiorana, il prezzemolo e la salvia, i pomodori di casa e lasciavano insaporire le frittatine, così le uova in trippa per la somiglianza delle striscioline, diventavano piacevoli accontentando i piccoli e nutrendoli.

Allora prepariamoci a riempire la pancia anche noi con la ricetta di casa nostra!

Pronti?

Trippa mia, fàtte cappànna!

La trippa deve essere cucinata in modo speciale come faceva mia madre. Sono tassativi maggiorana, cipolla, chiodi di garofano e un minimo di mentuccia selvatica e soprattutto devono esserci i nervetti del manzo per far sì che si formi la gelatina. Una volta sbollentata e rosolata con tutti gli odori, si sfuma col vino bianco e si aggiungono i pomodori. La trippa deve sobbollire per molto tempo fino a quando le striscioline si mordono con le labbra. Servire a tavola con una bella e abbondante spolverata di pecorino secco e di pepe.

La trippa è straordinaria anche per condire un piatto di pasta sia le tagliatelle che i rigatoni!

A voi la scelta!

Buona vita, buona trippa alla marchigiana ❤️

Tempo di Pasqua a Petriolo

Tempo di Pasqua a Petriolo, pillole di tradizioni popolari pasquali nel paese di Giovanni Ginobili

Casa netta

In tempo di Pasqua, un poco al giorno, si procedeva ad una accuratissima pulizia di tutta la casa e tutti in famiglia erano mobilitati per tale funzione, grandi e piccini.

Sarebbe prima o poi passato il prete a dare la benedizione a tutti gli ambienti di casa e ci si teneva a che tutto fosse in ordine.

A Pasqua la casa sarebbe dovuta apparire linda, quasi rinnovata. Difatti un detto recitava che “la parmétta vò’ la casa nétta”, ossia la palma benedetta, che si portava a casa dalla messa della Domenica delle Palme, vuol la casa pulita.

Si cominciava dal ripulire gli utensili di rame della cucina fino addirittura, se serviva, a tinteggiare le stanze. Prima però si tiravano giù le tende e si partiva per andare al lavatoio. Giù, giù, passando per ogni via del paese, dal castello, dalla capecciara, dalla pèrna, dalla pesa, da via della pace, da via Umberto primo e venendo su dalla Madonna delle Grazie scendendo ancora giù, fino ad arrivare alla contrada di s. Antonio, dove c’erano due bellissimi lavató’.

Nelle loro acque limpide finalmente le tende trovavano una nuova vita, e non solo quelle.

Nonna Lalla, donna esageratamente ordinata, dopo aver indossato lu zinàle, candido come la neve, con movimenti circolari del bacino, intonava una specie di canto che diceva così: “sciacquatevi cocchi di mamma!”, riferendosi ai suoi numerosi figli.

In collaborazione con l’associazione culturale l’Orastrana, qui trovate il link https://www.orastrana.it/laboratorio di musica e poesia dal 1993, attivo da dieci anni, con l’artista maceratese Nooz, nella realizzazione di una serie di performances teatrali dove le favole e i racconti della tradizione popolare delle Marche centrali incontrano musica ed illustrazioni dal vivo.