Petriolo

Marmellata di arance alla vaniglia e zenzero semicandito

Marmellata di arance alla vaniglia e zenzero semicandito

Marmellata di arance alla vaniglia e zenzero semicandito

Ingredienti:
1 kg arance a buccia spessa biologiche
250 gr di zucchero di canna integrale
250 gr di miele tuttifiori
acqua q.b.
vaniglia
zenzero, zucchero e miele e acqua a piacere che servono per semicandire.

Procedimento:
lavate molto accuratamente le arance sotto l’acqua corrente, sfregandole con una spazzola. Mettetele in una ciotola capiente, coprite con acqua fredda e lasciatele così per due giorni cambiando l’acqua mattina e sera.

Passati i due giorni, scolatele e togliere la buccia di un’arancia o di due che taglierete a filetti e se volete, lasciate la parte bianca che serve ad addensare la marmellata e dona un pizzi amarognolo che la rende ancora più buona.

Marmellata di arance alla vaniglia e zenzero semicandito

Marmellata di arance alla vaniglia e zenzero semicandito

Tagliate le arance intere rimaste a fettine e le altre due già pelate. Mettetele in una ciotola di vetro con metà dello zucchero totale e lasciatele dalla sera alla mattina per far sì che si sciolga lo zucchero. La mattina seguente sciogliere l’altra parte dello zucchero ed il miele in una pentola di acciaio, aggiungete la vaniglia secondo il proprio gusto e mettetela a bollire a fuoco dolce unendo poi le arance tagliate a fettine, la buccia a filetti delle arance preparate prima e l’acqua fino a coprirle. Fate riprendere il bollore per circa 10 minuti.

A questo punto tirate su tutte le arance e mettetele in una ciotola di vetro fino al giorno dopo lasciando lo sciroppo nella pentola. Questo procedimento lo farete per tre giorni.

La cottura dell’ultimo giorno sarà la definitiva e quindi più lunga, fate di nuovo bollire lo sciroppo, unite le arance e lo zenzero semicandito, mescolate, alzate il fuoco e fate cuocere completamente fino a che la marmellata si presenta lucida e trasparente. Nel frattempo avrete sterilizzato i vasetti nel forno a 100 gradi per 15 minuti. Invasate, chiudete i vasetti con i tappi e capovolgete coprendolo con un canovaccio fino ad ottenere il sottovuoto.

Marmellata di arance alla vaniglia e zenzero semicandito

Marmellata di arance alla vaniglia e zenzero semicandito

Per semicandire lo zenzero, dovete lavarlo e pelarlo, tagliatelo a fettine sottili, mettetelo in un pentolino con l’acqua che lo copre e fatelo cuocere bene, scolatelo, (mettete da parte l’acqua di cottura che potrete addolcire con miele e bere fredda o calda) A questo punto, sul pentolino vuoto mettere zucchero di canna e miele insieme alle fettine di zenzero e fatelo semicandire a fuoco dolce fino a quando sarà lucido e trasparente.

Zenzero semicandito

Zenzero semicandito

 

Bomboloni al forno farciti con crema pasticcera e cioccolato

 

Processed with VSCOcam with f2 preset

Ingredienti per i bomboloni:
500 gr di farina per dolci 00
200 gr di latte intero tiepido
5 uova (rossi)
80 gr di burro fuso, ma freddo
Una bustina di lievito di birra essiccato o mezzo cubetto di lievito di birra
35 gr di zucchero
1 pizzico di sale
buccia grattugiata di limone o arancia
semi di vaniglia

Procedimento:
far sciogliere in una ciotola 35 gr di lievito con 200 gr di latte tiepido, unire 35 gr di zucchero e la farina e cominciare ad impastare con la foglia dell’impastatrice aggiungendo un pizzico di sale.
Unire la buccia grattugiata di limone o di arancia, i semi di vaniglia, un tuorlo alla volta facendolo assorbire piano piano e lavorare il tutto fino a quando il composto comincia a staccarsi dalla ciotola.

L'impasto pronto alla lievitazione

L’impasto pronto alla lievitazione

A questo punto unire il burro poco alla volta e finire di impastare fino ad ottenere un composto morbido che dovrà lievitare coperto con la pellicola ed un canovaccio fino al raddoppio (quasi due ore in un luogo caldo, dentro il forno con la luce accesa).

 

 

 

 

 

 

I dischi

L’impasto pronto alla lievitazione

Stendere la pasta con il mattarello dopo averla sgonfiata allo spessore di 2 cm e ritagliare tanti dischi dal diametro di circa 5 cm. Impastare i ritagli e ricavarne altri.

 

 

 

 

 

 

L'impasto pronto alla lavorazione

L’impasto pronto alla lievitazione

Far lievitare di nuovo i dischi su carta forno coperto da un canovaccio sempre dentro al forno con la luce accesa (all’incirca 1 ora o poco più).

 

 

 

 

 

 

A questo punto si può decidere di friggere i dischi all’olio scaldato a 170° facendoli dorare prima su un lato e poi sull’altro oppure procedere con la cottura al forno a 170° fino a doratura.

I dischi appena sfornati

L’impasto pronto alla lievitazione

Lasciarli freddare sulla lastra e farcirli poi con una siringa o tagliarli a metà con crema pasticcera o con crema al cioccolato.

La crema al cioccolato

L’impasto pronto alla lievitazione

Bagnarli con l’alchermes e spolverarli con lo zucchero a velo.

Buon appetito e buon Carnevale!

“Carnevale, bon compagno, possi vinì’ tre vorde l’anno!”

Carnevale Petriolese

Carnevale Petriolese

“È questa enfatica espressione che dice come e quanto sia desiderato il Carnevale dai nostri padri. Non perché essi fossero dediti al passatempo e alla pazza gioia, ma in opposizione a quella loro vita morigerata e di lavoro per cui i nostri avi non conoscevano divertimenti se non in tempi determinati”.

“Il Carnevale offriva al nostro popolo di sbizzarrirsi un poco in festini e balli, in mascherate, in ghiottonerie .. avevano grande parte gli “scroccafusi”, le “frittelle”, le “sfrappe”, le “castagnole”.

“Nella piazza maggiore del paese, ove si radunava il popolo, suolevasi erigere un palco. La brigata in maschera appariva e faceva baccano indicibile, portando un’onda di chiassosa allegria; tanta da non far sentire talvolta il gelido vento che soffiava e sferzava il viso. Molti ridicoli, gesti esagerati e burloni, strumenti musicali grossolani adatti solo a far rumore, muovevano le risa del popolo presente.

Sul palco avveniva l’ultima mangiata di maccheroni, che offrivano anche al morituro Carnevale, e che tenevano (questo avveniva a Petriolo), tanto per far senso sugli spettatori, in vasi per uso facilmente immaginabile.”

tratto da Carnevale, Costumanze Marchigiane, 2° raccolta, Macerata luglio 1947, Giovanni Ginobili

Carnevale Petriolese

Carnevale Petriolese

Liquore alla melagrana. Ratafià di melagrane.

melagrana [lat. malum granatum «mela granata»] – la difesa naturale per l’arrivo dell’autunno, ve lo proponiamo nella versione liquorosa: liquore alla melagrana.

Liquore alla melagrana Liquore alla melagrana

Ingredienti:
1 o 2 melagrana maturi
1/ 2 litro di alcool a 95 gradi
1 litro di acqua
500 gr. di zucchero bianco o di canna
stecca di vaniglia

Melagrana Melagrana

Procedimento:
lavare le melagrana, tagliarle a metà e battendole con un cucchiaio far cadere i chicchi, togliere bene tutta la parte gialla e metterli in un barattolo sterilizzato e freddo, coprirli con l’alcool e chiudere col coperchio. Conservare al buio per 15 giorni o anche più scuotendo il barattolo ogni giorno. Per ottenere il succo più rosso, si può aggiungere un pò di succo di melagrana all’infusione alcolica.

Passati i giorni, preparare lo sciroppo bollendo l’acqua e lo zucchero per alcuni minuti, lasciarlo freddare e unire i chicchi e l’alcool filtrandolo con una garza. Lasciarlo riposare per un giorno di nuovo, ri-filtrare di nuovo ed imbottigliare.

Farlo riposare qualche giorno e bere a piacere.

Ottimo anche per bagnare torte o unire alle creme di formaggio per la cheesecake.
Seconda ricetta

I chicchi di 5/6 melagrana

500 gr di alcool a 95

150 gr di zucchero di canna integrale o semolato

Cannella o vaniglia

Mettiamo il succo delle melagrana spremuti con lo spremi agrumi, in un barattolo a chiusura ermetica, uniamo lo zucchero, l’alcool, la vaniglia o la cannella. Chiudiamo e  lasciamo riposare  per una quarantina di giorni ricordandoci di agitare ogni giorno. Trascorso il tempo, filtriamo per più di una volta ed imbottigliamo. Gustiamolo dopo qualche giorno insieme ad un cioccolato fondente forte.
Ratafià di melagrane al cioccolato fondente

Ingredienti 2,5 dl di succo di melagrane

7,5 dl di grappa

250 gr di zucchero

Cannella o 100 gr di cioccolato fondente forte

Preparazione

Facciamo sciogliere il cioccolato e una volta raffreddato, mettiamolo insieme allo zucchero, il succo di melagrane e la grappa in un barattolo a chiusura ermetica. Chiudiamo e lasciamo passare un mese scuotendo ogni tanto.

Marmellata di fichi e mele a pezzettoni al cardamomo

Marmellata di fichi e mele a pezzettoni al cardamomo

Marmellata di fichi e mele a pezzettoni al cardamomo

Ingredienti:
600 gr di fichi biologici
400 gr di mele biologici
500 gr di zucchero
il succo di un limone
semi di cardamomo

Procedimento:
Tagliare a metà i fichi e a pezzettoni le mele, metterli in una pentola con lo zucchero ed il succo di un limone e iniziare a cuocere mescolando spesso facendo attenzione che i pezzi di frutta non si sfaldino.

Unire i semi di cardamomo o se si vuole la bacca intera schiacciata messa in un sacchettino di lino. Continuare la cottura e appena assorbita tutta l’acqua rilasciata dai fichi spegnere e lasciar riposare fino al giorno dopo.
Controllare la densità ed il sapore del cardamomo e regolarsi a proprio piacimento.
Far riprendere il bollore ed invasettare nei vasetti sterilizzati.

Tagliatelle semi integrali con pesto ai semi di sesamo, girasole e di lino e pomodorini datterini

Tagliatelle ai semi integrali con pesto ai semi di sesamo, girasole e di lino e pomodorini datterini

Tagliatelle ai semi integrali con pesto ai semi di sesamo, girasole e di lino e pomodorini datterini

Ingredienti:
300 etti di tagliatelle semi integrali
semi: sesamo, girasole, lino
basilico
buccia di limone
olio extra vergine di oliva
pomodorini datterini

Procedimento:
Fare le tagliatelle con farina di semola rimacinata e integrale (400 gr in tutto) con 4 uova e lasciarle da parte.

Frullare il basilico, la buccia del limone ed i semi unendo l’olio e se si vuole del formaggio (parmigiano) lasciando che risulti un composto granuloso.

In una larga padella mettere l’olio con i pomodorini datterini tagliati a metà e scaldare per pochi minuti. Cuocere la pasta in abbondante acqua salata, scolarla non eccessivamente e passarla nella padella facendola insaporire con i pomodorini, aggiungere olio a piacere e il pesto di semi.

Mescolare bene e servire.

MARMELLATA DI FICHI (E BUCCE) AROMATIZZATA AL PEPERONCINO OPPURE ALLO ZENZERO E ALTRO…

Marmellata di fichi e bucce al peperoncino

Marmellata di fichi e bucce al peperoncino

Ingredienti:
1 kg di fichi (polpa e buccia)
150 gr di miele di acacia
350 gr di zucchero
il succo di un limone (a piacere anche la scorza)
peperoncini a seconda dei gusti personali. Variante con lo zenzero grattugiato o cannella e spezie tipo vin brûlé ( cannella, chiodi di garofano, ginepro, scorza di arancia e di limone o quello che più vi piace.

Procedimento:
Lavare bene i fichi che devono provenire da un metodo di coltura che non includa trattamenti chimici in modo da utilizzare anche la loro buccia e togliere il picciolo.

In una pentola sciogliere il miele e lo zucchero ed aggiungere i fichi e le bucce tagliate grossolanamente, il succo del limone e a piacere la scorza.

Far cuocere fino ad ottenere un composto omogeneo e morbido.

Unire i peperoncini a piacere, riprendere la cottura e lasciar riposare il tutto per circa un giorno.
Il giorno successivo frullare ad immersione il composto e finire la cottura fino ad arrivare alla “prova del piattino” tipica delle marmellate.
Se non si ha la certezza di usare fichi biologici si può procedere usando soltanto la polpa del frutto.
Sterilizzare i vasetti al forno, riempirli e chiuderli con i tappi e capovolgerli fino ad ottenere il sottovuoto.

Varianti e consigli.
In alternativa al peperoncino potete mettere lo zenzero o le spezie del vin brûlé, ad esempio la cannella, i chiodi di garofano o il ginepro, l’arancia e il limone oppure ancora la noce moscata, naturalmente chiuse in un sacchettino di tela che andrete poi a togliere a fine cottura.

Marmellata di cetrioli e limoni (a microonde)

Marmellata di cetrioli e limoni (a microonde)

Marmellata di cetrioli e limoni (a microonde)

Ingredienti:
500 gr di cetrioli
3/4 limoni verdi
il succo di un limone intero
350 gr di zucchero oppure 125 gr. di zucchero e 125 gr. di miele millefiori.

Procedimento:
tagliare a quadretti i cetrioli e a fettine sottili i limoni. Unire metà dello zucchero e riposare per qualche ora su una ciotola di vetro.

Cetrioli e limoni a pezzi

Cetrioli e limoni a pezzi

Mettere a cuocere a microonde alla potenza maggiore per circa 30 minuti. Far riposare il tutto fino al giorno dopo. Rimettere a cuocere fino a che la frutta diventi trasparente e lucida. Lasciare nuovamente tutto a riposo e coprire con un piatto fino al giorno dopo.

Fare l’ultimo tempo di cottura per altri 10 minuti ed invasettare nei vasi sterilizzati al forno. Una volta pieni rimetterli nel forno a microonde per qualche secondo, aggiungere un sorso di limoncello prima di chiuderli e capovolgerli fino ad ottenere in sottovuoto.

Utilizzo nelle crostate a base di crema di frutta, tipo melone, pesca e albicocche

Utilizzo nelle crostate a base di crema di frutta, tipo melone, pesca e albicocche

Consigli d’uso: buona da accompagnare i formaggi, per le crostate a base di crema di frutta, tipo melone, pesca e albicocche.

Variante con le melanzane, cetrioli, limoni verdi all'erba cedrina

Variante con le melanzane, cetrioli, limoni verdi all’erba cedrina

Variante con le melanzane, cetrioli, limoni verdi all’erba cedrina
Il procedimento è lo stesso di quello sopra, basta cambiare la verdura.

Variante con peperoni e meloni o peperoni e pomodori gialli  alla menta o basilico.

Lo stesso procedimento potete farlo nella pentola rispettando il riposo fra una cottura e l’ altra.

Marmellata di melone ed albicocche alla menta o al peperoncino o ai pistacchi di Bronte.

Marmellata di melone ed albicocche alla menta

Marmellata di melone ed albicocche alla menta

Ingredienti:
500 gr di melone
500 gr di albicocche
500 gr di zucchero
1 limone
menta in foglie (Mentha piperita)
300 ml bicchiere d’acqua

Variante con peperoncino, io ho usato quelli ornamentali

Variante con i pistacchi di Bronte spezzettati.

Procedimento:
Pulire e tagliare a pezzettini la frutta, sistemarla in una ciotola con metà dello zucchero ed il succo di un limone. Farla riposare per due/tre ore. Fare uno sciroppo con l’acqua ed il restante zucchero. Appena chiarificato aggiungere la frutta, far bollire il tutto a fiamma un po’ alta e schiumare.
Abbassare poi la fiamma, unire le foglie di menta e continuare la cottura fino alla prova del piattino. Al posto della menta unite peperoncino a piacere senza semi che poi si toglierà a fine cottura. Per la versione con i pistacchi di Bronte, unirli dopo averli spezzettati o frullati ad immersione insieme alla marmellata.
Riempire i barattoli, chiuderli e capovolgerli fino ad ottenere il sottovuoto.

Consigli d’uso:

Questa è una marmellata davvero squisita e dall’odore pungente, caratteristica data dalla menta. Per questo motivo per assaporare e sentire al meglio questo profumo possiamo mangiarla con il pane o come geleée di una fresca cheesecake (basta aggiungerla ad un buon formaggio cremoso tipo robiola o mascarpone). Per la versione con il peperoncino, usarla con i formaggi. 

Li caciù dòce co’ lo pecurì – il terzo dolce per “Il Principe dei Saltarelli”

Difficile individuare l’etimologia (forse dal “calzone napoletano” o da una forma latina popolareggiante “cacium“), la provenienza, le ragioni o le motivazioni che sono alla base della “esclusività treiese” di questo prodotto gastronomico perchè infatti nella zona di Treia (MC) lo si conosce e lo si apprezza da molte generazioni.

Li caciù per "Il Principe dei Saltarelli"

Li caciù per “Il Principe dei Saltarelli”

Sicuramente nato come dolce tipicamente pasquale, è costituito da una sfoglia di pasta a forma di disco richiusa su sè stessa atta a contenere un impasto di pecorino, parmigiano, uova e zucchero. Viene cotto poi al forno ed ha un sapore agrodolce che bene si abbina ad un vino frizzate, sia come dessert che come spuntino.

 

Caciù dòce co’ lo pecurì - il terzo dolce per "Il Principe dei Saltarelli"

Caciù dòce co’ lo pecurì – il terzo dolce per “Il Principe dei Saltarelli”

Ingredienti:
per l’impasto:
300 gr di farina bianca
150 gr di zucchero
1 pizzico di sale
1 uovo
1 bustina di lievito
150 gr di burro

per il ripieno la qualità del formaggio variano a seconda dei gusti:
1 uovo intero
500 gr di pecorino fresco
150 gr di zucchero
buccia di limone

Procedimento:
setacciare la farina sul piano della spianatoia e nel centro unire zucchero, sale, uovo e la bustino del lievito per dolci (3/4 del contenuto). Lavorare incorporando bene la farina fino a formare un impasto denso, aggiungere poi il burro freddo tagliato a pezzettini impastando rapidamente fino ad ottenere un composto liscio. Spianare la pasta e ricoprirla con la carta forno e riporla in frigorifero per circa due ore.

Per la farcitura:

L'impasto

L’impasto

tagliare a pezzettini il pecorino e frullare insieme allo zucchero, le bucce di limone ed un uovo fino ad ottenere una crema.

 

 

 

 

 

 

 

I dischi appena chiusi

I dischi appena chiusi

Riprendere la pasta dal frigorifero, stenderla in modo sottile (3-4 mm) con un mattarello e formare dei dischi, farcirli con un cucchiaino di impasto e chiuderli bene, spennellarli con un uovo intero ed un goccio di latte.  

Cuocere a 180 gradi per 10-15 minuti fino a vederli dorati.