uova di gallina felice

Ravioli di ricotta di capra con sugo di carne ed involtini

C’era una volta il sugo di casa di un ramo dei Natali, perché nel mio paese ce ne sono diversi, fatto senza carne macinata.

Capitava che il birbante macellaio del paese, ti rifilasse delle fettine di carne a detta dello stesso, ottime, che invece quando andavi per metterle in padella con olio ed aglio per una cottura veloce, queste erano piene di venature e tanto dure che alla fine ti ritrovavi una serie di solette di scarpe vecchie.

Ecco questo è successo a noi. Io l’ho detta qualche parolaccia e avrei voluto buttarle sulla spazzatura. Poi mi sono ricordata che mia madre camuffava le fettine facendole diventare degli ottimi involtini mettendoci la mortadella, l’emmentaler e la carota. Chiudeva con lo stecchino e via per fare un buonissimo sugo per i ravioli oggi di ricotta di capra.

E ringraziando mia madre brava e paziente donna, il pranzo è stato salvato……..e beata pazienza anche la mia!

I ravioli sono stati fatti con farina 0 e di semola rimacinata di grano duro ed uova di galline felici, il ripieno con la ricotta di pecora, uova, parmigiano reggiano, noce moscata, buccia di limone ed erbe aromatiche timo ed erba cipollina.

Il sugo come si fa in ogni casa, odori, spezie, carne macinata e gli involtini. Pomodori pelati e concentrato di pomodoro.

Buona vita, buoni ravioli di ricotta ❤️

Crostata salata con ricotta e bietole rosse e verdi al profumo di limone

Un altro caro amico marito della mia amica più cara d’infanzia, se n’è andato la scorsa settimana….. ora a chi toccherà?

Non faccio niente scongiuri perché non ci credo, ma certo che questo è un triste momento per tutti.

Si continua però a far da mangiare per gli affamati di casa, non si può non cucinare cose buone e diverse ad ogni pasto, anche se è più difficile non potendo fare una buona spesa per i motivi di questa reclusione per la quale sembra non esserci soluzione.

Tornando alla ricetta di oggi questa crostata salata con ricotta e bietole rosse e verdi è una valida alternativa per un antipasto o per una merenda o per una cena.

L’avevo dimenticata questa preparazione, ne ho sempre preparate diverse di crostate salate, ma questa è una ricetta molto di moda negli anni fine sessanta inizio settanta, quando nei rinfreschi così venivano chiamati, in occasione delle feste importanti, battesimo comunione, cresima,o matrimonio, si serviva sostituendo le “pastarelle” con il vermuth perché troppi umili.

Sulle tavole delle varie occasioni festive si cominciavano a vedere le crostate salate, le pizzette di pasta sfoglia e diversi altri tipi di stuzzichini insieme ai panettoni gastronomici farciti con ingredienti diversi e straunti per la maionese.

Questa crostata non è una novità però è buonissima e gustosa.

A me, a noi è servita per cenare, unendo le altre bietole rosse e verdi condite con olio extravergine di oliva ed il nostro buon pane naturale quotidiano!

Credo che di più ora non si possa avere.

Con calma e pazienza aspetteremo tempi migliori!

Questi sono gli ingredienti

100 grammi di farina di integrale

200 grammi di farina 0

Un uovo

Latte quanto ne serve per ottenere un impasto morbido

Tre cucchiai di olio extravergine di oliva

Tre cucchiai di parmigiano

Buccia di limone

Un cucchiaino di lievito per torte salate

Erbe aromatiche timo ed erba cipollina

Per il ripieno

250 grammi di ricotta

Due uova

Parmigiano reggiano

Noce moscata

Buccia di limone

Una manciata di bietole rosse e verdi o spinaci o agretti o altro tipo di verdura

Erba cipollina e timo

Preparazione

Impastiamo le farine l’uovo, l’olio extravergine di oliva ed il parmigiano, l’erba cipollina ed il timo, uniamo piano piano il latte regolandoci perché dovremo ottenere una pasta morbida che lavoreremo alla fine con le mani sopra la spianatoia e la lasceremo riposare coperta da una ciotola.

Prepariamo il ripieno mettendo a cuocere le bietole rosse e verdi o altro tipo di verdura in acqua bollente salata, le scoliamo, le passiamo sotto l’acqua corrente e le strizziamo bene. Le tagliamo a pezzetti e le uniamo alla ricotta scolata, saliamo, uniamo il parmigiano reggiano, la buccia di limone, l’erba cipollina, il timo e la noce moscata. Mescoliamo bene e riprendiamo la pasta. La stendiamo sottile, la buchiamo con la forchetta e copriamo la superficie con il ripieno, decoriamo con le strisce di pasta e mettiamo a cuocere a 180 gradi per 25/30 minuti. Regoliamoci con il forno, la crostata è cotta quando diventa bella dorata.

Con la pasta avanzata possiamo fare dei biscottini salati che cuoceremo a 160 gradi per pochi minuti.

Buona vita, buona crostata salata con ricotta e bietole rosse e verdi al profumo di limone ❤️

Maltagliati di farina di mais ed erbe aromatiche

Diario alimentare del tempo di coronavirus

Continuiamo ad andare avanti reclusi, facendo “salti mortali” per cercare di preparare ogni giorno qualcosa di piacevole e diverso ma soprattutto sostanzioso senza appesantire il nostro stato di fermo.

Per noi è piacevole impastare solo così riusciamo a non pensare troppo.

Abbiamo un nuovo assortimento di buonissime farine prodotte da un molino nel nostro territorio, in un giorno o due arrivano a casa e per chi ama come noi infarinarsi più volte al giorno, è una pacchia. Abbiamo incominciato con le farine integrali e di tipo 1 per il pane naturale, ieri con quella di mais per la polenta, ieri sera per le pizze focacce ed il pane al cioccolato fondente e nocciole ed oggi, ancora per una pasta rustica con poche uova, acqua ed erbe aromatiche come erba cipollina timo e un pizzico di mentuccia nell’impasto. Per il condimento un sugo di verdure e lenticchie. Buona e come ci piace, che si sente sotto i denti.

La pasta rustica l’abbiamo impastata nella ciotola della planetaria, possiamo farla anche sopra la spianatoia, mettendo due uova, farina di mais e di tipo 0, un pizzico di sale ed erbe aromatiche come timo, erba cipollina ed un po’ di mentuccia ed acqua quanta ne serve per ottenere un impasto tipo le tagliatelle. Una volta impastato il tutto, l’abbiamo finita di lavorare a mano facendola riposare coperta da una ciotola.

Nel frattempo abbiamo fatto insaporire carote, sedano e cipolla nella padella con olio extravergine di oliva ed abbiamo unito le lenticchie già cotte. Una volta insaporito il sugo, abbiamo cotto i maltagliati in acqua bollente salata, l’abbiamo scolata e ripassata nel suo di lenticchie unendo una spolverata di parmigiano reggiano.

Buona e saporita ed anche completo come piatto unico.

Buona vita, buoni maltagliati di farina di mais ed erbe aromatiche con sugo di lenticchie ❤️

Torta slava con marmellata di prugne alla cannella

Una crostata meringata della mia infanzia portata ed insegnata da esuli istriani. Erano venuti nel nostro paese per trovare lavoro e soprattutto pace!

Erano brave persone, genitori e due giovani forti e bravi. Uno di questi era diventato il maestro delle nostre scuole elementari.

Sapeva fare dolci meravigliosi e decorava le torte in modo stupendo! Precursore dei nostri maestri pasticceri moderni.

Avevo dimenticato questo dolce. L’ultima volta l’ho preparata alla cresima della terza figlia, quasi vent’anni fa. Io l’ho chiamata la crostata di Sgoifo, questo era il cognome del maestro!

Ha la solita pasta frolla, allora lui la faceva con un preparato nuovo ritenuto più sano del burro, la margarina. Sopra c’è un sottile velo di marmellata di albicocche e albumi montati a neve ferma, con zucchero e mandorle con la buccia tritate!

Posso dirvi di aver fatto delle modifiche, mettendo anche farina di farro, meno zucchero e meno burro.

Non è venuta perfetta, oggi avevo un diavoletto che me ne ha fatte combinare di tutti i colori. Mi sono pure scottata una mano e qualche parolaccia è scappata.

Non sono una santa, sapevatelo.

La foto qui sotto ha invece la marmellata di mirtilli ed è molto più bella

ingredienti per la frolla

200 gr. di farina 00

50 gr. Farina di farro

3 uova, i rossi per la frolla e gli albumi per la meringa

70 gr. di zucchero

100 di burro, la ricetta del maestro Sgoifo, era con la margarina e ne metteva 150 gr.

Buccia di limone

Un pizzico di sale

Cannella facoltativa

Marmellata di albicocche quanto basta per coprire leggermente la frolla, deve essere proprio un velo.

Per la meringa

3 albumi

3 cucchiai di zucchero, la ricetta originale prevede 200 gr.di zucchero oppure 100 gr.

Alcune gocce di limone e buccia di limone

150 gr. di mandorle con la buccia lavate ed asciugate in forno per alcuni minuti

Una variante è usare 150 gr di torrone morbido alle mandorle se vi capita come a me, di averne sempre in più. Basta frullarlo finemente ed unirlo alla meringa.

Preparazione

Lavorare la farina con i tuorli, il pizzico di sale, lo zucchero, il burro morbido e la buccia del limone. Quando il composto si presenta in briciole, continuare ad impastare a mano sulla spianatoia. Non dev’essere duro  ma morbido da stendere subito sulla carta forno e punzecchiare con la forchetta. Coprire la superficie con un velo di marmellata di albicocche. Nel frattempo frullare le mandorle finemente unendo un po’ di scorza di limone. Montare  gli albumi a neve con alcune gocce di limone, unire tre cucchiai di zucchero ed infine le mandorle. Spalmare con un cucchiaio la meringa sopra la marmellata facendo delle onde e cuocere in forno ventilato a 160 /170 gr.per 40/ 45 minuti. La superficie del dolce, deve presentarsi scura. Attenzione però a non farla bruciare.  Se volete una volta fredda, spolverare con zucchero a velo e cannella.

Forse per alcuni è una ricetta conosciuta. Io l’avevo dimenticata. Oggi per tanti motivi,  è stata una giornata di dolci e teneri ricordi. La mia infanzia è stata meravigliosa. Grazie ai miei e ai tempi diversi. Si poteva uscire il mattino, si tornava per pranzo e di nuovo fuori a giocare e a correre verso la campagna che d’estate ci ricopriva con le calde e dorate spighe del grano ed i papaveri. Mi dispiace per i nostri bambini che non capiranno mai, quanto era facile, semplice e tranquilla l’infanzia di prima.

Fino a qui, la ricetta originale del maestro Sgoifo, oggi questa è la versione meno dolce e con anche farina integrale. Possono essere usati sia il burro che l’olio di girasole oppure come spesso faccio io, metà di burro e metà di olio di girasole.

Ingredienti per la versione con la meringa alla marmellata e mandorle.

150 grammi di farina 0

150 grammi di farina integrale

140 grammi di burro

O 75 grammi di olio di girasole

150 grammi di zucchero io 60 grammi

2 uova

Un cucchiaino di lievito per dolci

Buccia di limone

70 grammi di mandorle con la buccia lavate ed asciugate al forno

Marmellata di prugne alla cannella o un’altra a piacere

Preparazione

Lavoriamo con un coltello il burro e lo zucchero fino a renderlo sbriciolato, uniamo due rossi d’uovo la buccia di limone e le farine con il cucchiaino di lievito per dolci. Impastiamo velocemente e mettiamo dopo averla schiacciata sopra la carta forno a riposare per un’ora in frigo. Se usiamo l’olio di girasole lavoriamo prima lo zucchero con i due rossi d’uovo e l’olio di girasole fino ad avere una spuma bianca la buccia di limone e uniamo le farine con il lievito per dolci setacciati. Impastiamo velocemente e mettiamo in frigo come per la pasta con il burro.

Riprendiamo la pasta e la stendiamo sottile con il mattarello, la buchiamo con la forchetta e nel frattempo montiamo gli albumi a neve densa con un pizzico di sale ed uniamo piano piano le mandorle frullate grossolanamente, la marmellata scelta. Dobbiamo ottenere una crema del colore della marmellata.

Qui la classica ricetta originale dice di montare gli albumi a neve unendo 60 grammi di zucchero, ma noi abbiamo preferito non metterlo perché basta quello che c’è nella marmellata. La crostata è ottima lo stesso ed è meno calorica. Noi abbiamo preferito mettere il burro al posto dell’olio di girasole perché non è questo buon grasso che ci fa male. Gli esperti lo raccomandano e sconsigliano lo zucchero quando è troppo.

La scelta sta a voi.

Ora versiamo gli albumi montati con la marmellata e le mandorle sopra la frolla stesa. Decoriamo a piacere con le strisce di pasta o se ci piace, senza decorazioni.

Mettiamo a cuocere a 160/170 gradi per trenta minuti, poi abbassiamo il forno a 140 gradi e lasciamo cuocere fino a quando la superficie diventa rappresa.

Queste due crostate sono buonissime, provatele e fatemi sapere.

Buona vita, buona crostata meringata con la marmellata e le mandorle ❤️

Plum-cake con lo yogurt bianco greco e marmellata di fragole alla vaniglia

Diario alimentare del tempo di coronavirus.

Ci deve essere per forza almeno a colazione un dolce in questo momento di reclusione, non ci sentiremmo bene. La tristezza è tanta, si dorme poco, si sta proprio in attesa di quel che sarà!

Questo è un plum-cake semplicissimo da fare con lo yogurt bianco greco e con sopra la marmellata di fragole magari fatta ora che sono di stagione.

Facciamolo così!

Lavoriamo due uova con 150 gr di zucchero integrale di canna, uniamo 60 gr di olio di girasole, un bicchiere di yogurt bianco greco, 150 grammi di farina per dolci e 100 grammi di farina integrale con una bustina di lievito, mescoliamo bene e versiamo nello stampo colando sopra la marmellata di fragole.

Cuociamo a 170/180 per circa un’ora. Decoriamo con ciliegie fatte cuocere a microonde o in un padellino con un filo di miele!

Buona vita, buon plum-cake di yogurt bianco greco e marmellata di fragole alla vaniglia ❤️

Tortino di bietole rosse e verdi con mozzarella

Diario alimentare del tempo di coronavirus!

Avanti tutta per forza o per amore, ci alziamo dal letto rimbambiti, almeno io lo sono, andiamo in giro per casa, guardiamo fuori che tempo c’è, per fortuna splende il sole, gli alberi da frutto sono fioriti e intorno nemmeno un cane per passeggiare. Andiamo a fare colazione ancora rimbambiti, ci vestiamo e cominciamo a fare i nostri soliti lavori.

A me è toccato oltre alle faccende domestiche, pulire, lavare e sbollentare tutte le bietole rosse e verdi che poi metterò a congelare. Non si può sprecare niente ora e sempre.

Allora questo è il tortino buono e colorato fatto così.

Un fondo di bietole rosse e verdi già cotte e condite con olio extravergine di oliva ed erbe aromatiche, un giro di coste colorate e un composto di uova, parmigiano reggiano, noce moscata e bietole rosse, un giro di mozzarella, chiusura con le coste ed una spolverata di pane grattugiato. In forno a 200 gradi e cuocere per una ventina di minuti.

Buono e quasi un piatto unico.

Buona vita, buon tortino di bietole rosse e verdi con mozzarella ❤️

Pizza o créscia dóce di Pasqua con lievito madre

C’è già la ricetta in questo nostro diario o quasi blog, ma ci piace mettere le foto di questi dolci tradizionali pasquali marchigiani che sono le pizze o créscie dolci con nocciole ed arancia candita e con lievito madre.

La ricetta è qui👇

Domani saranno “infiocchettate”!

Créscia de casció pasquale

In questo nostro diario di famiglia ci sono diverse ricette di créscia o pizza di formaggio pasquale tradizionali del nostro territorio maceratese.

Ce ne sono a lievitazione naturale e con lievito di birra.

Questa è la ricetta facile e veloce da fare in poco tempo ed è di ottimo risultato. Provate e vedrete!

Avviamoci alla s. Pasqua sperando di avere un po’ di pace anche se al chiuso delle nostre case.

Non si può rinunciare a Pasqua alla “pizza de cascio”da mangiare anche a colazione la mattina della festa insieme ai salumi marchigiani. In una giornata si può fare impastando 500 di farina 0 con una bustina di lievito di birra disidratato, un cucchiaino di zucchero o miele, 4 uova e acqua quanta ne serve per ottenere un impasto morbido, si uniscono noce moscata, pepe, buccia di limone e 60 gr di olio extravergine di oliva, 150 gr di formaggi misti fra pecorino, anche di capra, parmigiano reggiano e altri 50 gr di formaggio a cubetti. Una volta ottenuta una pasta setosa si forma una palla, si mette a lievitare fino al raddoppio, si sgonfia e si rimette a lievitare ancora. Si sgonfia di nuovo e si forma la palla per l’ultima volta. Si mette nello stampo unto a lievitare fino al raddoppio. Si lucida con un uovo sbattuto e si cuoce a 170 gradi ventilato per quasi un’ora. Lasciare a raffreddare nel forno spento! Buona ve lo assicuro! Non ci credete???

Abbiate fede!

Buona vita, buona créscia de casció pasquale ❤️

Biscotti salati all’origano e parmigiano reggiano

Chiusi in casa per colpa del nemico invisibile che sta procurando morte e tanto dolore.

Stiamo tutti in cucina ad impastare di tutto. A casa nostra il forno è sempre acceso. Non posso pensare alla bolletta che verrà quando tutto finirà! Perché prima o poi e male o bene, ad un traguardo si arriverà.

Chi lo sa?

Beh, comunque sia, ieri sera non c’era più il pane. Quello naturale non era pronto e senza, nessuno ci sa stare.

Cosa ho fatto? Ho impastato dei semplici biscotti salati, buoni e saporiti. Appena sfornati sono ottimi e per come saranno domani, se ci arrivano, vi farò sapere.

Impastiamoli così.

Nella ciotola della planetaria o sopra la spianatoia mettiamo 300 grammi di farina mista, un po’ integrale ed una parte di 0, uniamo un uovo, tre cucchiai di parmigiano reggiano, tre di olio extravergine di oliva o di girasole o 100 grammi di burro morbido, sale ed un cucchiaino di lievito per torte salate, se non l’abbiamo mettiamo mezzo cucchiaino di bicarbonato ed alcune gocce di limone, la buccia di limone ed impastiamo unendo l’acqua quanta ne serve per ottenere un impasto morbido da stendere dopo una mezz’ora di riposo della pasta che copriremo con un tovagliolo.

Riprendiamo la pasta e la stendiamo con il matterello ad una altezza di quasi un centimetro. Tagliamo i biscotti a triangolini o a quadratini, spolveriamo con origano e parmigiano reggiano. Mettiamo a cuocere in forno caldo a 189 gradi per una decina di minuti, più o meno. Non lasciamoli cuocere troppo. Toccandoli devono restare morbidi. Spegniamo il forno e gustiamo i biscotti salati da soli o con salumi.

A domani per sapere se ancora sono buoni…….credo di sì!

Buona vita, buoni biscotti salati al parmigiano reggiano ed origano ❤️

Focaccia dolce di Pasqua o pizza dóce di Pasqua

A Pasqua non ci sono solo la colomba e la pizza dolce con i canditi, c’è anche la focaccia con l’arancia candita e le mandorle.

Per farla bisogna impastare un piccolo panetto con 100 grammi di farina, un cucchiaino di lievito di birra disidratato ed uno di zucchero, se si usa il lievito fresco, ne basterà un po’ di più di un quarto.

Si lascia raddoppiare in una pentola con l’acqua tiepida fino a quando sarà venuto a galla.

Si lavorano ancora 200 grammi di farina, 100 grammi di zucchero, un pizzico di sale, due tuorli e 75 grammi di burro morbido, impastando si unisce il panetto lievitato e quando la pasta diventa setosa ed elastica, si lascia al caldo coperta fino al raddoppio. Si riprende la pasta, si sgonfia, si aggiungono altri 75 grammi di burro morbido, 200 grammi di farina, 30 grammi di zucchero, la vaniglia e tre tuorli. Si uniscono alla fine i filetti di arancia candita o i canditi o l’uvetta o il cioccolato fondente. Si lavora di nuovo per bene e si mette nello stampo foderato di carta forno. Si lascia raddoppiare coperta con un canovaccio. La pasta deve arrivare all’imboccatura dello stampo. Si lucida con l’uovo sbattuto e si cosparge di granella di mandorle. Si mette a cuocere in forno caldo a 180/190 gradi per circa 50 minuti. A metà se la superficie si scurisce, si copre con un foglio di alluminio! Quella che vedete è ciò che è rimasto.

Un po’ di pazienza e la focaccia di Pasqua è pronta!

Buona settimana santa che passeremo in casa con i riti pasquali trasmessi in radio o in tv. Un periodo veramente brutto da vivere con la speranza e l’aiuto di Dio. Dura, molto dura! 😐

Buona vita, buona focaccia dolce di Pasqua ❤️