EVENTI

S. GIOVANNI BATTISTA E L’ACQUA ODOROSA

Nella festa del Battista si suole ancora oggi fare un’acqua odorosa: è usanza superstiziosa e gentile cui tutto il popolo marchigiano tiene assai.
Nella notte precedente la ricorrenza del santo si raccolgono fiori determinati, erbe odorose, una spiga di grano, l’erba dell’invidia ed uno spicchio di aglio;
si tiene tutto a bagno in un recipiente per l’intera notte. La mattina appresso, all’alba, le mamme lavano con quell’acqua i loro figlioli per tenerli lontani dal malocchio, della stregoneria, dall’invidia.
Torna in mente il bellissimo sonettò che su tale argomento scrisse la nota scrittrice Alinda Bonacci Brunamonti e ben volentieri riportiamo la prima strofa in cui sono elencate le erbe prescritte per tale acqua prodigiosa.

Le cimette io cogliea della mortella, spigo, timo, cedrina, e vigorosa menta, con rosmarino e nippitella foglie di noce e qualche ultima rosa.

Altrove si mette anche foglie di lauro e di quercia; l’aglio ha influsso contro la stregoneria.
Al mio paesello, a Petriolo, era pia consuetudine andarsi a bagnare nel torrente Fiastra. I paesani partivano in massa verso le ore 21, per trovarsi al torrente e tuffarsi nell’acqua alle ore 22 precise.
E questo un ricordo del fiume Giordano, ove il Precursore predicava penitenza al popolo di Israele e dove battezzò Cristo al primo suo uscire alla vita pubblica.
È salutare simile bagno, giacché l’acqua è benedetta dal Santo; non solo ma altrove conducono anche le pecore perché donino abbondanza di latte e di lana , e le mucche.
E molti che vanno soggetti a dolori reumatici tornano dal fiume recando una pietra che conservano fino all’anno dopo; essa ha la virtù.
Nei tempi più lontani il contadino, all’alba mandava tutte le bestie a pascolare, come in alcune parti avveniva il 3 di maggio nella ricorrenza di Santa Croce; l’erba ha la rugiada (la guazza) del Santo e ciò è salutare per le bestie; non solo , ma è credenza che per virtù di detta rugiada benedetta l’umore ( il sudore) della vite, si tramuti in mosti e che tale umore guarisca anche gli sfoghi della pelle.

È il tempo della mietitura; della santa solenne festa dei campi.
Un proverbio annuncia che di s. Giovanni si miete qua e là; si smacchia.

S. Gióanno;
pija la farge e va spuntanno.

Dunque è la ricorrenza di questo santo che dà il via alla tanto pesante , ma pur lieta opera della mietitura.

San Pietro;
pija la farge e mète.

È interessante conoscere i bei motivi fantasiosi della tradizione marchigiana, oggi quasi completamente spariti. Descriverli non ci sembra ozioso, specie poi, se si pensi che di sovente si leggono in riviste e quotidiani, descrizioni completamente errate o piene di tanta confusione da deformare e svisare indegnamente quella che è la più bella, la più cara, la più eletta creazione popolare, quella che è la sapienza della feconda gente marchigiana.

Tratto da Costumanze marchigiane (2raccolta) del poeta scrittore Giovanni Ginobili maestro a Petriolo.

CORPUS DOMINI

LA PROCESSIONE DELLA FESTA DEL CORPUS DOMINI

Molto tempo fa, la processione del Corpus Domini, era una delle cerimonie più importanti. Cadeva sempre di giovedì come l’ascensione di Gesù.

Tutti partecipavano devotamente, dopo l’ultima messa del mattino, sotto il sole cocente di giugno, le persone

all’uscita della chiesa, si avviavano per le vie del paese, disposte in due file precedute dai bambini con il vestito della prima comunione e gli altri più grandi con la fascia al braccio. Subito dietro c’era il prete con l’ostensorio del SS. Sacramento. Ai lati del sacerdote, a sorreggere il baldacchino erano i confratelli nelle loro vesti bianche con le mantelline rosse e dorate. La Confraternita di tradizione antichissima, dava grande prestigio ai suoi rappresentanti, tanto da essere considerati veri e propri ‘seguaci di Dio’. Per questo, quando uno dei suoi componenti moriva, le campane venivano suonate più a lungo. In virtù del loro ruolo nella comunità Parrocchiale, essi avevano, tra le altre cose, il privilegio di sostenere ‘la tenda di Dio’, sotto la quale erano ospitate le autorità religiose più importanti e il Santissimo Sacramento.

Le finestre erano vestite da drappi rossi bordati d’oro.

Le strade venivano coperte dai petali di rose sparsi da Elsa la postina, le vie ed i balconi mostravano i gerani e le felci più belli. La processione finiva sulla piazzetta del santuario della Madonna della Misericordia con la solenne benedizione del sacerdote a tutto il paese.

Processione del Corpus Domini a Petriolo nei primi anni sessanta
I fiori principalmente le rose servivano per infiorare le strade
I petali di rose venivano sparsi dalla postina Elsa per le vie in segno di omaggio e devozione al Signore
Il giglio candido segno di purezza
I balconi venivano abbelliti dai gerani e felci

PASQUA E LA TAVOLA CON LORTO GIARDINO SCAPIGLIATO

Poco tempo, stanchezza, e freddo per una giornata da festeggiare. È Pasqua, quest’anno la quaresima è volata!

Come apparecchiare in modo bello e veloce?

Colgo quel che c’è nell’orto giardino scapigliato, lauro fiorito, aglio napoletano, fiori di rosmarino e uova dipinte in un batter d’occhio. Candelabri fatti a mano per il matrimonio di Riccardo e Josephin. Tazzine da caffè anche per la sua prima Pasqua, lei la bimba venuta al mondo quasi due mesi fa! Lei è SARA FUTURA, un nome che porta speranza e felicità!

L’unico grande amore!

Buona Pasqua, buona vita a te SARA FUTURA, Dio ti benedica e ti protegga ❤️

Serena e Sara Futura

L’ÓU PÌNDU

L’Óu Pìndu (uovo dipinto pasquale)

« A pizzetta »O ” a ciocchetta” o a scoccetta

Altro gioco del tempo di Pasqua era quello di giocare a pizzetta
o come altrove si diceva « a scoccelta » e in quel di Pen-
ma S. Giovanni a “cioccarella” Da quanto diciamo questo giuoco era praticato in gran parte del Piceno.
Si trattava dell’uovo sodo dipinto “Óu pìndu “, col quale si giuocava.
I giocatori in questo caso non potevano essere più di due. Tirata la conta uno doveva «tené’ sotto» il proprio uovo, l’altro picchiava ‘(ncioccava).
Si poteva incioccare,
convenendo, pizzo con
pizzo, fianco contro fianco ecc. L’uovo che prima cedeva era perso e andava in possesso di colui che l’aveva più resistente.
Altro giuoco era quello di far correre le uova sode per una
pendenza, l’uovo che prima raggiungeva la meta stabilita o andava più lontano era vincitore. Il proprietario intascava quello
suo avversario.

Echi tradizionali dei fanciulli marchigiani di Giovani Ginobili maestro e scrittore a Petriolo (Macerata) Marche

Buona vita, buon proseguimento di quaresima ❤️

PANE DELLA DOMENICA DELLE PALME

La domenica delle Palme il popolo partecipava alle funzioni religiose e più specialmente alla benedizione delle palme. Tutta la campagna accorreva alla chiesa con fasci di rami di ulivi sulle spalle perché fossero benedetti. Dopo la funzione tornavano a casa; un ramoscello di palma benedetta (così si chiamava l’ulivo) veniva posto su ogni letto; questo tanto nella campagna come in città; le palme del precedente anno venivano bruciate, non gettate via. I contadini, mettevano per i campi, negli orti, in mezzo al grano seminato, ramoscelli di ulivo benedetto, perché la benedizione scendesse su tutta la fatica e ne moltiplicasse il raccolto. Intanto gli artigiani passavano pel contado in cerca d’ovi pinti; ognuno presso I propri clienti. Era dono che il contadino faceva molto volentieri.

Tratto da Costumanze marchigiane dello scrittore e maestro a Petriolo Giovanni Ginobili.

Per la domenica delle Palme sulla nostra tavola è tradizione portare un pane preparato da me, insieme ai rami d’ulivo benedetti alla messa del mattino, serve per festeggiare l’entrata di Gesù a Gerusalemme.

Buon proseguimento di quaresima a tutti!

Buona vita, buona settimana Santa ❤️🙏

QUARTA DOMENICA DI AVVENTO

La corona di Avvento

– L’angelo viola.

Nella quarta e ultima settimana di Avvento, appare in cielo un angelo con il mantello viola. L’angelo viola passa su tutta la Terra tenendo con il braccio sinistro una cetra d’oro. Manca poco all’arrivo del Signore. Il colore viola è formato dall’unione del blu e del rosso, quindi il suo mantello rappresenta l’amore vero, quello profondo, che nasce quando si sta in silenzio e si ascolta la voce del Signore dentro di noi.

Eccoci all’ultima accensione della candela di Avvento, manca la principale, quella bianca che accenderemo domenica prossima giorno di Natale!

Buona vita, buon proseguimento del cammino di Avvento ❤️

TERZA DOMENICA DI AVVENTO

DOMENICA 11 DICEMBRE 2022
TERZA SETTIMANA DELL’AVVENTO
L’ARRIVO DELL’ANGELO BIANCO.
Nella terza settimana un angelo bianco e luminoso discende sulla terra.
Tiene nella mano destra un raggio di sole.
Va verso gli uomini che conservano in cuore l’amore e li tocca con il suo raggio di luce.
Essi si sentono felici perché nell’Inverno freddo e buio, sono rischiarati ed illuminati.
Il sole brilla nei loro occhi, avvolge le loro mani, i loro piedi e tutto il corpo.
Anche i più poveri e gli umili sono così trasformati ed assomigliano agli angeli, perché hanno l’amore nel cuore.
Soltanto coloro che hanno l’amore nel cuore possono vedere l’angelo bianco…
Il bianco rappresenta il simbolo della luce e brilla nel cuore di chi crede.
ACCENDIAMO LA TERZA CANDELA DELLA CORONA DELL’AVVENTO
Questa terza fiamma illumina il nostro cammino verso il Natale!
È la fiamma della gioia che offriamo e che riceviamo per aver capito che tu, Signore Gesù, se la nostra salvezza.
È la gioia che vedo fiorire nel sorriso di un amico
nel volto di un anziano
nelle parole di chi mi vive accanto
È la gioia che riceviamo da chi ci accoglie
Da chi ci aiuta
Da chi ci perdona
Vieni, Signore Gesù, tu sei la luce del mondo!
La terza candela della corona dell’Avvento
è detta la candela dei pastori, i primi che videro ed adorarono Gesù Bambino
Gesù,la tua luce riscalda i nostri cuori e li invita ad aprirsi ai sogni di DIO. Il nostro cuore è in festa per l’ avvicinarsi della ricorrenza della tua nascita a Betlemme. Ci apriamo con tutti noi stessi alla novità.
Gesù, la tua luce riscalda i nostri cuori e li invita ad aprirsi ai sogni di Dio. Il nostro cuore è in festa per l’avvicinarsi della ricorrenza della tua nascita a Betlemme. Ci apriamo con tutto noi stessi alla novità che viene a portare nelle nostre vite. Accendiamo questa nuova luce con l’animo colmo di gratitudine per il tuo immenso amore per noi.


Difficile o facile, buona terza domenica di Avvento.

PRIMA DOMENICA DI AVVENTO A CASA NOSTRA

Avvento sotto tono quest’anno a casa nostra, c’è il mostro che si è palesato e nessuno è stato risparmiato!

Io normalmente non sono positiva nella vita, vedo le cose sempre più brutte del normale, per fortuna però poi tutto finisce nel modo giusto.

Ecco che allora per la corona dell’Avvento ho rimediato con quella dell’anno scorso. Un nastro tartan, un fiocco ad uncinetto e la prima candela della domenica d’Avvento è stata accesa!

Aspettando che il mostro crepi sotto i colpi di non so che cosa, vi auguro un buon cammino di Avvento, ricordando sempre che, del diman non c’è certezza ed il resto è noia e…..sarà quel che sarà!

Vi mostro però anche le altre candele degli anni passati!

Avvento 2022
Avvento 2018
Avvento 2015
Popcorn uncinetto e aghi di abete
Avvento 2016

SETTEMBRE

Io so’ settembre; so’ molto cortese, a li villani io faccio le spese; porto l’ùa, li fichi, le mele e co’ ‘sti frutti je faccio piacere.

Salvia, majorana, trosmarino trapiantali a settembre e al tuo vicino.

Buon mese di settembre, buona vita! ❤️

Nuove ricette di marmellate in arrivo, ve le racconterò prima possibile!

Vi auguro un sereno tempo di autunno sperando di arrivare alla stagione più fredda senza tante costrizioni!

Altrimenti ci vedremo nell’ aldilà!

Buona vita, buon tempo di cambiamento ❤️

CHEESECAKE STRACCIATELLA E CAFFÈ PER IL RINFRESCO DELLO SPOSO

È il 10 di luglio dell’anno 2022, Riccardo si sposa con Josephin nella chiesa del paese di lei! In casa non ci sono gli invitati, non usa più dicono le persone di questo strano e cupo tempo. Loro dicono che si tratta di abitudine antica, scomoda, gli invitati sporcano ed danno fastidio in casa durante la vestizione dello sposo o della sposa! Io invece non cedo a questo modo freddo e senza un minimo di partecipazione!

Apparecchio lo stesso la tavola con la tovaglia più bella del corredo da sposa anni settanta, tiro fuori bicchieri e ciotole preziose, decoro con i fiori fuori casa e sopra la tovaglia! Ho fatto lo stesso con il matrimonio della figlia! Non cedo e non cederò mai alle abitudini moderne che non potranno più raccontare niente di emozionante, non rimarrà nessun ricordo, niente!

E allora quattro persone e non più, sono ad accogliere lo sposo, le altre ad attenderlo in chiesa!

Sopra al tavolo della sala, ci sono i succhi di frutta, qualche crodino, due ciotoline con i confetti classici alla mandorla ed il cucchiaino di argento, i tartufini fatti a modo mio e la cheesecake stracciatella, i piattini blu e le forchettine da dolce, i fiori della boungavillea immersi nell’acqua in una ciotola trasparente!

Basta poco per portare in casa la tradizione del giorno del matrimonio come quella dei tempi più belli della nostra vita!

Poco ed essenziale, tanto come scrivo sempre io, del diman non c’è certezza ed il resto è noia!

Buona vita amici antichi e moderni, buona cheesecake stracciatella di Riccardo e Josephin ❤️❤️

Vi lascio la ricetta del dolce!

A presto!

Ingredienti

Per la base

250 grammi di biscotti digestive

120 grammi di burro morbido

Per la crema alla stracciatella

400 grammi di panna vegetale, non l’ho messa di latte perché rischiava di rovinarsi prima

Una confezione di Filadelfia da 220 grammi

Caffè a piacere

Cioccolato fondente nella quantità desiderata, ci regoliamo quando mescoliamo la crema

Preparazione

Frulliamo i biscotti con il burro morbido, ricopriamo il fondo di uno stampo con cerniera foderato di pellicola trasparente, con un cucchiaio livelliamo bene la superficie e mettiamo a freddare in frigo per un ora o poco più. Deve rassodarsi bene.

Montiamo la panna vegetale, non mettiamo lo zucchero perché è spesso già dolce, altrimenti ne aggiungiamo a piacere, uniamo con un cucchiaio la Filadelfia e mescoliamo piano piano unendo il caffè, il cioccolato fondente a scaglie. Versiamo tutto sopra la superficie dei biscotti, livelliamo bene e rimettiamo in frigo fino al momento di servire il dolce!

Al momento giusto quando lo vogliamo servire, togliamolo dallo stampo e poniamolo sopra un vassoio da portata. Tagliamo la cioccolata fondente a scaglie e ricopriamo la superficie decorando con i fiori freschi. Io ho usato i fiori della plumbago.

Per fare i tartufi ho montato altra panna unendo una parte di Filadelfia, ho unito i biscotti frullati, il caffè ed il cioccolato fondente tritato. Con due cucchiaini ho formato le palline che ho rotolato nelle scaglie di cioccolato fondente e l’ho messi nei pirottini di carta.

Questi due dolci con la panna vegetale si mantengono in frigo coperti con la pellicola per alcuni giorni.

Vi saluto e alla prossima narrazione di vita vera!

Buona vita, buona cheesecake alla stracciatella e caffè ❤️