Petriolo

PANNOCIATO E PÀ NNOCIATO

Vale la pena ricordare questo giorno festa dell’Esaltazione della Croce con anche la nostra tradizione culinaria marchigiana molto antica!

Pannociato dolce
Pà nnociato pane alle noci

MILLE FOGLIE DI CRÊPES AL FORMAGGIO CREMOSO E ZUCCHINE GRIGLIATE

È una caldissima domenica di settembre, ma sembra ancora agosto, l’afa toglie il respiro, potrei anche non cucinare nulla dato che in casa ora nessuno viene più a pranzo come di solito succedeva prima che nascessero i nipotini.

Potrei riposarmi o potrei fare un po’ di pulizia nel nostro orto giardino scapigliato del quale oramai non resta che niente. Il tempo ha messo fine agli alberi da frutta, restano gli ulivi che pure loro stanno esaurendo il loro ciclo, nell’orto solo alcune piante di pomodori e zucchine secche come foglie di tabacco.

Siamo ormai una famiglia di persone anziane, due per la precisione, i figli? Per conto loro! Ma è così per tutti! La vita finisce prima o poi.

Da qualche tempo non ho più appetito, avrò fatto la fine dell’asino, dàje oggi, dàje domani, si era abituato e morì.

Odio la carne, mi piacciono i primi cremosi ma di pasta fresca all’uovo, mi piacciono le verdure e la frutta ed i miei dolci non dolci. Uso poco zucchero e pochi grassi da sempre ed i dolci di pasticceria non mi piacciono. Mangio solo il mio pane con lievito madre che ho “creato” quasi 15 anni fa quando non andava di moda fare il pane maniacalmente.

Sono un po’ complicata in tutto, ma ormai sono alla fine, quanti giorni o quanti anni possono esserci rimasti? Chi lo sa? Il padre eterno, quindi non potendo togliermi né aggiungermi attimi di vita, mangio quello che mi va!

Un po’ di cose proibite non cambieranno niente, sono convinta che Dio ha stabilito il mio momento e nessuno può farci nulla.

Quando è ora, è ora amen!

Allora ho voglia di un piatto morbido e cremoso.

Ho le crêpes surgelate, ho tre zucchine raccolte ieri, sono le ultime, le faccio a strisce lunghe e sottili e le faccio cuocere con un filo d’olio extravergine d’oliva sul piatto crisp, volendo si possono fare sul forno normale, ma ci vuole più tempo. Io uso questo modo di cucinare perché è veloce e le verdure rimangono croccanti.

Vi finisco a racontare la ricetta più giù.

Ingredienti

Per le crêpes

250 grammi di farina 0

Tre quarti di latte più o meno

3 uova

3 cucchiai di olio extravergine d’oliva

Sale

Per il ripieno

400 grammi di robiola o Filadelfia

Tre zucchine che faremo grigliate

Erbe aromatiche

Timo, erba cipollina, maggiorana, basilico, erba cedrina

Latte quanto ne basta per rendere cremosa la crema di formaggio e zucchine

Preparazione

Mescoliamo alla farina le uova il sale, il latte a temperatura ambiente, l’olio. Frulliamo con le fruste per amalgamare bene. La pastella deve essere abbastanza fluida, regoliamoci.

Lasciamo riposare in frigo per un po’ di tempo.

Facciamo le crêpes o nella crepiera, io ce l’ho da quarant’anni, oppure in un padellino, facciamole sottili.

Mescoliamo il formaggio scelto, uniamo le zucchine grigliate a listarelle, poco sale ed il latte quanto ce ne vuole per ottenere una crema abbastanza liquida ed uniamo le erbe aromatiche.

Prendiamo una pirofila, mettiamo sopra un po’ della crema di formaggio e zucchine, cominciamo a fare gli strati alternando crema e crêpes. Finiamo con la crema e fiocchetti di burro.

Mettiamone forno a 180 gradi per quasi mezz’ora. La superficie deve risultare dorata.

Serviamo le mille foglie calde.

È un piatto completo e molto sostanzioso! Per me è eccezionale!

Io me le sono pappate nel silenzio assoluto da sola. L’altro bacucco era impegnato a scorrere il maledetto cellulare. Ad una certa età, si diventa maniaci senza capirci una mazza.

Buona vita, buon crêpes di formaggio e zucchine alle erbe aromatiche ❤️

Le crêpes appena uscite dal forno
Le crêpes prima di essere cotte

SETTEMBRE

Io so’ settembre; so’ molto cortese, a li villani io faccio le spese; porto l’ùa, li fichi, le mele e co’ ‘sti frutti je faccio piacere.
Salvia, majorana, trosmarino trapiantali a settembre e al tuo vicino.
È tempo di bacchiar le noci e la tradizione vuole che si faccia verso il 14 di questo mese data della festa dell’esaltazione della Croce.
Santa Croce la pertica per la noce.
E allora “lo pà nociato” con le noci appena raccolte e il pecorino, “lo pannociato” dolce, i biscotti di mosto fresco e semi di anici sono pronti!
Per fare il pà nociato basta prendere la massa di pane ed aggiungere noci fresche e pecorino. Formare il filoncino è una volta lievitato cuocere come un pane. Per il pannociato dolce, si lavorano uova, burro, zucchero, caffè, cacao, vaniglia, uvette, noci, rum, cognac, alchermes, limone e farina quanta ne serve per formare un filoncino e cuocere a 180.

Tutte le ricette le trovate qui 👇

Buona vita, buon mese di settembre ❤️

MARMELLATA DI ALBICOCCHE E TIMO LIMONCINO

Le mie estati non esisterebbero senza poter lavorare la frutta dorata che il sole cocente ci regala.

Questa è la seconda estate che faccio la nonna di Sara Futura, muoio dal desiderio di farla pure ad Ettore nato tre mesi fa, purtroppo lui è lontano da me e non mi è possibile stargli vicino. Mi vengono le lacrime quando lo rivedo anche solo virtualmente. Cresce bene grazie a Dio, mi auguro di passare molto tempo con lui! Chissà?

Ritornando al racconto delle mie estati marmellando, ringrazio sempre il creatore per avermi dato la forza ed il tempo per poterlo fare, le marmellate ed il pane con il mio lievito madre, sono le mie più grandi passioni.

Quindi, per quest’anno è quasi andata. L’anno prossimo? Dio ci penserà.

Nella mia cucina si muore dal caldo avendo sopra la testa il terrazzo della mansarda, ma mi rilassa molto sciogliere la frutta più bella, lavarla, tagliarla con tanta passione. La metto nella pentola, aggiungendo il succo di limone, le spezie o le erbe aromatiche, quello che in quel momento mi passa per la mente.

Aggiungo lo zucchero, faccio riposare o no a seconda del tipo di frutta.

Le albicocche per me è meglio non metterle ad attendere che rilassino il loro succo, la marmellata diventa molto liquida e per addensarla bisogna poi farla bollire molto, cosa che le farebbe perdere colore e sapore. Quindi si fa prima e si ottiene un buonissimo risultato cuocendola subito facendole fare il riposo fino al giorno dopo per capire la sua densità.

Questi sono gli ingredienti

Un chilo e mezzo di belle e dure albicocche

650 grammi di zucchero

Il succo di un limone

Timo limoncino

Preparazione

Tagliamo le albicocche a pezzetti, uniamo lo zucchero ed il succo di limone, mettiamola subito a cuocere stando attenti a non farla attaccare magari mettendo sotto la pentola la piastra di ghisa. Uniamo il timo limoncino messo in un sacchettino di tela o legato per non far disperdere le foglie. Facciamola bollire prima a fuoco alto mescolando, spegniamo il fuoco e lasciamo riposare per una notte. La mattina possiamo capire la consistenza della marmellata da fredda. Se è giusta densa che non scivola alla prova del piattino, la rimettiamo a bollire per poi invasarla nei barattoli stabilizzati a microonde. Per fare questo basta metterli nel forno insieme ad una tazza d’acqua e quando arriva a bollore per alcuni minuti, i vasetti sono sterilizzati.

Se la marmellata non è ancora giusta perché troppo liquida, la mettiamo a bollire per alcuni minuti. Ci regoliamo.

Invadiamo la caldissima e chiudiamo i barattoli con i loro coperchi, volendo si può aggiungere un po’ di succo di limone che manterrà bello il colore.

La marmellata di albicocche al profumo di timo limoncino è freschissima, buona per le crostate o per i formaggi o il nostro yogurt greco naturale.

Buona vita, buona marmellata di albicocche al timo limoncino ❤️

Marmellata di albicocche

Pane naturale burro e marmellata di albicocche

FICHI FICHI

Tempo di fichi, buoni per tutte le preparazioni

La ricetta per fare i fichi sciropposi al miele la trovate qui 👇

Per la focaccia ognuno può farla come gli piace, senza zucchero o con lo zucchero, unendo i fichi e gli aghi di rosmarino sulla superficie prima della cottura!

Buona vita, buoni fichi ❤️

AGOSTO

Zappa le viti d’agosto
se vo’ (vuoi) rimpi’ la cantina de mosto,
I nostri campagnoli rivolgono ora le loro attenzioni e cure
più sollecite alla vite; aspettano la pioggia perché sanno che:
se pioe (piove) nel mese d’agosto
pioe
mele e pioe mosto.
Il popolo marchigiano, sempre assai sobrio, ha trovato spes
so nei doni del campo il cibo suo, del resto più sano e sapori
to; l’uva (l’ua) e i fichi di agosto, sono da esso chiamati « la for-
tuna nostra »

Plumbago

Fichi

Canèstra antica di uva e fichi

COMPOSTA DI FRUTTA MISTA ALBICOCCHE CILIEGIE PESCHE

Perché la frutta comprata non sa quasi di niente? Cosa c’è che la diventare così tutta dello stesso sapore? È praticamente una cosa liscia liscia e molte volte va a finire nell’umido. Peccato? Allora prima di fare questo scempio provo ad usarla per far sì che diventi una buona composta.

La composta può essere usata per una crostata o per un ripieno di ciambellone.

La colazione per me deve essere solo e sempre dolce perché diversamente potrei diventare una belva!

Il racconto è qui! 👇

C’erano due pesche, alcune ciliegie ed alcune albicocche comprate non proprio eccezionali come ho già scritto, le ho tagliate a pezzettoni, ho usato come dolcificante l’eritritolo, 150 grammi, pare però che ora non sia più tanto consigliabile, ma va benissimo anche lo zucchero, 250 grammi per tutta la frutta che era un chilo. Ho aggiunto il succo del limone e via al forno a microonde. Ricordiamoci che bisogna usare una pirofila, ho acceso alla massima potenza, ho mescolato dopo alcuni minuti, ho riacceso per finire la cottura, 15 minuti più o meno. Solo alla fine ho aggiunto le armelline! L’ho invasata nei barattoli che normalmente faccio sterilizzare al forno a microonde.

La composta rimane bella a pezzettoni e non perde il colore iniziale. È buonissima ma bisogna consumarla in fretta e conservarla per pochi giorni in frigo.
Io mangio solo cose mie! Punto!
E non vi scordate…….il resto è noia!

Qui la composta l’ho usata per spalmarla sul ciambellone marchigiano

CHEESECAKE DI RICOTTA E PESCHE AL FORNO

Era il suo compleanno, niente festa per motivi familiari, la famiglia sparsa non più unita per diversi motivi. Le nascite, i problemi che portano, un figlio non lo puoi scarrozzare su e giù, la tavola per due aspettando che prima o poi ritorni ad essere completa.

La torta??? Devo dire la verità, non ho più voglia di stare in cucina, brutto segno perché significa che non ho più l’età per la fantasia e la fatica si fa sopra.

Avevo la ricotta in scadenza, leggo di qua e di là, non mi attira nessuna ricetta. O è troppa elaborata, o è scialba, scialba.

Vado a leggere qui sul mio stupido blog diario di casa. C’è una cheesecake fatta con la ricotta ed il pandoro. La leggo, mi va bene, cambio qualche ingrediente e voila, la preparo.

Sorpresa? No, lo so che è il tipo di dolce che mi piace, non è elaborato ed eccolo qua!

Si fa con ogni tipo di frutta, con ogni tipo di formaggio spalmabile.

Ve lo racconto e poi se leggete lo leggete, mica mi metterò a piangere!

Ciao e a presto!

Ingredienti

Per il fondo

200 grammi di biscotti digestive

100 /120 gr di burro

Uno quadretto di cioccolato fondente

Per la farcia

450 grammi di ricotta

3 uova intere

Un albume

100 grammi di zucchero

Buccia di limone

100 grammi di yogurt greco bianco

3 pesche tagliate a pezzi con un cucchiaio di zucchero e succo di limone

50 grammi di farina 00

Preparazione

Frulliamo i biscotti con il cioccolato fondente tagliato a pezzetti, uniamo il burro fuso. Stendiamo sul fondo di uno stampo foderato di carta forno, con un cucchiaio livelliamo la superficie e mettiamo a riposare in frigo per un’ora.

Lavoriamo la ricotta con lo zucchero, la buccia di limone, uniamo le uova, lo yogurt greco e la farina. Mescoliamo per bene unendo le pesche tagliate a pezzetti.

Riprendiamo lo stampo, versiamoci la crema con le pesche, lisciamo la superficie e mettiamo in forno statico a 170 gradi per quasi un’ora. Regoliamoci con il nostro forno, se si scurisce copriamo con un foglio di alluminio.

A cottura ultimata la torta deve presentarsi dorata ed asciutta. Facciamo la prova dello stecchino che deve uscire asciutto.

Sforniamo il dolce, quando è freddo mettiamolo in frigo fino al momento di servirlo.

Decoriamo con fiori ed menta o con quello che vi pare!

Buona vita, buon compleanno al capo di casa!

Fuori e lavanda

MARMELLATA DI NESPOLE

E quasi tempo di raccogliere e mangiare le nespole. Le mie sono già pronte, oltre a mangiarle perché fanno bene, non si può non farci una buonissima marmellata!

Qui il mio albero con le nespole che sono bellissime.

Buona vita, buone nespole per tutti ❤️

ASCENSIONE

La notte che precede l’Ascensione, si raccolgono le rose più belle del giardino. Chi ne ha tante, ne regala a chi non ne ha. Si preparano delle brocche piene d’acqua, vi si immergono i petali, magari con qualche spighetta profumata di lavanda e di menta, si lasciano fuori nei balconi, nei davanzali e nei giardini in omaggio a Gesù che quando al sorgere del sole attratto dal profumo di mille petali di rose immersi nell’acqua, prima di ascendere al Cielo, le benedice insieme agli abitanti della casa.

La notte scende dal cielo come benedizione e porta l’abbondanza sui campi di grano.

La mattina, quell’acqua profumata e benedetta, serve agli abitanti della casa per bagnarsi il viso, ricevendo la benedizione di Gesù.

In questo giorno viene raccolto l’assenzio; con quest’erba gli uomini ornano i loro cappelli e le donne li appuntano sul loro petto.

Una tradizione popolare vuole che il giorno dell’Ascesa di Cristo Redentore, nemmeno i pulcini escano dall’uovo, anche se sia ora che nascano; tanto è il dovere che si ha in questo giorno, di non compiere opera alcuna.

La festa cadendo nel giovedì che segue la quinta domenica dopo Pasqua, è festa mobile e in alcune nazioni cattoliche è festa di precetto, riconosciuta nel calendario civile a tutti gli effetti.

Purtroppo in Italia previo accordo con lo Stato Italiano, che richiedeva una riforma delle festività, per eliminare alcuni ponti festivi, la Conferenza episcopale italiana ha fissato la festa liturgica e civile, nella domenica successiva ai canonici 40 giorni dopo Pasqua.

Buona festa dell’Ascensione!

Ricordiamo che l’Ascensione in Italia si festeggia domenica 🙏

Le rose dopo essere state esposte la notte prima dell’Ascensione con la mano di SARA FUTURA
La raccolta delle rose le stesse con le quali ho fatto la nuova marmellata