zucchero

Biscotti di grano saraceno e farina di farro con fave tostate di cacao al caffè

Preparando questi biscotti profumatissimi per il cacao ed il caffè, mi sono venuti in mente, i bottoni che andavano di moda negli anni fine sessanta inizio settanta. Erano grandi, per solito di ottima qualità e fattura. Molto belli soprattutto per i cappotti e giacche che avevano larghi colli che arrivavano fino alle spalle. Bei ricordi e soprattutto una moda che rendeva una donna elegante e fine. Cose di altri tempi? Può essere. Ma veniamo ai nostri biscotti.

Ingredienti

100 gr di grano saraceno

125 gr. di farina di farro
Un uovo

25 gr di proteine del latte al cacao o neutre, se non le abbiamo aumentare la farina di farro o di grano saraceno ( in tutto devono essere 225 gr. di farina)

Un cucchiaio di fave tostate di cacao a pezzetti o grattugiate

Un cucchiaino di caffè in polvere

Due cucchiai di cacao amaro

60 di zucchero integrale di canna o 80 gr. io li preferisco con meno zucchero perché si sente di più il profumo del caffè e del cacao

80 gr di burro a temperatura ambiente

100 gr di yogurt bianco greco più o meno, dovete regolarvi quando mescolerete il composto che deve essere morbido come una crema

Un cucchiaino di lievito per dolci

Vaniglia

Preparazione

Mettiamo tutte le polveri, farine, cacao, le fave tostate di cacao, il caffè, il lievito, lo zucchero la vaniglia in una ciotola mescoliamo con un cucchiaio, uniamo l’uovo, il burro morbido e piano, piano lo yogurt. Amalgamiamo per bene, il composto deve essere morbido, quindi facciamo attenzione quando uniamo lo yogurt, se troppo potrebbe non avere la consistenza giusta per poter formare i biscotti. Prendiamo il composto e giriamolo fra le mani per formare delle polpettine che poi appiatteremo come dei grandi bottoni. Mettiamo i biscotti sopra la lastra foderata di carta forno e facciamo cuocere a forno caldo sulla temperatura di 170 / 180 gr per circa 15 minuti. Attenzione, i biscotti sono cotti appena si sentirà il profumo e devono essere morbidi anche dopo la cottura. Per ora metto la foto così appena usciti dal forno. Poi si vedrà come posso fare per un’altra più bella. Speriamo che ci sia a disposizione la fotografa di casa.

Buona vita e buoni biscotti al cacao e caffè.

Marmellata di peperoncini habanero e simili

Tante sono le ricette di marmellata con i peperoncini. Piu o meno piccanti. Noi abbiamo scelto di usare diverse specie di peperoncino tra i più piccanti della scala Scoville. È sicuramente molto, molto forte  ma per gli audaci non è nulla. È ottima con i formaggi sia freschi che stagionati. Nella stagione fredda, possiamo servirla con il tradizionale bollito misto, cacciagione, torte salate, pesci e grigliate. Spalmata su crostini e bruschette. D’estate può essere condimento per riso o pasta freddi o per preparare piatti esotici.  Ha bisogno di essere consumata dopo un tempo di riposo in un luogo fresco e buio. Per la piccantezza della marmellata, potete scegliere i peperoncini che più vi piacciono. Possono anche essere meno forti di quelli usati da noi.

Ingredienti 1 kl. di mele verdi belle sode

Peperoni rossi tondi 3 o 4

Una cipolla bianca

350 gr. di zucchero integrale di canna

3/4 cucchiai di aceto di mele

Succo di 2 limoni

Un pizzico di sale

Un peperoncino habanero

Un peperoncino Caroline Reaper

Un peperoncino calabrese

Un peperoncino fuoco della prateria

Acqua e succo di un limone un pizzico di sale per il riposo della frutta e verdura

Preparazione

Dopo aver lavato le mele, le tagliamo a pezzettoni, tagliamo i peperoni rossi tondi a filetti, i peperoncini a pezzetti e senza i semi. Attenzione a far questa operazione, fatela con i guanti per evitare di andare a toccare gli occhi. Mettiamo tutto in una bacinella coperto di acqua e il succo del limone con un pizzico di sale. Mescoliamo con i guanti e lasciamo riposare per circa un’ora. Passato il tempo del riposo, buttiamo un po’ di acqua, lasciandone la quantità per far si che la frutta e i peperoncini, non si attacchino nella cottura. Uniamo lo zucchero la buccia dei limoni, l’aceto di mele e lasciamo cuocere a fiamma bassa mescolando spesso. Frulliamo ad immersione, riportiamo a bollore lentamente ed appena vediamo la marmellata diventare una crema, facciamo la prova del piattino. Se la consistenza è giusta invasiamo nei barattolini, meglio che siano piccoli, essendo una preparazione molto piccante, chiudiamo con i loro coperchi e capovolgiamo per ottenere il sottovuoto. Per sicurezza, noi li abbiamo fatti sterilizzare mettendo i vasetti in acqua fredda con canovacci, per non rischiare di farli rompere. Appena l’acqua comincia a bollire, facciamo fare 30 /40 minuti di ebollizione. Togliamo i vasetti quando  l’acqua sarà diventata fredda. Saremo più sicuri che la marmellata non rischierà di rovinarsi. Buona marmellata piccante e buona vita in tavola! Ricordiamo che stare a tavola per non troppo tempo, fa bene al corpo e alla mente.

Pesche, fichi, mele, zucca, ciliegie, cachi, limoni, zenzero canditi alla vaniglia


Mettiamo l’estate e i suoi dorati frutti in barattolo.

Un lavoro un po’ lungo, che richiede pazienza ma che alla fine, ci dà soddisfazione e soprattutto tanta dolcezza. La frutta così candita, immersa nel suo sciroppo, mantiene il sapore ed il profumo e resta soda. Meglio di quella sciroppata che a volte, nell’aprire il suo barattolo, troviamo un prodotto troppo molle e viscido. Provate questa preparazione buona per tutta la frutta. 

Ingredienti

1 kl. e 200 gr. di pesche spaccatelle sode, o fichi verdi con la buccia o mele sode o ciliegie o zucca o cachi mela

1 kl. di zucchero semolato

Semi di vaniglia

1 limone

3 dl di acqua
Preparazione

Dopo aver lavato e asciugato le pesche, mettiamole a bollire per pochi minuti in acqua bollente con il succo del limone. Scoliamole, lasciamole asciugare sopra una griglia coperta da un canovaccio. Dividiamole a metà, togliendo il nocciolo. Prepariamo lo sciroppo facendo sciogliere 2 /3 dello zucchero e i semi di vaniglia, a fuoco dolce, mescoliamo continuamente fino a quando si formeranno sulla superficie grosse bolle. Spegniamo e versiamo lo sciroppo sulle pesche, o fichi con la buccia o mele a fette che avremo messo in una pirofila. Copriamo con un tovagliolo e lasciamo riposare per una notte. Il giorno dopo mettiamo solo lo sciroppo a bollire di nuovo unendo il terzo di zucchero, mescoliamo e aspettiamo che si formino le grosse bolle. Spegniamo e versiamo lo sciroppo sulla frutta contenuta nella pirofila. Riposo per una notte e ripetiamo la stessa operazione per due o anche tre volte. Vedremo che sono pronte, quando la frutta è lucida e soda. Lasciamo riposare con lo sciroppo per due tre giorni mescolando da sotto a sopra per far sì che non resti scoperta e rischi di seccare. Invasiamo su vasi sterilizzati e freddi copriamo la frutta per bene con il suo sciroppo e mettiamo in un posto buio e asciutto. Aspettiamo almeno un mese prima di consumare. Ottima per il gelato, con lo yogurt o nei dolci.

Fichi sciropposi e uvetta alla grappa o al caffè

Per fare la frutta sciroppata ci vogliono tempo e voglia. C’è chi come me, non ha voglia e tempo. Allora si prende la scorciatoia. Si prepara sciropposa e il gioco è fatto.

Fichi sciropposi con uvetta alla grappa o al caffè.

È una preparazione veloce, basta un po’ di volontà.
Un kl. di fichi bianchi e sodi.

Uvetta a piacere

750 gr. di zucchero bianco o di canna integrale + 250 gr. di miele di acacia

2 limoni

Semi si vaniglia o mezza stecca

Grappa o caffè
Preparazione

Per questa preparazione non ho sbucciato i fichi. Ma se volete potete farlo se non siete sicuri che non siano stati trattati.

In una terrina sistemare i fichi, le uvette, alternando con lo zucchero e il miele, la stecca di vaniglia aperta, il succo di limone e se vi piace, anche un po’ di buccia sopra. Fate riposare per una notte in frigo

Il giorno dopo tirare su i fichi, versare lo sciroppo formatosi, nella pentola e far cuocere fino a quando si formeranno le bolle. A questo punto unire i fichi mescolando delicatamente per non romperli . Far cuocere fino a quando saranno morbidi e trasparenti. Tirare su i fichi e sistemare in una pirofila. Fare addensare lo sciroppo di cottura a calore moderato e quando avrà la giusta consistenza, schiumare se ce n’è bisogno, unire una tazzina di caffè ben ristretto, le uvette lavate oppure la grappa, questa a fiamma spenta. Invasiamo in barattoli sterilizzati, aggiungendo ancora il liquore che dovrà coprire il tutto. Mettere in dispensa al buio. Aspettare un po’ di tempo prima di consumare.

Per una versione veloce sistemiamo i fichi scolati dal loro sciroppo nel piatto crisp e cuociamo con il programma del microonde per alcuni minuti. Lasciamo che riposino un giorno e rimettiamo a cuocere per altri minuti, un altro riposo e sistemiamo i fichi nei vasetti sterilizzati a microonde chiudiamo allo stesso modo di sopra.

Marmellata di  albicocche alla  lavanda  e  lavandello,  liquore alla lavanda

Non è solo utile per profumare la nostra casa o la biancheria. La lavanda regala un tocco profumato e fresco a dolci e piatti salati. Provate a fare una focaccia mettendo in superficie delle foglioline di questa pianta aromatica. È buona, anzi forse di più, che con il rosmarino. Per la marmellata basta fare uno sciroppo di zucchero con alcuni fiori e foglie di lavanda messi in un sacchettino di tela che poi toglieremo prima di aggiungere le albicocche. In questo modo, non avremo i fiori e le foglie, fra i denti, quando mangeremo la marmellata.

Prendiamo un kl. di albicocche belle e sode, le tagliamo e le cospargiamo con 250 gr. di zucchero di canna integrale. Le irroriamo con il succo di un limone e le facciamo riposare per mezza giornata in  frigo. Prendiamo altri 250 gr. di zucchero di canna integrale, lo mettiamo in pentola con mezzo litro di acqua. Inseriamo i fiori e le foglie di lavanda chiusi in un sacchettino e portiamo a bollore fino a quando il liquido si sia ridotto di un terzo. Ora possiamo togliere il sacchettino. Aggiungiamo le albicocche che erano state messe a macerare e lasciamo cuocere mescolando spesso. Quando vedremo che la marmellata è addensata, facciamo la prova del piattino. Ora sta a voi se frullarla o lasciarla a pezzi. A noi piace sentire la polpa sotto i denti. Versiamo in vasetti sterilizzati, chiudiamoli con i coperchi e capovolgere per ottenere il sotto vuoto. È possibile poi fare la pastorizzazione per una trentina di minuti.

Per il liquore basta mettere una manciata di fiori o foglie in mezzo litro di alcool a 95 gr.  dentro un barattolo a chiusura ermetica. Lasciare in luogo buio e scuoterlo ogni tanto per un mese. Se metteremo solo i fiori, il liquore sarà rosso, se solo le foglie, sarà di un bel verde. Prepariamo lo sciroppo facendo sciogliere a fuoco basso, 500 gr. di zucchero con 300 gr. di acqua. Lasciarlo bollire per poco e farlo raffreddare, unirlo all’ infuso di lavanda. Mescoliamo, farlo riposare per un giorno, poi imbottigliamo filtrando con una garza. Tappiamo e degustiamolo dopo un mese.

Marmellata di albicocche al timo o zenzero

Il timo è una piantina aromatica, che adoro. Normalmente la si usa nelle preparazioni salate. Ma come del resto, usiamo il rosmarino, la melissa, la salvia ananas, nei dolci, cosi possiamo fare anche con il timo. Trovo il suo aroma fresco molto piacevole insieme alla dolcezza, ma neanche troppa, per il poco zucchero che c’e in questa marmellata di albicocche. Proviamola con i formaggi freschi, una ricotta o una robiola. E perché no, mettiamola sopra una fresca cheesecake con base di pasta salata e crema di mascarpone. Basta metterne un filo sopra e decorare con foglioline di timo.

ora vi racconto la ricetta facile, facile!

Ingredienti

750 gr di albicocche belle e sode

250 gr di zucchero semolato o integrale di canna

Alcune armelline ( spacchiamo i noccioli e prendiamo le mandorle che sono all’interno )

Un limone

Alcune foglioline di timo o menta o melissa oppure zenzero grattugiato o cannella

Preparazione

Laviamo le albicocche lasciandole asciugare, dividiamole in due e togliamo i noccioli interni che rompiamo per prendere le armelline che serviranno a dare un tocco di amaro alla marmellata. In una pentola mettiamo le albicocche con il succo di limone, lasciamo che riposino alcune ore, possibilmente in frigo, se avrete fretta mettete a cuocere subito a fuoco dolce fino a che la polpa dei frutti diventi morbida. Se le lasciamo riposare, facciamo cuocere dopo la sosta, allo stesso modo descritto sopra, una volta che le albicocche sono morbide, uniamo lo zucchero, le armelline spezzettate e le foglioline di timo o di menta o di melissa o di rosmarino, o lo zenzero grattugiato proseguiamo la cottura schiumando se c’è bisogno, alziamo la fiamma facendo addensare e controlliamo la cottura con la prova del piattino. Io vi do un consiglio che vi permetterà di capire meglio la consistenza di ogni marmellata, lasciatela freddare per una notte nella pentola, la mattina la mescoliamo e faremo la prova del piattino. Se resterà ferma e non troppo liquida la marmellata è pronta. La rimettiamo a bollire e la invasiamo nei vasetti sterilizzati al forno a 100 per una ventina di minuti. Io l’ho frullata ad immersione grossolanamente ma potete lasciarla a pezzi. Una volta invasata se vogliamo possiamo fare una seconda sterilizzazione per 30 minuti a partire dal bollore. Manteniamo la nostra marmellata in dispensa e gustiamola dopo un po’ di tempo. Buona ve lo assicuro da sola o in compagnia.

Ora vi lascio la versione a microonde

Stessa quantità della marmellata descritta sopra

Preparazione

Dopo il riposo della frutta mettiamola in una pirofila con due cucchiai di acqua, copriamo con un piatto, e facciamo cuocere alla potenza massima per tre minuti, sformiamo stando attenti a non scottarci con il vapore, uniamo lo zucchero, mescoliamo, il timo o quello che più vi piace, informiamo di nuovo lasciando cuocere per tre minuti. A metà cottura mescoliamo. Se vi piace più densa lasciare cuocere per altri 5 minuti. Lasciamo riposare un po’ ed invasiamo. Non vi scottate, non fate come me che ogni giorno lascio un impronta da qualche parte delle mani.

Buona vita, buona marmellata di albicocche al profumo di timo!

Buona estate!

L’albero della marmellata di albicocche con le armelline

Forse sarò di parte, ma non ho mai mangiato delle albicocche così dolci e profumate, come quelle dei nostri alberi. Purtroppo, non essendo mai stati trattati, cominciano ad ammalarsi. Non hanno mai subito trattamenti, solo il buon Dio, con le sue buone e cattive stagioni le ha  custodite. Lasciamo stare la natura e godiamo di ciò che ci regala. Il resto, lo vedrà e lo godrà chi verrà dopo di noi. Questo è il ciclo della vita!

Per fare questa buonissima e dolcissima marmellata, ho usato le albicocche appena raccolte con un tocco di sapore di mandorla amara data dalle armelline che si trovano dentro i noccioli della frutta. Normalmente io conservo tutti i noccioli, li uso per dare il profumo ai dolci o ad altre  marmellate con la frutta invernale o per preparare il liquore alle albicocche. Un apricot casalingo, o un albicocchello fatto in casa. Bastano poche armelline, non bisogna abusarne.

Ingredienti

1 kl di albicocche belle e turgide

350/400 gr. o se volete meno, di zucchero integrale di canna o semolato,  in questo caso, è meglio sterilizzare i vasetti dopo averli riempiti

Una decina di armelline con qualche nocciolo intero

Succo di un limone

Preparazione

Dopo aver lavato ed asciugato le albicocche, tagliamole in due. Ricordiamoci di mettere da parte i noccioli che spaccheremo per prendere le armelline. Mettiamo le albicocche, in una terrina,  con lo zucchero, il succo del limone, mescoliamo per amagalmare il tutto e lasciamo che riposi in frigo per una notte. Dopo la macerazione, versiamo nella pentola e far cuocere a fuoco un po’ vivace, mescolando spesso. Se vogliamo evitare questo lavoro, usare la piastra di ferro, così si può tranquillamente fare altre cose, senza che la marmellata bruci. Prima di portare a termine la cottura, aggiungiamo le armelline e i noccioli. Proseguiamo la cottura fino alla prova del piattino tenuto a raffreddare in frigo. In questo modo, se la marmellata è cotta, non scivolerà. Se volete, potrete frullare grossolanamente, ad immersione, togliendo prima i noccioli, no le armelline. A noi piace sentire ancora la frutta, polposa e soda. Decidete voi. Potete cuocere la marmellata a microonde sempre dopo il riposo in frigo delle albicocche. Ci vorrà meno tempo e il risultato è ottimo. Una cosa che faccio sempre io, è lasciare riposare la marmellata ancora un giorno. Dopo fredda, possiamo capire meglio la cottura. Se non lo fosse, potremmo rimettere sul fuoco ancora un po’. Se hanno rilasciato troppo liquido, tiriamo su le albicocche con un mestolo, e rimettiamolo ad addensare unendo poi la frutta. Invasiamo nei vasetti sterilizzati e chiudiamo con il loro coperchio. Lasciarli capovolti per ottenere il sotto vuoto. Per maggior sicurezza, avendo meno zucchero, si possono sterilizzare per 30 / minuti. Riponete in dispensa. Un tocco in più, lo darà un goccio di amaretto di Saronno, o di limoncello.

Marmellata di pesche e zucca all’amaretto di Saronno oppure con le mandorle

Ecco una solare e deliziosa marmellata con le prime pesche e la zucca. Possiamo unire questi due sapori e profumi se, nel periodo delle zucche, le conserveremo pulite e tagliate a pezzi, messe nei sacchettini e poi in congelatore. Per la quantità di zucca, possiamo regolarci a piacere. Più o meno zucca e più meno pesche. Io ho messo un kl. di zucca ed uno di pesche.

Ingredienti

1 kl. di zucca arancione della qualità preferita

1 kl. di pesche mature

750 gr. di zucchero semolato o di canna integrale

2 limoni il succo e la buccia grattugiata

Cannella qb

Amaretto di Saronno qb

Mandorle a filetti,  con qualcuna amara qb

Per le mandorle amare, ora che ci sono le albicocche, mettiamo da parte i loro noccioli. Serviranno a dare quel sapore di mandorle amare, a qualsiasi marmellata o atra preparazione. Possiamo romperne uno o due, cosi da mettere insieme alle normali mandorle.

In una pentola, mettiamo la zucca tagliata a dadini, alternanondoli con  le pesche a pezzi o a pezzetti, lo zucchero, la buccia grattugiata ed il succo di due limoni o uno, la cannella. Lasciamo in infusione e mettiamo in frigo, per una notte.

Il giorno dopo, facciamo cuocere a fuoco moderato, schiumando se è necessario. Quando vediamo che raggiunge la cottura, possiamo frullare la marmellata grossolanamente o lasciarla a pezzi. Ora aggiungiamo le mandorle a filetti e qualcuna amara tolta dai noccioli.  Mettiamo un piattino in frigo ed appena raffreddato, lasciamo cadere un po’ di marmellata. Se questa rimane ferma, è pronta. Se scivola via, prolunghiamo la cottura. Versiamola subito nei vasetti sterilizzati in forno, uniamo un goccio di amaretto di Saronno, chiudiamo con i loro tappi. Capolvogere per ottenere il sotto vuoto oppure lasciamoli dritti coprendoli con un canovaccio. Volendo possiamo sterilizzare paretendo con acqua fredda, per 30/ minuti, da inizio bollore. Riponiamo in dispensa ed aspettiamo il Natale, se ce la facciamo.

La marmellata di arance ed albicocche a giugno si può fare, se siamo previdenti come la formica

Fra una pausa e l’altra del canto, la cicala si rivolge alle formiche; ” Ma perché lavorate tanto, venite qui all’ombra a ripararvi dal sole, potremo cantare insieme!”

Ma le formiche, instancabili, senza fermarsi continuavano il loro lavoro…

“Non possiamo! Dobbiamo preparare le provviste per l’inverno! Quando verrà il freddo e la neve coprirà la terra, non troveremo più niente da mangiare e solo se avremo le dispense piene potremo sopravvivere!”

Ecco come le formiche, abbiamo la nostra dispensa piena  di barattolini e barattoli di colori e sapori di ogni stagione! Ecco svelato il segreto per preparare una dolce e colorata marmellata dal sapore d’inverno e dell’estate. A dicembre, gennaio, prima che finiscano le arance, con le bucce, prepariamo  l’arancello, una volta che con le stesse abbiamo il liquore, non le buttiamo, le facciamo essiccare e le frulliamo per avere la polvere di arancia. La polpa la tagliamo a pezzi, pesiamo il tutto e metteremo la metà del suo peso di zucchero o se vogliamo pochissimo. La passiamo al forno a microonde o nella pentola. Appena sarà morbida, possiamo frullarla o lasciare così in pezzi. Quando sarà fredda, la sistemiamo dentro i vasetti o nei sacchettini che poi andranno in congelatore. Quando avremo voglia di composta o di marmellata o di crema all’arancia, la useremo. D’estate faremo lo stesso procedimento con la frutta estiva. La frulleremo se ci piace o la lasceremo a pezzi, una leggera scottatura e in congelatore. Non è una meraviglia fare la marmellata con le pesche e la zucca arancione? Fantasia!

Marmellata di petali di rose rosse alla vaniglia

È il tempo che hai perduto per la tua rosa che ha reso così importante la tua rosa!

Ingredienti

200 gr di petali di rose rosse senza trattamenti e raccolte la mattina, io ho,usato le rose centifolia

500 gr di zucchero semolato

600 gr di acqua

Il succo di due limoni

Semi di vaniglia

Preparazione

Tagliamo l’unghia bianca ai petali delle rose, le laviamo delicatamente, le lasciamo asciugare all’aria, le spezziamo grossolanamente e le versiamo in una ciotola di vetro con il succo dei limoni e metà del peso dello zucchero. Lasciamo riposare per un giorno in un posto fresco. Passato il tempo, mettiamo l’altra parte di zucchero in una pentola insieme all’acqua, facciamo bollire fino a quando vedremo delle grosse bolle in superficie, aggiungiamo i petali di rose e mescoliamo delicatamente e facciamo cuocere per circa mezz’ora, schiumando. A questo punto vi consiglio di far riposare la marmellata per una notte, io lo faccio con tutte le marmellate, perché capisco meglio la consistenza delle stesse. Se mettendone un cucchiaino nel piattino, resta ferma, la marmellata è pronta, altrimenti, la rimettiamo a cuocere fino al punto giusto. La invasiamo nei vasetti sterilizzati in forno e li chiudiamo con i loro coperchi mettendo un cucchiaino di grappa o di limoncello se ci piace. Questo servirà anche da antimuffa. Questa marmellata può essere frullata ad immersione, però io la preferisco con i petali lasciati così a pezzetti.

Vi lascio un’altra ricetta con meno zucchero, la preparazione è la stessa.

300 gr di rose rosse e profumate

150 gr di zucchero semolato

Il succo di due limoni

Semi di vaniglia

3 bicchieri di acqua.

Questa versione risulta meno dolce e più densa. Scegliete voi. La prima però a me e ai miei piace di più.

La marmellata di petali di rose è ottima da mangiare sopra il pane, nelle crostate però cotte col guscio in bianco, nelle creme di yogurt greco, per decorare la cheesecake e con i formaggi freschi. Per preparare un gelato anche senza gelatiera mettendo a congelare lo yogurt greco bianco. Basta mescolare un cucchiaino di marmellata, mescolare e gustare. È sicuramente con meno zucchero di quelli che compriamo.

Buona vita e buona marmellata di petali di rose.