canditi

Scorzette di melone candite

Le buttate le scorze di melone? Se sì, non lo fate più perché sono deliziose se le facciamo candite. Serviranno pazienza e un po’ di tempo però avremo un prodotto che non ha niente da spartire con i canditi che compriamo. Le scorzette di melone sono dolci e conservano tutto il sapore e il profumo di questo frutto.

Un tempo nelle nostre campagne della provincia di Macerata, le scorze del melone si infilavano con ago e filo e si mettevano ad asciugare al sole o sotto la cappa del camino. Al tempo della vendemmia si faceva bollire a lungo il mosto e quando era bello ristretto si univano le bucce del melone fino a quando diventavano lucide e candite con lo stesso mosto diventato una sapa.

In inverno le scorzette si usavano al posto dei canditi nei dolci a base di frutta secca come “lu crustingu” il tradizionale dolce natalizio più famoso della provincia di Macerata.

Ora il sole ha perso un po’ del suo calore, quindi non ci resta che far essiccare le scorze del melone o in essiccatore o al forno a bassa temperatura per diverse ore. Le tagliamo a piccoli cubi e dopo l’essiccazione le facciamo bollire nel mosto fresco per molto tempo fino ad ottenere uno sciroppo. Nel caso avessimo il mosto cotto, la cottura sarà più breve. Versiamo il tutto in un barattolo e chiudiamo subito per ottenere il sotto vuoto. Le scorzette sono ottime servite in coppa insieme ad altra frutta secca tipo uvetta e noci.

Un’altra preparazione è quella di fare una conserva di scorzette di melone. Le tagliamo a cubetti e le mettiamo a bollire nel mosto cotto fino a quando diventano morbide. Le invasiamo nei vasetti sterilizzati e li chiudiamo con i loro coperchi. La conserva si mantiene per molto tempo e può essere utilizzata anch’essa come canditi nelle varie preparazioni.

Teniamoci strette le nostre tradizioni culinarie perché questa è l’ultima generazione che le conserva con amore! Non credo che chi verrà dopo di noi potrà raccontare la nostra cucina povera e fantasiosa! A me spezza il cuore quando ci penso!

queste sono state essiccate al sole

mosto cotto invecchiato

Pizza dóce de Pasqua

Penso di far cosa gradita se vi lascio ancora una ricetta delle pizza dolce pasquale quella tradizionale con i canditi e buccia di arancia.

Per questa preparazione si dovrebbe fare un panetto lievitato la sera prima però se non si ha tempo, si può procedere il giorno stesso facendo solo attivare il lievito dentro il forno spento fino a quando si vedrà la schiuma in superficie. Scegliete voi.

Ingredienti

Una bustina di lievito di birra disidratato con 250 farina e 1/8 di latte e acqua per ottenere un panetto da far lievitare una notte

650 di farina 0

con 5 uova

150 di zucchero

150 di burro una bustina di lievito di birra disidratato

Canditi di cedro o arancia

Buccia di arancia

Latte quanto basta per ottenere un impasto morbido

Mezzo bicchierino di liquore all’arancia o una fialetta di aroma di arancia

Vaniglia

Ingredienti per la glassa

100 grammi di zucchero a velo

Succo di limone

Un cucchiaio di acqua calda

Se non dovessero bastare 100 gr di zucchero raddoppiare la dose

Preparazione

Se vogliamo fare il panetto mettiamo il lievito di birra disidratato con 250 gr di farina e tanto latte per ottenere una pasta morbida che la incideremo a croce e la lasciamo lievitare coperta con pellicola dentro il forno spento fino al mattino. Questo dovrà essere aggiunto alla farina e agli ingredienti oppure procediamo mettendo tutta la farina nella ciotola della planetaria o dentro un piatto se la faremo a mano, uniamo due bustine di lievito di birra disidratato, io vi suggerisco di fare attivare il lievito con un cucchiaino di zucchero e un po’ di acqua nel forno spento fino a quando si vedrà la schiuma, lo zucchero e piano piano le uova, lavoriamo per farle assorbire unendo il latte necessario per ottenere una pasta morbida. Mettiamo un pizzico di sale, la buccia di limone e di arancia, il liquore ed il burro fuso e tiepido poco alla volta, deve essere assorbito tutto prima di aggiungerne altro ed infine i canditi Lavoriamo bene fino a quando la ciotola risulta pulita e se a mano solleviamo la pasta ripetutamente per renderla elastica.

Con questa dose vengono due pizze dolci, voi potete dividere a metà per una sola.

Formiamo le due palle e accomodiamole negli stampi unti o foderati con carta forno. Una volta raggiunto il raddoppio, le spennelliamo con un uovo e latte e le mettiamo a cuocere a 150 gradi per quasi un’ora nel forno ventilato La superficie deve presentarsi dorata.

Non fate come me che queste pizze dolci di Pasqua le ho lasciate cuocere troppo! Il troppo storpia!!!

Lasciamo raffreddare le pizze nel forno spento.

Per la decorazione classica delle pizze pasquali

Setacciamo lo zucchero a velo uniamo il succo di limone e l’acqua calda mescoliamo bene e spennelliamo la glassa sopra le pizze dolci di Pasqua!

Buona vita, buone pizze dolci di Pasqua ❤️

Panettone ricetta veloce

Si, perché non tutti riusciamo a saper lavorare con un lievito madre per il quale bisogna avere molta pazienza, esperienza e tempo. Certamente non si può chiamare “panettone”, per il quale c’è un disciplinare da rispettare. Comunque se prepariamo il panettone con questa ricetta casalinga, nessuno avrà da ridire. È buono, semplice e sicuramente fatto con ingredienti che scegliamo noi.

In un giorno avremo la soddisfazione di aver preparato un dolce simbolo della festa del s. Natale!

Questi sono gli ingredienti

500 gr di farina 00

200 gr di latte intero

75 gr di burro

20 gr di lievito di birra o una bustina di lievito disidratato mastro fornaio

2 uova intere

75 gr di zucchero a velo

100 gr di zucchero semolato

Un cucchiaino di miele di acacia

Buccia di limone e di arancia

Vaniglia o vanillina

Sale un pizzico

Canditi o gocce di cioccolato fondente o uvetta

Cannella facoltativa e noce moscata

Uno stampo del diametro di 20 cm.

Preparazione

Sciogliamo il lievito di birra o secco in mezzo bicchiere di latte tiepido insieme al cucchiaino di miele, aggiungiamo un po’ della farina presa dal totale, dobbiamo fare una biga morbida che metteremo coperta dalla pellicola in forno spento con la lucetta accesa fino a quando sarà raddoppiata.

Versiamo nella ciotola o sopra la spianatoia la restante farina, lo zucchero semolato, la scorza grattugiata di limone e di arancia, un pizzico di cannella, e noce moscata, queste due spezie sono facoltative, un pizzico di sale. Mescoliamo tutto insieme e cominciamo ad impastare unendo un uovo intero, il burro morbido poco alla volta, il latte tiepido tanto quanto basta per ottenere una pasta morbida. Ora aggiungiamo la biga lievitata, lavoriamo energicamente fino a quando la pasta sarà diventata elastica e lucida, non dovrà più appiccarsi alle mani. Formiamo una palla, che metteremo in una ciotola più grande infarinata, copriamo con un telo e mettiamo a lievitare dentro il forno con la luce accesa fino al raddoppio del volume iniziale.

Riprendiamo la pasta, lavoriamola con energia per sgonfiarla, aggiungiamo i canditi, o le gocce di cioccolato fondente o le uvette formando una palla che metteremo nello stampo di carta o di alluminio e dentro un sacchetto grande per surgelati. Lasciamo che lieviti nel forno spento con la luce accesa per circa un’ora ( dovrà arrivare quasi al bordo dello stampo). Intanto accendiamo il forno, sbattiamo l’uovo rimasto e con un pennello lucidiamo la superficie del panettone. Quando la temperatura del forno avrà raggiunto di 190 gr. inforniamo abbassando a 160/170 dopo 10 minuti lasciando cuocere per circa 45 minuti. Spegniamo il forno, lasciamo che il panettone si raffreddi dentro con lo sportello aperto e con due ferri da calza lo infilziamo mettendolo a testa in giù dentro una pentola grande. I ferri dovranno appoggiare ai bordi della pentola, oppure mettiamolo appoggiato su un fianco sulla parete del forno, girandolo ogni tanto per tutta la sua circonferenza. Un altro modo più sicuro è mettere il panettone capovolto sopra la grata, non si romperà cosa che potrebbe succedere infilzandolo.

Una volta raffreddato completamente lo appoggiamo sopra un bel vassoio spolveriamo con zucchero a velo oppure lo taglieremo a fette e lo serviremo con lo zabaione o crema inglese.

Io vi assicuro che il panettone è veramente buono e morbido.

Seconda ricetta

425 gr di farina per dolci

2 bustine di lievito disidratato o un cubetto di birra

3 uova

90 gr di burro

90 gr di zucchero semolato

Mezzo cucchiaino di sale

50 gr di canditi o cioccolato fondente o uvetta buccia di arancia

Preparazione

Impastiamo un etto di farina con il lievito scelto in poca acqua tiepida, facciamo un panetto, e mettiamo a lievitare per circa tre ore . Aggiungiamo un altro etto di farina al primo panetto e lasciamo lievitare ancora per altre tre ore. Impastiamo il resto della farina con le uova intere, il burro fuso tiepido, lo zucchero, il sale, e il panetto fatto lievitare.

Lavoriamo a lungo per ottenere una pasta soda ma non dura, fino a quando diventa lucida e tirando un lembo vedremo che si assottiglia. La allarghiamo sopra la spianatoia, uniamo i canditi o il cioccolato fondente o le uvette e la buccia di arancia. Richiudiamo la pasta, la pirliamo facendola girare sulla spianatoia e la metteremo dentro lo stampo di carta fino a quando la pasta avrà raddoppiato il suo volume. Facciamo un taglio a croce, mettiamo sopra un pezzetto di burro e facciamo cuocere a180 gr per circa un’ora. Se vedremo che si scurisce sopra la superficie copriamo con un foglio di alluminio. Lasciamo raffreddare dentro il forno spento con lo sportello aperto, con i ferri lunghi lo infilziamo e lo metteremo a testa in giù dentro una pentola più grande o lo appoggeremo sul fianco e sul lato del forno girandolo ogni tanto per tutta la sua circonferenza.

Io ho fatto tutte e due le ricette e l’ho trovate ottime. Spero che le proviate pure voi.

Buona vita, buon panettone con le ricette veloci!

A presto!

Il panettone basso di Marietta

Non si può chiamare certamente panettone, ma se l’ha fatto e scritto il grande Artusi, posso farlo anch’io senza passare per “eretica”! Il panettone è un’altra cosa lo sappiamo, deve avere un lievito madre bello vivo, una lunga lavorazione e un’altrettante lievitazione lunghissima. Ma aspettando il s. Natale, proviamo questo delicato dolce con la ricetta autentica di un grande scrittore gastronomo com’è stato Artusi. Il panettone basso della sua cuoca Marietta.

La ricetta è tratta dal suo libro.

Ingredienti

300 gr di farina 00

80 gr di zucchero

100 gr di burro

Un uovo e due rossi

80 gr di uvetta sultanina o di scaglie di cioccolato fondente che ho messo io

Un pizzico di sale

Cremore di tartaro gr 10

5 gr di bicarbonato di soda

20 gr di candito

Scorza di limone

2 di di latte.

Zucchero a velo

Nella mia versione ho messo il cioccolato fondente invece dei canditi, buccia di arancia, vaniglia. Si possono sostituire il cremore di tartaro ed il bicarbonato con una bustina di lievito per dolci o per torte salate.

Lavoriamo il burro tenuto a temperatura ambiente, con lo zucchero, le uova, fino ad ottenere un composto bianco, uniamo un pizzico di sale, la farina, il cremore di tartaro ed il bicarbonato oppure il lievito in bustina, la buccia del limone e i semi di vaniglia tutto setacciato, mescolando piano per non smontare, infine il latte poco alla volta e la cioccolata o i canditi infarinati. Versiamo in un contenitore di carta per panettoni di piccolo peso, penso sia di 500 gr, come il mio, oppure in un altro tipo imburrato e cosparso di zucchero a velo e farina. Mettiamo a cuocere a forno ventilato a 180 gr per circa un’ora. Facciamo la prova con un lungo stecchino. Lasciamo raffreddare dentro il forno spento. Prima di gustarlo togliamo la carta intorno, spolveriamo di zucchero a velo.

È un dolce che merita di essere raccomandato perché migliore assai del panettone di Milano che si trova in commercio e richiede poco impazzimento. Parole scritte nella ricetta di Artusi.

Buona vita, buon panettone basso di Marietta.

A presto!

Questo in foto è stato fatto più grande con doppia dose.

Pesche, fichi, mele, zucca, ciliegie, cachi, limoni, zenzero canditi alla vaniglia


Mettiamo l’estate e i suoi dorati frutti in barattolo.

Un lavoro un po’ lungo, che richiede pazienza ma che alla fine, ci dà soddisfazione e soprattutto tanta dolcezza. La frutta così candita, immersa nel suo sciroppo, mantiene il sapore ed il profumo e resta soda. Meglio di quella sciroppata che a volte, nell’aprire il suo barattolo, troviamo un prodotto troppo molle e viscido. Provate questa preparazione buona per tutta la frutta. 

Ingredienti

1 kl. e 200 gr. di pesche spaccatelle sode, o fichi verdi con la buccia o mele sode o ciliegie o zucca o cachi mela

1 kl. di zucchero semolato

Semi di vaniglia

1 limone

3 dl di acqua
Preparazione

Dopo aver lavato e asciugato le pesche, mettiamole a bollire per pochi minuti in acqua bollente con il succo del limone. Scoliamole, lasciamole asciugare sopra una griglia coperta da un canovaccio. Dividiamole a metà, togliendo il nocciolo. Prepariamo lo sciroppo facendo sciogliere 2 /3 dello zucchero e i semi di vaniglia, a fuoco dolce, mescoliamo continuamente fino a quando si formeranno sulla superficie grosse bolle. Spegniamo e versiamo lo sciroppo sulle pesche, o fichi con la buccia o mele a fette che avremo messo in una pirofila. Copriamo con un tovagliolo e lasciamo riposare per una notte. Il giorno dopo mettiamo solo lo sciroppo a bollire di nuovo unendo il terzo di zucchero, mescoliamo e aspettiamo che si formino le grosse bolle. Spegniamo e versiamo lo sciroppo sulla frutta contenuta nella pirofila. Riposo per una notte e ripetiamo la stessa operazione per due o anche tre volte. Vedremo che sono pronte, quando la frutta è lucida e soda. Lasciamo riposare con lo sciroppo per due tre giorni mescolando da sotto a sopra per far sì che non resti scoperta e rischi di seccare. Invasiamo su vasi sterilizzati e freddi copriamo la frutta per bene con il suo sciroppo e mettiamo in un posto buio e asciutto. Aspettiamo almeno un mese prima di consumare. Ottima per il gelato, con lo yogurt o nei dolci.

Marmellata di nespole giapponesi all’anice stellato e arancia candita

Dicono che un albero delle nespole, piantato in ogni abitazione, abbia potere di allontanare il male. Fiorisce nei primi mesi dell’anno ed è sicuramente dopo le ciliegie, il primo frutto ad arrivare a maturazione. Le nespole sono di un bel colore giallo, ricche di fibre vegetali, proteine. Hanno proprietà diuretiche e regolano la funzionalità intestinale. Buone e sazianti, per conservare il loro sapore e profumo, possiamo preparare una deliziosa marmellata arricchita dall’anice stellato spezia digestiva e fresca e da scorze d’arancia candita. La scorza d’arancia candita, la preparo durante la stagione invernale, insieme alle marmellate. Congelo la buccia, dopo aver usato solo la polpa per altri usi.  In questo modo, posso avere una scorta per tutte le preparazioni. Per fare la canditura della buccia, dopo averla lavata e privata della parte bianca, la peso, la taglio a filetti, aggiungo lo stesso peso di zucchero di canna o semolato con il quale preparo lo sciroppo con l’acqua  necessaria a coprire le bucce.  Appena  si formano le bollicine, unisco la scorza tagliata a filetti e faccio bollire per alcuni minuti. Li tiro su con una schiamarola, li faccio riposare per un giorno e rifaccio lo stesso procedimento per tre giorni. L’ultimo giorno, sistemo le bucce candite su carta forno per farle asciugare. Le conservo in barattoli di vetro per diversi mesi. Al posto della buccia di arancia candita, possiamo mettere la buccia di arancia o di limone.

Preparazione

Lavare le nespole sotto l’acqua corrente, asciugarle con uno strofinaccio, dividerle in due, togliere il nocciolo. Mettete  da parte tutti i noccioli che serviranno per preparare il nespolino, un buon liquore dal sapore di mandorle amare. Pesare le nespole, per un kl. di frutta unire 400 gr. di zucchero grezzo di canna o semolato. Nella pentola mettere due bicchieri di acqua, lo zucchero, far bollire fino a quando si formano delle bolle. A questo punto unire le nespole, il succo di un limone.  Cuocere mescolando spesso fino ad ottenere una polpa morbida. Passare il composto al passaverdure, non frullare ad immersione perché rimarrebbero fastidiose pellicine. Aggiungere l’anice stellato, i filetti di buccia di arancia canditi oppure buccia di arancia o di limone. Continuare la cottura fino alla giusta consistenza. Fare la prova del piattino tenuto in frigo. Se la marmellata resta compatta, è pronta. Invasare in barattoli sterilizzati profumando con un goccio di liquore all’arancia o limoncello. Chiudere con i coperchi e capovolgerli fino allo al sotto vuoto. Lasciare riposare qualche tempo prima di consumare.  Appena aperto un vasetto, mantenere in frigo.

Violette candite

Violette candite

Ingredienti:
una manciata di violette
400 gr. di zucchero
3 dl. d’acqua
bacca di vaniglia.

Procedimento:
raccogliere le violette di mattino, sane e senza ammaccature, pulirle con un tovagliolo sottile e togliere i gambi.

Fare lo sciroppo facendo sciogliere lo zucchero nell’acqua con la bacca di vaniglia aperta, a fuoco dolce mescolando continuamente e bollire lentamente, prendere una goccia e lasciarla cadere sopra un piattino bagnato, se solidificherà rapidamente, lo sciroppo è pronto.

Spegnere il fuoco ed unire le violette, mescolare piano per fare assorbire più sciroppo possibile.

Togliere i fiori con un mestolo forato e poggiarli su carta forno fino al giorno dopo quando ripeteremo lo stesso procedimento fino a tre volte. Quando sono pronti, lasciarli asciugare su carta forno all’aria e conservare in barattolini.

Possibili usi:
ottime per decorare torte, gelati, o per profumare creme facendole bollire nel liquido scelto, acqua o latte.