canditi

Panettone ricetta veloce

Si, perché non tutti riusciamo a saper lavorare con un lievito madre per il quale bisogna avere molta pazienza, esperienza e tempo. Certamente non si può chiamare “panettone”, per il quale c’è un disciplinare da rispettare. Comunque se prepariamo il panettone con questa ricetta casalinga, nessuno avrà da ridire. È buono, semplice e sicuramente fatto con ingredienti che scegliamo noi.

In un giorno avremo la soddisfazione di aver preparato un dolce simbolo della festa del s. Natale!

Questi sono gli ingredienti

500 gr di farina 00

200 gr di latte intero

75 gr di burro

20 gr di lievito di birra o una bustina di lievito disidratato mastro fornaio

2 uova intere

75 gr di zucchero a velo

100 gr di zucchero semolato

Un cucchiaino di miele di acacia

Buccia di limone e di arancia

Vaniglia o vanillina

Sale un pizzico

Canditi o gocce di cioccolato fondente o uvetta

Cannella facoltativa e noce moscata

Uno stampo del diametro di 20 cm.

Preparazione

Sciogliamo il lievito di birra o secco in mezzo bicchiere di latte tiepido insieme al cucchiaino di miele, aggiungiamo un po’ della farina presa dal totale, dobbiamo fare una biga morbida che metteremo coperta dalla pellicola in forno spento con la lucetta accesa fino a quando sarà raddoppiata.

Versiamo nella ciotola o sopra la spianatoia la restante farina, lo zucchero semolato, la scorza grattugiata di limone e di arancia, un pizzico di cannella, e noce moscata, queste due spezie sono facoltative, un pizzico di sale. Mescoliamo tutto insieme e cominciamo ad impastare unendo un uovo intero, il burro morbido poco alla volta, il latte tiepido tanto quanto basta per ottenere una pasta morbida. Ora aggiungiamo la biga lievitata, lavoriamo energicamente fino a quando la pasta sarà diventata elastica e lucida, non dovrà più appiccarsi alle mani. Formiamo una palla, che metteremo in una ciotola più grande infarinata, copriamo con un telo e mettiamo a lievitare dentro il forno con la luce accesa fino al raddoppio del volume iniziale.

Riprendiamo la pasta, lavoriamola con energia per sgonfiarla, aggiungiamo i canditi, o le gocce di cioccolato fondente o le uvette formando una palla che metteremo nello stampo di carta o di alluminio e dentro un sacchetto grande per surgelati. Lasciamo che lieviti nel forno spento con la luce accesa per circa un’ora ( dovrà arrivare quasi al bordo dello stampo). Intanto accendiamo il forno, sbattiamo l’uovo rimasto e con un pennello lucidiamo la superficie del panettone. Quando la temperatura del forno avrà raggiunto di 190 gr. inforniamo abbassando a 160/170 dopo 10 minuti lasciando cuocere per circa 45 minuti. Spegniamo il forno, lasciamo che il panettone si raffreddi dentro con lo sportello aperto e con due ferri da calza lo infilziamo mettendolo a testa in giù dentro una pentola grande. I ferri dovranno appoggiare ai bordi della pentola, oppure mettiamolo appoggiato su un fianco sulla parete del forno, girandolo ogni tanto per tutta la sua circonferenza. Un altro modo più sicuro è mettere il panettone capovolto sopra la grata, non si romperà cosa che potrebbe succedere infilzandolo.

Una volta raffreddato completamente lo appoggiamo sopra un bel vassoio spolveriamo con zucchero a velo oppure lo taglieremo a fette e lo serviremo con lo zabaione o crema inglese.

Io vi assicuro che il panettone è veramente buono e morbido.

Seconda ricetta

425 gr di farina per dolci

2 bustine di lievito disidratato o un cubetto di birra

3 uova

90 gr di burro

90 gr di zucchero semolato

Mezzo cucchiaino di sale

50 gr di canditi o cioccolato fondente o uvetta buccia di arancia

Preparazione

Impastiamo un etto di farina con il lievito scelto in poca acqua tiepida, facciamo un panetto, e mettiamo a lievitare per circa tre ore . Aggiungiamo un altro etto di farina al primo panetto e lasciamo lievitare ancora per altre tre ore. Impastiamo il resto della farina con le uova intere, il burro fuso tiepido, lo zucchero, il sale, e il panetto fatto lievitare.

Lavoriamo a lungo per ottenere una pasta soda ma non dura, fino a quando diventa lucida e tirando un lembo vedremo che si assottiglia. La allarghiamo sopra la spianatoia, uniamo i canditi o il cioccolato fondente o le uvette e la buccia di arancia. Richiudiamo la pasta, la pirliamo facendola girare sulla spianatoia e la metteremo dentro lo stampo di carta fino a quando la pasta avrà raddoppiato il suo volume. Facciamo un taglio a croce, mettiamo sopra un pezzetto di burro e facciamo cuocere a180 gr per circa un’ora. Se vedremo che si scurisce sopra la superficie copriamo con un foglio di alluminio. Lasciamo raffreddare dentro il forno spento con lo sportello aperto, con i ferri lunghi lo infilziamo e lo metteremo a testa in giù dentro una pentola più grande o lo appoggeremo sul fianco e sul lato del forno girandolo ogni tanto per tutta la sua circonferenza.

Io ho fatto tutte e due le ricette e l’ho trovate ottime. Spero che le proviate pure voi.

Buona vita, buon panettone con le ricette veloci!

A presto!

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Il panettone basso di Marietta

Non si può chiamare certamente panettone, ma se l’ha fatto e scritto il grande Artusi, posso farlo anch’io senza passare per “eretica”! Il panettone è un’altra cosa lo sappiamo, deve avere un lievito madre bello vivo, una lunga lavorazione e un’altrettante lievitazione lunghissima. Ma aspettando il s. Natale, proviamo questo delicato dolce con la ricetta autentica di un grande scrittore gastronomo com’è stato Artusi. Il panettone basso della sua cuoca Marietta.

La ricetta è tratta dal suo libro.

Ingredienti

300 gr di farina 00

80 gr di zucchero

100 gr di burro

Un uovo e due rossi

80 gr di uvetta sultanina o di scaglie di cioccolato fondente che ho messo io

Un pizzico di sale

Cremore di tartaro gr 10

5 gr di bicarbonato di soda

20 gr di candito

Scorza di limone

2 di di latte.

Zucchero a velo

Nella mia versione ho messo il cioccolato fondente invece dei canditi, buccia di arancia, vaniglia. Si possono sostituire il cremore di tartaro ed il bicarbonato con una bustina di lievito per dolci o per torte salate.

Lavoriamo il burro tenuto a temperatura ambiente, con lo zucchero, le uova, fino ad ottenere un composto bianco, uniamo un pizzico di sale, la farina, il cremore di tartaro ed il bicarbonato oppure il lievito in bustina, la buccia del limone e i semi di vaniglia tutto setacciato, mescolando piano per non smontare, infine il latte poco alla volta e la cioccolata o i canditi infarinati. Versiamo in un contenitore di carta per panettoni di piccolo peso, penso sia di 500 gr, come il mio, oppure in un altro tipo imburrato e cosparso di zucchero a velo e farina. Mettiamo a cuocere a forno ventilato a 180 gr per circa un’ora. Facciamo la prova con un lungo stecchino. Lasciamo raffreddare dentro il forno spento. Prima di gustarlo togliamo la carta intorno, spolveriamo di zucchero a velo.

È un dolce che merita di essere raccomandato perché migliore assai del panettone di Milano che si trova in commercio e richiede poco impazzimento. Parole scritte nella ricetta di Artusi.

Buona vita, buon panettone basso di Marietta.

A presto!

Questo in foto è stato fatto più grande con doppia dose.

Pesche, fichi, mele, zucca, ciliegie, cachi, limoni, zenzero canditi alla vaniglia


Mettiamo l’estate e i suoi dorati frutti in barattolo.

Un lavoro un po’ lungo, che richiede pazienza ma che alla fine, ci dà soddisfazione e soprattutto tanta dolcezza. La frutta così candita, immersa nel suo sciroppo, mantiene il sapore ed il profumo e resta soda. Meglio di quella sciroppata che a volte, nell’aprire il suo barattolo, troviamo un prodotto troppo molle e viscido. Provate questa preparazione buona per tutta la frutta. 

Ingredienti

1 kl. e 200 gr. di pesche spaccatelle sode, o fichi verdi con la buccia o mele sode o ciliegie o zucca o cachi mela

1 kl. di zucchero semolato

Semi di vaniglia

1 limone

3 dl di acqua
Preparazione

Dopo aver lavato e asciugato le pesche, mettiamole a bollire per pochi minuti in acqua bollente con il succo del limone. Scoliamole, lasciamole asciugare sopra una griglia coperta da un canovaccio. Dividiamole a metà, togliendo il nocciolo. Prepariamo lo sciroppo facendo sciogliere 2 /3 dello zucchero e i semi di vaniglia, a fuoco dolce, mescoliamo continuamente fino a quando si formeranno sulla superficie grosse bolle. Spegniamo e versiamo lo sciroppo sulle pesche, o fichi con la buccia o mele a fette che avremo messo in una pirofila. Copriamo con un tovagliolo e lasciamo riposare per una notte. Il giorno dopo mettiamo solo lo sciroppo a bollire di nuovo unendo il terzo di zucchero, mescoliamo e aspettiamo che si formino le grosse bolle. Spegniamo e versiamo lo sciroppo sulla frutta contenuta nella pirofila. Riposo per una notte e ripetiamo la stessa operazione per due o anche tre volte. Vedremo che sono pronte, quando la frutta è lucida e soda. Lasciamo riposare con lo sciroppo per due tre giorni mescolando da sotto a sopra per far sì che non resti scoperta e rischi di seccare. Invasiamo su vasi sterilizzati e freddi copriamo la frutta per bene con il suo sciroppo e mettiamo in un posto buio e asciutto. Aspettiamo almeno un mese prima di consumare. Ottima per il gelato, con lo yogurt o nei dolci.

Marmellata di nespole giapponesi all’anice stellato e arancia candita

Dicono che un albero delle nespole, piantato in ogni abitazione, abbia potere di allontanare il male. Fiorisce nei primi mesi dell’anno ed è sicuramente dopo le ciliegie, il primo frutto ad arrivare a maturazione. Le nespole sono di un bel colore giallo, ricche di fibre vegetali, proteine. Hanno proprietà diuretiche e regolano la funzionalità intestinale. Buone e sazianti, per conservare il loro sapore e profumo, possiamo preparare una deliziosa marmellata arricchita dall’anice stellato spezia digestiva e fresca e da scorze d’arancia candita. La scorza d’arancia candita, la preparo durante la stagione invernale, insieme alle marmellate. Congelo la buccia, dopo aver usato solo la polpa per altri usi.  In questo modo, posso avere una scorta per tutte le preparazioni. Per fare la canditura della buccia, dopo averla lavata e privata della parte bianca, la peso, la taglio a filetti, aggiungo lo stesso peso di zucchero di canna o semolato con il quale preparo lo sciroppo con l’acqua  necessaria a coprire le bucce.  Appena  si formano le bollicine, unisco la scorza tagliata a filetti e faccio bollire per alcuni minuti. Li tiro su con una schiamarola, li faccio riposare per un giorno e rifaccio lo stesso procedimento per tre giorni. L’ultimo giorno, sistemo le bucce candite su carta forno per farle asciugare. Le conservo in barattoli di vetro per diversi mesi. Al posto della buccia di arancia candita, possiamo mettere la buccia di arancia o di limone.

Preparazione

Lavare le nespole sotto l’acqua corrente, asciugarle con uno strofinaccio, dividerle in due, togliere il nocciolo. Mettete  da parte tutti i noccioli che serviranno per preparare il nespolino, un buon liquore dal sapore di mandorle amare. Pesare le nespole, per un kl. di frutta unire 400 gr. di zucchero grezzo di canna o semolato. Nella pentola mettere due bicchieri di acqua, lo zucchero, far bollire fino a quando si formano delle bolle. A questo punto unire le nespole, il succo di un limone.  Cuocere mescolando spesso fino ad ottenere una polpa morbida. Passare il composto al passaverdure, non frullare ad immersione perché rimarrebbero fastidiose pellicine. Aggiungere l’anice stellato, i filetti di buccia di arancia canditi oppure buccia di arancia o di limone. Continuare la cottura fino alla giusta consistenza. Fare la prova del piattino tenuto in frigo. Se la marmellata resta compatta, è pronta. Invasare in barattoli sterilizzati profumando con un goccio di liquore all’arancia o limoncello. Chiudere con i coperchi e capovolgerli fino allo al sotto vuoto. Lasciare riposare qualche tempo prima di consumare.  Appena aperto un vasetto, mantenere in frigo.

Violette candite

Violette candite

Ingredienti:
una manciata di violette
400 gr. di zucchero
3 dl. d’acqua
bacca di vaniglia.

Procedimento:
raccogliere le violette di mattino, sane e senza ammaccature, pulirle con un tovagliolo sottile e togliere i gambi.

Fare lo sciroppo facendo sciogliere lo zucchero nell’acqua con la bacca di vaniglia aperta, a fuoco dolce mescolando continuamente e bollire lentamente, prendere una goccia e lasciarla cadere sopra un piattino bagnato, se solidificherà rapidamente, lo sciroppo è pronto.

Spegnere il fuoco ed unire le violette, mescolare piano per fare assorbire più sciroppo possibile.

Togliere i fiori con un mestolo forato e poggiarli su carta forno fino al giorno dopo quando ripeteremo lo stesso procedimento fino a tre volte. Quando sono pronti, lasciarli asciugare su carta forno all’aria e conservare in barattolini.

Possibili usi:
ottime per decorare torte, gelati, o per profumare creme facendole bollire nel liquido scelto, acqua o latte.

Pizza doce de’ Pasqua – Pizza dolce di Pasqua con lievito madre – #Ricettepasquali, le Marche

Con questa ricetta partecipo all’evento #Ricettepasquali dell’Italia nel piatto, ovviamente la nostra regione è le Marche.

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Pizza doce de’ Pasqua – Pizza dolce di Pasqua con lievito madre

Pizza doce de’ Pasqua – Pizza dolce di Pasqua con lievito madre

Ingredienti:
1 kg di farina 0
250 gr di lievito madre rinfrescato due volte
(in alternativa 50 gr di lievito di birra o anche meno prolungando il tempo della prima lievitazione del primo impasto)
300 gr di zucchero semolato
6 uova
200 gr di latte per il primo impasto – 100-150 gr o quanto ne prenderà per l’impasto definitivo
120 gr di olio
70 gr di burro o di strutto
un pizzico di sale
arancia candita cedro e uvetta (a piacere) – messi a macerare in un liquore all’arancio, nel nostro caso arancello fatto in casa
buccia di arancia e di limone
cannella

Procedimento:

abbiamo fatto il primo impasto nel pomeriggio con 250 gr di lievito madre rinfrescato due volte, 200 gr di farina 0 e 200 gr di latte lavorandolo per un po’ di tempo, lo abbiamo trasferito in una ciotola e coperto poi con la pellicola trasparente ed un canovaccio per poi farlo riposare tutta la notte.

La mattina seguente l’impasto viene messo nell’impastatrice con l’aggiunta della farina, (800 gr – la restante parte della quantità totale) lo zucchero, unendo le uova ed il latte alternati tra loro facendo attenzione a non fare un impasto duro, ma che sia morbido e lavorabile sulla spianatoia.

A questo punto uniamo i canditi con il liquore e piano piano aggiungiamo i grassi: l’olio, il burro fuso ma freddo o lo strutto e lavorare il tutto fino ad incordare. Trasferire sulla spianatoia infarinata, allargando con le mani l’impasto e fare le solite pieghe.

Dividere la pasta in due parti e ognuna trasferirla nei tradizioni stampi alti e stretti oppure negli stampi di carta del panettone fino a ¾ del contenitore o anche qualcosa di meno. Mettere nel forno chiuso con la luce accesa a lievitare per 6/7 ore fino a che l’impasto arrivi al bordo dello stampo.

Cuocere in forno a 170° per quasi un’ora fino a che non diventi la superficie dorata. Lasciarla freddare e il giorno dopo fare la fiocca – in dialetto maceratese, ovvero la glassa con albume e zucchero a velo, farla asciugare nel forno caldo ma aperto e aggiungere i caratteristici confettini colorati.

Arancia, limone, zenzero, zucca e melone…semi canditi!

Le scorze di limone e arance

Le scorze di limone e arance

Ingredienti:
700 gr di arancia biologica
300 gr di limone biologica
700 gr di zucchero semolato
100 gr di miele di castagno
anice stellato q.b.

Procedimento:
bollire le arance ed i limoni interi e bucherellarli per mezzo dei rebbi di una forchetta cambiando l’acqua per tre volte in modo da togliere il loro sapore amaro. Far freddare il tutto e tagliare le arance ed i limoni a fettine di circa un centimetro. In una pentola di acciaio sciogliere lo zucchero ed il miele. Dopo qualche minuto di ebollizione unire le fette di arancio e di limone e qualche stella di anice stellato secondo il proprio gusto.

Mescolare per bene e con una schiumarola toglierle dallo sciroppo che si è formato e farle riposare su una ciotola di vetro coperte da un canovaccio per 24 ore.
Il giorno seguente riportare ad ebollizione lo sciroppo e aggiungere le fettine di limone e di arancia e far ribollire il tutto per qualche minuto. Toglierle di nuovo dallo sciroppo e ripetere la procedura di riposo. Questa operazione si deve effettuare fino a che le scorze degli agrumi diventino lucide e polpose in modo che lo sciroppo venga riassorbito nel migliore dei modi.
Una volta terminato eseguire l’ultima bollitura e invasettare le scorze calde su barattoli sterilizzati, chiuderli bene e capovolgerli fino a creare il sottovuoto.

Consigli d’uso:
si possono mangiare da sole oppure si possono usare nell’impasto dei dolci tagliandole finemente come se fossero dei canditi.

Con la procedura appena descritta si può semicandire anche lo zenzero, la zucca (compresa la scorza) oppure le scorze di melone biologico fatto bollire per pochi minuti con l’accortezza di cambiare l’acqua ogni volta.
Nota particolare: vi suggerisco di consumare le scorze di zenzero a piccoli pezzi perché lo zenzero…fa rimanere senza fiato. Insieme alle scorze di agrumi, di mele o di zenzero è consigliabile prenderne qualche pezzetto dopo i pasti: sono infatti particolarmente indicate date le loro proprietà digestive.

Le scorze e lo sciroppo di zenzero

Le scorze e lo sciroppo di zenzero

Dosi per lo zenzero semicandito:
250 gr di zenzero fresco
150 gr di zucchero
100 gr di miele
50 gr di acqua
Sciogliere lo zucchero in un bicchiere d’acqua a fuoco vivo, unire il miele e portare a bollore il tutto aggiungendo poi le fettine di zenzero. Cuocere per qualche minuto sempre mescolando. Tirarle nuovamente fuori e riporle in un piatto di vetro. Farle riposare fino al giorno dopo.
Ripetere questo procedimento di ebollizione riscaldando lo sciroppo e rimettendo dentro lo zenzero fino a che non venga riassorbito gran parte dello sciroppo. Questa operazione di ebollizione deve essere ripetuta 6 volte complessivamente.

Ultimo passaggio, togliere le fettine facendole poi riposare su una lastra da forno ricoperta da carta forno per fa sì che non si attacchino tra loro e spezzarle in pezzi più piccoli.

Altro consiglio d’uso: qual ora vi rimanga da parte dello sciroppo, non buttatelo, ma conservatelo in un vasetto riposto in frigorifero e se avete mal di gola prendetene un cucchiaino, ma attenti…. pizzica da morire!
Il risultato è garantito: lo zenzero è un gran disinfettante!

ps: un plauso particolare va alla mamma fotografa!
Buona ricetta a tutti!

Serena e Annamaria