Autore: sunusaix

LA CANNELÒRA

Buona festa della Luce!


Nella celebrazione della messa della Purificazione di Maria Vergine, il parrocco dona ad ogni fedele una candela benedetta come segno di una Luce perennemente accesa per non perdere la fede. Una volta era più o meno grossa a seconda delle decime che pagava e della classe sociale cui apparteneva il parrocchiano. La candela portata a casa, era conservata gelosamente e veniva appesa sopra il letto insieme alle immagini sacre. Era un brutto segno se la candela si rompeva, o veniva accesa senza un’occasione eccezionale e peggio ancora perderla. La candela benedetta preservava le persone dai mali, le case dai dalle calamità e dai pericoli. Si diceva che servisse a far luce nelle tenebre scese per castigo divino sulla terra. Allora nessun lume arderà fuorché la candela benedetta e chi non la possederà dovrà stare al buio più profondo fino a non si sa quando. La candela benedetta si faceva ardere nelle grandi calamita naturali, i contadini l’accendevano quando una grandinata eccezionale stava per mandare in fumo le speranze delle loro fatiche, insieme alla preghiera delle litanie dei Santi, il lume della candela benedetta donava una speranza dell’intervento della bontà divina. Così negli ultimi istanti della vita, ogni persona di nostra terra, sul letto del suo ultimo giorno terreno, teneva in mano la candela benedetta che le recava la luce della fede.

Dalla Candelora ha origine un noto proverbio che pretende darci l’annuncio della fine dell’inverno ma………condizionatamente:
Cannelora: dell’immerno sémo fòra;
se ce dà sòle solella
c’è quaranda dì d’inverno
se ce negne e se ce pioe
ce ne sta quarandanove.
O arda o vassa l’invernàta è fino a Pasqua.


Tratto da Costumanze marchigiane di Giovanni Ginobili.

RAVIOLI DI ZUCCA DELICA ALLA RICOTTA E FORMAGGI IN BRODO DI CARNE

C’era una volta il nostro caro parrocco don Renato, da buongustaio che era, una settimana prima delle feste dei Santi e dei morti, si prenotava per ricevere in dono un sacchetto dei nostri cappelletti da gustare in quei giorni. Lui lo ricordava raccomandandosi a Serena, la domenica mattina quando finiva la messa.
Per tanti anni l’ho accontentato, poi purtroppo la sua malattia e la morte hanno messo fine alla tradizione.
Sono passati gli anni, siamo tutti un po’ più anziani, si fa quel che si può ed i cappelletti per me sono più difficili da fare per tanti motivi. Mi faccio i raviolini che tanto anche in brodo sono buoni lo stesso. Sono velocissima!!! Se non ci credete sono affari vostri!!!
Questi l’ho fatti con la zucca delica, la ricotta, il gorgonzola, il pecorino e le erbe aromatiche. Sono veramente buoni per due soli a tavola con un meraviglioso sole che entra dalla finestra scaldando ed illuminando la mia cucina. E stasera? Chi lo sa?

Tanto a casa mia, per mangiare non c’è problema e del diman non c’è certezza ed il resto è noia.

Non ci sono pesi da osservare per questa ricetta, si fa ad occhio e a piacere sui formaggi oppure questi si possono sostituire per metà con del petto di pollo cotto in padella con un po’ di olio extravergine di oliva ed erbe aromatiche. I ravioli in ogni modo sono ottimi.

Prepariamo il brodo con più varietà di carne, muscolo, punta di petto, coda, carote, sedano, cipolla, una foglia di alloro e qualche pomodorino.

Prima di cuocere la zucca, prepariamo la pasta all’uovo con la farina 0 e le uova di galline felici o puttane se sono di supermercato e lasciamola riposare coperta da una ciotola.

Per fare i raviolini di zucca delica, facciamo cuocere a fette con la buccia la zucca nel piatto crisp del microonde per alcuni minuti. Se non abbiamo questa funzione, lasciamo cuocerla nel forno tradizionale a 170 fino a quando la zucca si presenta morbida. Se nemmeno questo metodo possiamo fare, la facciamo cuocere in padella con un filo d’acqua e sale fino a quando si presenta morbida.

Prima di frullare la zucca con gli altri ingredienti, la scoliamo bene se non è stata cotta al forno, in padella potrebbe rifarla e questa comprometterebbe il risultato del ripieno.

Frulliamo allora la zucca, la ricotta, un po’ di gorgonzola, il pecorino fresco e se ci piace il petto di pollo, uniamo timo, maggiorana ed erba cipollina, uno o due uova, e mescoliamo per bene il composto che deve essere morbido.

Tiriamo la pasta sottile con la macchinetta, formiamo le strisce, mettiamoci sopra tanti mucchietti del ripieno e chiudiamo per fare i raviolini.

Mettiamoli a cuocere nel brodo filtrato e bollente per pochi minuti, appena vengono a galla spegniamo il gas.

Portiamoli in tavola fumanti e gustiamoli subito!

Questi ravioli li possiamo preparare prima e congelare per ogni occasione!

Sono diversi e soprattutto buoni per i giorni di festa che verranno!

Buona vita, buoni ravioli di zucca delica e formaggi ❤️

Ravioli in cottura nel brodo
Ravioli finiti pronti anche per congelare
Ravioli in lavorazione

PANNOCIATO E PÀ NNOCIATO

Festa dell’esaltazione della Croce insieme alle tradizioni popolari a Petriolo e dintorni

Pannociato dolce
Pà nnociato alle noci

Pà nnociato alle noci e pecorino