Autore: sunusaix

Biscotti stelline natalizie al cocco cannella e zenzero

Un dolce biscottino semplice e profumatissimo!

Una cascata di stelline alla cannella, di cocco e di zenzero con farina di farro!

Ricetta.

225 gr. di farina di farro.

75 di burro o di olio di girasole o di oliva

3 cucchiai di zucchero di canna.

Un pizzico di sale

2 uova

Buccia di limone.

Cannella

Zenzero

Confettini colorati

Un cucchiaio raso di lievito per dolci biologico

Per i biscotti al cocco, unire 50 gr.di farina di cocco e togliere 50g. di farina di farro e lavorare allo stesso modo.

Lavorare la farina col burro morbido, lo zucchero, il sale, un uovo intero ed un tuorlo ( tenendo da parte il bianco ) la buccia del limone e il lievito. Impastare bene e dividere in due la frolla, ad una parte unire la cannella e all’altra, lo zenzero.

Stendere col mattarello all’altezza di 3/4 mm

Formare le stelline con lo stampo. Montare l’album a neve, con un pennello spalmare i biscotti, cospargere di cannella e di confettini.

Cuocere a 180 gr. per quasi 10 minuti, facendo attenzione a non farli colorare troppo.

Biscotti al miele

A Natale si sa che abbondano i dolci. Oltre a quelli tradizionali, come il panettone, il pandoro ed il torrone, dolci nazionali che conosce tutto il mondo, ci sono quelli regionali nati per festeggiare il Natale preparati con ingredienti semplici e poveri.

Credo però che i più amati e gustati siano i biscotti specialmente dai bambini che magari hanno il piacere di mettersi in gioco preparandoli insieme alle loro mamme.

Le ricette sono varie fatte di uova burro zucchero e buccia di agrumi. per i più classici a quelli speziati e con l’aggiunta di frutta secca.

Quello che li rende piacevoli non solo al gusto, ma anche agli occhi, sono le diverse forme, le stelline, le lune, i cuoricini e le renne. Ecco ora basta dar sfogo alla fantasia per formare questi biscotti al miele profumati di cannella e friabilissimi per il burro ingrediente assolutamente non sostituibile con altro grasso.

Ecco quali sono gli ingredienti

120 gr di buon burro

100 grammi di miele morbido

Un uovo

100 grammi di farina di farro

200 grammi di farina per dolci

Un cucchiaino di lievito per dolci

Un pizzico di cannella

Un pizzico di sale

Preparazione

Montiamo il burro morbido tenuto a temperatura ambiente, uniamo piano piano il miele liquido, l’uovo sbattuto, le farine il lievito con la cannella e il sale.

Impastiamo per amalgamare il tutto, formiamo una pasta né troppo molle né troppo dura, la schiacciamo e la mettiamo nella pellicola e a riposare in frigo.

Riprendiamo la pasta, la stendiamo con il matterello allo spessore di mezzo centimetro e ricaviamo tanti biscotti con le forme a cerchio o a stella o come ci piace. Mettiamo i biscotti sopra una lastra foderata di carta forno e mettiamo a cuocere a 180 /190 gradi per 15 minuti più o meno. Regoliamoci con la cottura perché i biscotti devono rimanere morbidi.

Spegniamo il forno e lasciamo che si freddino prima di staccarli dalla carta. I biscotti si mantengono bene dentro un barattolo o una scatola di latta.

Buona vita, buoni al miele ❤️

Marronita al rum

Le castagne sono esclusivamente un frutto autunnale ma se conservate anche in congelatore possiamo gustarle fino a primavera inoltrata.

Le castagne così conservate sono ottime anche per preparare piatti salati come nel ripieno di tacchino o zuppe unite ad altri ingredienti vegetali o animali come le salsicce o con formaggi o cotte nel latte.

Le castagne secche dopo la molitura possono diventare farina dolcissima che mista a quella di frumento serve per preparare pane, focacce, dolci o polenta.

Per la marronita possono essere usate anche le caldarroste che però una volta cotte, si dovranno rimettere a cuocere con tanta acqua quanta il loro stesso peso. Si passeranno al setaccio, si peseranno e si unirà la metà del peso delle castagne di zucchero. Se otterremo un kl di crema di castagne metteremo quasi 400 / 500 grammi di zucchero. Per la cottura si procede allo stesso modo decritto qui sotto.

Ingredienti

2 kl di marroni

750 grammi di zucchero

1 bicchiere di rum o brandy

Sbucciamo le castagne, mettiamole nella pentola con acqua fredda ed una foglia di alloro, portiamo ad ebollizione. Abbassiamo la fiamma, e lasciamo cuocere per il tempo necessario circa una mezz’ora.

Una volta cotte sbucciamo le castagne con un coltellino. Rimettiamole nella pentola con acqua calda, circa tre dl, se si asciugano troppo aggiungiamone altra, frulliamo ad immersione uniamo lo zucchero e lasciamo cuocere mescolando spesso. Quando avremo una crema liscia uniamo il rum o il brandy. Mescoliamo e spegniamo.

Invasiamo subito nei vasetti sterilizzati al forno a 100 gradi per una ventina di minuti, chiudiamo con i loro coperchi e lasciamo freddare.

Per una maggiore tranquillità possiamo sterilizzare la marronita dentro una pentola partendo da acqua fredda e avvolgendo i vasetti con dei canovacci. Una volta raggiunto il bollore, lasciamo sobbollire per una mezz’ora. Lasciamo freddare nella pentola e togliamoli. Riponiamo in dispensa e lasciamo riposare per un po’ di tempo.

Questa crema raffinata può essere accompagnata da crema di pistacchio o da panna montata o realizzare delle tortine con crema di nocciole o di caffè.

Buona vita, buona marronita al rum❤️

Tagliatelle con il germano reale

Il germano reale in pentola, allevato da Cocò, prima lo pulisci, poi lo metti in pentola, lo fai rosolare in un bel pezzo di burro , carote, sedano, alloro timo e maggiorana. Sfumi con un bicchierino di brandy. Arrivati quasi a fine cottura, lo disossi, la carne la tagli, la finisci di cuocere, con le ossa fai un brodo concentrato che addenserai con burro e farina, cuoci le tagliatelle fatte a mano, le condisci con il sugo e la carne del germano reale, splolveri di parmigiano reggiano e porti in tavola……un po’ di casino in più per la prima domenica di Avvento. Mimì ringrazia per il doppio lavoro. La vita è adesso!

Se non si ha il germano e, si può usare un bel pollo, una faraona o quello che di vuole.

#germanoreale #produzionecasalinga #sugodigermanoreale #tagliatellefatteincasa

Crostata pan di zenzero con marmellata di cachi

Un profumo delizioso, caldo, speziato appena varchi la porta di casa. Una sensazione di clima natalizio e per crearlo ci vogliono pazienza e tempo perché in cucina non si improvvisa specialmente con le preparazioni di dolci tradizionali popolari i quali hanno bisogno di essere dosati con particolare sapienza ed esperienza.

È ancora novembre e prima di stancarci solo al pensiero di tanto lavoro e di riempire la pancia con troppi zuccheri, facciamo una pausa fino alla prossima festa dell’Immacolata. Intanto prepariamo la crostata di pan di zenzero e con gli albumi che rischiano di essere buttati via. Consoliamoci pensando che ci sarà meno colesterolo.

La crostata speziata perché ha gli stessi ingredienti dei biscotti di pan di zenzero ed una deliziosa marmellata di caki che però può essere sostituita con un’altra altrettanto buona come quella di arance o mandarini.

Qui potete trovare la ricetta della marmellata di caki https://farinaefiore.com/2017/12/12/marmellata-di-cachi-alla-vaniglia-o-scaglie-di-fave-tostate-di-cacao/

Le spezie sono cannella, zenzero, noce moscata, buccia di un’arancia e chiodi di garofano questi frullati con metà dello zucchero di canna.

Questi sono tutti gli ingredienti per la crostata

100 grammi di farina integrale

200 grammi di farina w 170 o 0

150 grammi di zucchero di canna

4 albumi

50 grammi di burro

30 grammi di olio di girasole

un pizzico di sale

Un cucchiaino abbondante di zenzero

Un cucchiaino di cannella

Noce moscata

Chiodi di garofano macinati con metà dello zucchero prelevato nel totale

Un cucchiaino di lievito per dolci

350 grammi di marmellata di caki o di arance o di mandarini

Preparazione

Nella ciotola della planetaria o nel robot mettiamo le farine, lo zucchero, le spezie, la buccia di un’arancia e il burro morbido con l’olio di girasole, lasciamo impastare velocemente uniamo gli albumi e appena tutto è amalgamato finiamo di lavorare sopra la spianatoia. Schiacciamo la pasta sopra la carta forno e lasciamo riposare in frigo per un’ora.

Riprendiamo la pasta, stendiamolo col matterello sopra la stessa carta e poniamola nello stampo di 26 centimetri, punzecchiamo con la forchetta e versiamo la marmellata scelta. Con lo stampo di albero di Natale tagliamo tanti biscotti per coprire tutta la superficie.

Mettiamo a cuocere a 160/170 per circa 30/35 minuti. Controlliamo la cottura cercando di non far scurire troppo la superficie.

Buona vita, buona crostata di pan di zenzero ❤️

Zuppa inglese con crema pasticcera e al cioccolato con marronita

Una domenica a pranzo ricordando la nostra infanzia e su su fino ad oggi momento triste quando succede che qualcuno di questa famiglia se ne vada senza darti il tempo di crederci e abituarti alla sua assenza. Si cerca di andare avanti, per forza, ma ogni momento, ogni situazione, ogni occasione, ogni accadimento, credi che non sia successo nulla e ti scuoti al suono del cellulare che sta squillando quando ritorni alla cruda realtà.

E in questo pranzo non poteva mancare un dolce povero, semplice della nostra infanzia come la zuppa inglese che nostra madre preparava per la sua numerosa famiglia.

Allora non c’erano i biscotti oro saiwa e si usavano le pastarelle vendute in sacchetti di plastica. Le pastarelle avevano forme diverse di animali e pupazzi. Non erano un granché perché una volta aperta la confezione ti ritrovavi dei mollicci ed informi biscotti. Allora non c’erano sicuramente i conservanti, almeno in questo si poteva stare tranquilli.

La nostra è una zuppa inglese con una nota particolare data da una specie di marmellata fatta con le castagne, la marronita che rafforza il sapore della crema al cacao amaro.

Ho inzuppato i biscotti oro saiwa con alchermes e maraschino, messi sul fondo della pirofila, fatto un primo strato di crema pasticcera fatta con 4 rossi, 4 cucchiai di zucchero e 4 di farina, semi di vaniglia e mezzo litro di latte intero, secondo strato di biscotti inzuppati e crema pasticcera al cacao amaro fatta con i quattro albumi rimasti, 4 cucchiai di zucchero e 4 cucchiai tre di farina e mezzo litro di latte intero, aggiunto a fine cottura alcuni cucchiai di marronita sostituibile con marron glacé spezzettati. Terzo e quarto strato di biscotti crema pasticcera e crema pasticcera al cacao amaro e marronita. Messa in frigo e servita ben fredda. Buona!

La nostra vita è ora!

Buona vita, buona zuppa di crema pasticcera e cioccolato con marronita ❤️

Ah, dimenticavo il centro tavola fatto di cose trovate appena fuori casa fra un tappeto di foglie cadute!

Rametti di pino, bacche di pitosforo, e resti di candele per porta pigne con le lucette dell’anno scorso😓❤️

Sbriciolata di farina di castagne e caldarroste yogurt bianco greco al caffè

Capita tutti gli anni a casa nostra che si comprino molte castagne. Ci piacciono molto e le usiamo per svariate preparazioni sia dolci che salate. Appena le si acquistano, la prima cosa che facciamo è quella di cuocere le castagne nella padella con i buchi di vecchia data messa sopra la stufa a legna. Le caldarroste però sono buone appena cotte e mangiate scottandosi le mani.

Un ricordo bellissimo è quando da bambina andando al camposanto e passando per il centro storico ora purtroppo lasciato morire non solo per il terremoto ma anche per l’incuria e il disinteresse locale, mi fermavo alla bottega di Arduina situata all’angolo di una delle viuzze dove la donnetta viveva assieme al suo oscuro compagno avvolto perennemente in un grande mantello nero. Un “quartùcciu”di vino sempre a portata di mano.

Lei tagliava le castagne con le sue rozze mani scure più del carbone, ed un coltellaccio con il manico spezzato, lei le faceva cuocere nella nera padella bucherellata e bruciacchiata sopra a “lu focó”, un grande braciere di rozza fattezza. Lui si occupava di tener vivo il fuoco.

Le caldarroste una manciata non di più venivano incartate nella carta paglia e gustate lungo tutto il tragitto per arrivare al camposanto. Era una sorta di rito al quale la maggior parte delle persone non rinunciava. Ora tutto questo è solo un ricordo, anche la consuetudine di andare a far visita al camposanto dove riposano i nostri cari, si sta sbiadendo occupati come siamo nel caotico vivere quotidiano.

Lasciamo perdere il ricordo che è ben custodito e vivo in me e vi racconto come sono state usate le caldarroste avanzate di qualche giorno.

Ingredienti

100 grammi di farina di castagne

200 grammi di farina 0

Due uova di galline felici oppure vedere voi

50 grammi di zucchero

40 grammi di burro

45 grammi di olio di girasole

Un cucchiaino di lievito per dolci

Per la farcitura

200 grammi di caldarroste o bollite

100 grammi di zucchero

200 Grammi di yogurt bianco greco

Una tazzina di caffè

Preparazione

Per prima cosa frulliamo le caldarroste o le castagne bollite con lo zucchero che può essere anche di canna, tanto sempre zucchero è.

Nella ciotola o sopra la spianatoia mettiamo le due farine con il lievito per dolci, lo zucchero e impastiamo grossolanamente insieme al burro morbido e all’olio di girasole, uniamo le uova e lasciamo amalgamare il tutto.

Foderiamo uno stampo di 22 centimetri con la carta forno, stendiamo sopra con le mani quasi metà della pasta sbriciolata, uniamo alle castagne lo yogurt bianco greco e la tazzina di caffè, mescoliamo bene e versiamo la crema sopra la pasta. Cospargiamo la superficie con briciole di pasta rimasta.

Mettiamo a cuocere a 170/180 gradi per quasi 30/35 minuti. Ricordiamoci sempre che ogni forno cuoce diversamente.

Lasciamo freddare nello stampo e poniamolo sopra un bel vassoio decorando con chicchi di caffè anche di cioccolato fondente.

La sbriciolata è buona in ogni momento, anche per un fine pranzo magari decorata con ciuffi di panna montata alla vaniglia.

Buona vita, buona sbriciolata di farina di castagne e yogurt bianco greco al caffè ❤️

Frascarélli

Una specie di polentina bianca fatta di farina di grano tenero anziché di granoturco. Il nome deriva dallo speciale bastoncino di legno, “la fraschetta” con tre punte che veniva usato per mischiare gli impasti nel caldaio posto sul focolare. Li frascarélli chiamati anche piccicasanti perché fatti con acqua e farina come la colla che serviva per attaccare i calendari lunari dietro le porte delle stalle, una volta cotti si stendevano sopra “la spianatóra” la spianatoia sulla quale ogni familiare poteva mangiare la sua porzione. Il condimento nella stagione estiva era con i piselli o con i pomodori belli rossi e cipolla e qualche volta con “la barbàja” il guanciale del maiale conservato sotto sale.

Ecco come si preparano li frascarélli

Versare una certa quantità di farina sopra la spianatoia e spruzzare l’acqua bollente che servirà per la loro cottura, impastare grossolanamente e battere col coltello per formare dei piccoli gnocchi disuguali. Preparare un sugo con cipolla, guanciale e pomodori freschi o pelati o di piselli e pomodori come ognuno fa di solito. Cuocere i frascarélli nell’acqua bollente salata, mescolare continuamente e si scolare sopra la spianatoia o dentro una pirofila. Condire con il sugo scelto e spolverare di pecorino o parmigiano reggiano. Un mio consiglio, mangiate “li frascarélli” sopra la spianatoia. Ognuno con il pezzo di porzione. Sarete più felici e appagati, come lo erano i nostri nonni! Rispolveriamo le nostre radici e tradizioni culinarie popolari. Ne vale la pena perché poi nessuno ce lo racconterà più!

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