Autore: sunusaix

Torta integrale di prugne rosse e cioccolato fondente

Per noi la colazione è sempre dolce. Non potremmo cominciare la giornata in modo favorevole se ci rinunciassimo. I nostri sono dolci non proprio dolci, cerchiamo di mettere poco zucchero del previsto in una ricetta, tanto non la stravolge e spesso lo sostituiamo con eritritolo un dolcificante naturale senza calorie e con nessuna controindicazione. Ha solo lo svantaggio che costa molto ma ogni tanto ce lo possiamo permettere. La torta di oggi ha le prugne frullate messe nell’impasto al posto del latte, ed una parte di farina integrale che la rende più sana e dal sapore rustico e l’olio di girasole ma potremmo mettere quello di oliva per un sapore più forte. A voi la scelta!

Questi sono gli ingredienti

Tre uova di galline felici

200 gr di prugne rosse frullate

100 grammi di farina integrale

150 di farina 0

150 di zucchero semolato io ho messo eritritolo

70 olio di girasole

Succo di limone

70 cioccolato fondente

Una bustina di lievito per dolci

Prugne per decorare

Gelatina di prugne tre o quattro cucchiai

Preparazione

Frulliamo le prugne rosse con l’olio di girasole o di oliva e il succo di limone, in una ciotola mettiamo le uova e lo zucchero e le montiamo con le fruste fino a quando avremo un composto gonfio e spumoso, uniamo le prugne frullate, la farina integrale e quella 0 con il lievito setacciati, la farina integrale non la setacciamo perché non dobbiamo perdere le fibre, infine mettiamo il cioccolato fondente a pezzetti ed infarinati. Mescoliamo per bene e versiamo il composto nello stampo di 20 centimetri foderato con la carta forno, livelliamo la superficie e decoriamo con le prugne tagliate in due. Facciamo cuocere a 160/170 gradi per quasi un’ora. Dobbiamo regolarci perché ogni forno ha una diversa cottura, facciamo la prova dello stecchino che deve uscire asciutto.

Spegniamo il forno e lasciamo freddare la torta all’interno. Una volta fredda poniamola sopra un bel piatto e lucidiamo con un pennello la superficie con la gelatina che faremo sciogliere in un pentolino con un filo di acqua.

La torta è pronta da servire a colazione o a merenda. La torta si presenta con l’interno rossiccio e macchiato di cioccolato fondente.

Buona vita, buona torta integrale con prugne rosse e cioccolato fondente ❤️

Ps ……non sono una fotografa e si vede ma quella che sa fare foto non c’è mai 😂

Serena fa le foto e non le fa io Anna Maria non so farle ma so fare qualcosa in cucina 😂

Zucchine tonde ripiene di verdure con l’uovo

Vi racconto come ho fatto le zucchine tonde ripiene di verdure con l’uovo sopra.

Ho scavato le zucchine tonde, ho tagliato la loro polpa a pezzetti, l’ho lasciata cuocere in una padella con un filo di olio extravergine di oliva, le melanzane tagliate a tocchetti e le cipolle, ho aggiunto i pomodorini tagliati in quattro piccole parti ed infine ho spolverato di parmigiano reggiano e timo.

Ho fatto cuocere nel forno a microonde e in una ciotola di vetro con un filo di acqua le zucchine e i loro coperchi, bastano pochi minuti solo per renderle morbide. Le ho scolate per bene, le ho salate e le ho condite con olio extravergine di oliva, le ho riempite con le verdure cotte in padella e messe in forno a 180 gradi per quasi un’ora, le zucchine devono risultare croccanti, le ho tolte dal forno e ho messo sopra prima l’albume, l’ho rimesse in forno per farlo rapprendere e poi ho unito il tuorlo e ancora in forno solo il tempo di farlo scaldare.

Buone e possono essere un piatto completo ed unico con verdure e proteine.

Buona vita, buone zucchine tonde ripiene di verdure con l’uovo ❤️

Marmellata di albicocche al tè bianco di mango e limone

Quanti gradi ci sono in una cucina dove stanno bollendo tre pentole di marmellata? Non ci provo neanche a misurarla perché da come sto sudando credo che superi i trenta gradi! Impressionante questo fuoco dentro e fuori! Servisse a qualcosa potrei accettarlo, ma credo solo che faccia solo danni a noi e alle colture che bruciano senza poter arrivare a dare frutti. Gli alberi delle albicocche sono stracarichi, dalla terrazza della mansarda sembrano una grandissima macchia arancione. Le albicocche sono arrivate oltre la maturazione tant’è che quando le andiamo ad aprire o sono marce o sono disidratate. Allora bisogna fare in fretta per fare la marmellata e scegliere quelle più belle ed ancora sode.

Pazienza Signore, tu ci dai i frutti ma dacci anche la forza per utilizzarla al meglio!

Proviamo a farla questa profumata marmellata ancora di più per l’infusione del tè bianco al mango e limone.

Ingredienti

Un kl di albicocche sode

500 grammi di zucchero semolato di canna, possiamo metterne una cinquantina di grammi in meno, vedete voi ma meno zucchero si mette più bisogna far cuocere la marmellata

Il succo di un limone

Due bustine di tè bianco al mango e limone

Tre bicchieri d’acqua

Preparazione

Mettiamo le albicocche tagliate a metà in una pentola con il succo di un limone, l’acqua, e le bustine di tè, lasciamo cuocere piano piano mescolando fino a far ridurre il liquido a metà, uniamo lo zucchero e portiamo a bollore, se c’è bisogno schiumiamo, facciamo attenzione a non rompere le bustine di tè, lasciamo cuocere fino a quando la marmellata avrà raggiunto la giusta consistenza, togliamo il tè, facciamo la prova del piattino che se risulterà positiva spegneremo il fuoco. Invasiamo nei vasetti sterilizzati al forno a 100 per venti minuti, chiudiamo con i loro coperchi e mettiamo la marmellata capovolta fino al raffreddamento. Possiamo fare una sterilizzazione mettendo i vasetti in una pentola con acqua e canovacci da cucina per evitare la rottura. Facciamo bollire per una ventina di minuti dall’inizio del bollore. Lasciamo freddare la marmellata e mettiamola in dispensa.

Marmellata e gelatina di susine alla lavanda

A noi piace molto il profumo della lavanda tant’è che la usiamo sia per profumare che in cucina nei dolci e nel salato. La sera prima di dormire mettiamo alcune gocce di lavanda sul cuscino, rendono l’aria fresca come a primavera e pulita. La usiamo per profumare la biancheria e per pulire il bagno, la spruzziamo sui materassi e sulle scarpe. La lavanda possiamo usarla anche negli impasti tipo focaccia al posto del rosmarino o per fare i biscotti nella pasta frolla. Proviamo anche questa fresca marmellata di susine gialle e rosse. Se il profumo della lavanda non ci piace, mettiamo una bacca di vaniglia aperta.

Ingredienti

1 kl e mezzo di susine o gialle o rosse o mescolate

650 di zucchero integrale di canna o semolato tanto sempre zucchero è…lo dicono i nutrizionisti 😂

Succo di un limone

Alcuni fiori di lavanda o se non piace vaniglia

Preparazione

Laviamo le susine e le dividiamo in due, le mettiamo a cuocere con il succo di limone e lo zucchero, i fiori di lavanda messi in un sacchetto di tela o dentro un colino porta tè mescoliamo tenendo la fiamma bassa e lasciamo che arrivi a giusta consistenza. Facciamo la prova del piattino mettendo un cucchiaino di marmellata che dopo alcuni minuti non dovrà scivolare giù. Questa è una marmellata a pezzi perché a noi piace così. Ora lasciamo riposare la marmellata una notte, la mattina riaccendiamo il gas per riscaldare la marmellata, tiriamo su le prugne con un mestolo forato e le invasiamo nei barattoli sterilizzati al forno a 100 gradi per una ventina di minuti e con lo sciroppo formatosi facciamo la gelatina rimettendolo a bollire aggiungendo mezzo cucchiaino di agar agar una alga che serve per rassodare i liquidi oppure una puntina di cucchiaino di frutta pec. Spegniamo il gas e invasiamo la gelatina.

La marmellata è buona e più bella a pezzi ma possiamo anche frullarla ad immersione.

Buona vita, buona marmellata di susine alla lavanda ❤️

Marmellata di limoni al tè ai frutti rossi e neri

Questa è una marmellata al profumo di frutti rossi preparata molto tempo fa e mai pubblicata perché la ricetta l’avevo dimenticata. Solo oggi mettendo a posto le mie tantissime ricette mi è venuta davanti e così mi piace condividerla con voi. Per preparare la marmellata di limoni dobbiamo procurarci del buon te possibilmente sfuso composto di frutti rossi. A me piace molto la marca del “il te di la via di Firenze”! È molto buono e lascia tutto il suo aroma quello vero non finto di coloranti e prodotti chimici. Se non troviamo questo te nel quale c’è anche la buccia di arancia usiamo quello in bustine sempre di buona qualità o lo compriamo sfuso in erboristeria.

Questi sono gli ingredienti

Un kg di limoni belli succosi senza trattamenti

700 di zucchero di canna o semolato tanto è sempre zucchero

Te ai frutti rossi e neri tre cucchiai

Cinque bicchieri di acqua

Preparazione

Dopo aver lavato con una spazzola i limoni, li tagliamo a fettine sottili e li mettiamo a riposare coperti d’acqua per una notte. La mattina li facciamo scolare e li mettiamo a bollire con altra acqua pulita, li scoliamo e nella stessa pentola prepariamo lo sciroppo con lo zucchero, cinque bicchieri di acqua e il te messo in un tovagliolino o se ci piace sentire i frutti rossi e neri così sfusi. Mescoliamo lo sciroppo e appena comincia a sobbollire uniamo le fettine di limoni lasciamo cuocere lentamente sempre tenendo d’occhio che la marmellata non si attacchi. La marmellata è pronta quando versandone un cucchiaino su un piattino bagnato forma una piccola pallina. Io come spesso faccio lascio freddare la marmellata e solo dopo posso essere sicura della sua consistenza. Se è giusta la rimetto a bollire per poco tempo e la invaso nei vasetti sterilizzati al forno, se invece la marmellata è troppo liquida lascio bollire di più e proseguo la invasatura. Chiudiamo con i loro coperchi e mettiamoli capovolti. Una volta freddi riponiamo in dispensa.

La marmellata è pronta profumata e fresca!

Buona vita, buona marmellata di limoni al profumo di te ai frutti rossi e neri ❤️

Ciambellone del tempo della mietitura

Adè rriàta ll’ora de lo mète, lète lu collarì signor abbate!

È tempo di mietitura, levati il collare signor abbate, perché ti appresti a gustare ogni ben di Dio che viene preparato per gli operai “ll’òpre” e i numerosi membri della famiglia di campagna.

Lu voccó de mezza jórnata o merigghio e ll’ora de lo mète!

Il boccone di metà mattina o del pomeriggio e il tempo della mietitura.

La povertà degli ingredienti contrapposta alla ricchezza inventiva della massaia, hanno creato un dolce semplicissimo ma di una bontà eccezionale, che veniva preparato in occasione delle feste principali, come a Pasqua, nei compleanni e durante il tempo della trebbiatura.

Insieme a “lu ciammellòttu,” così viene ancora chiamato in alcune zone del territorio marchigiano, si beveva il vino cotto “di chjaétta”, della migliore qualità.

Per fare questo ciambellone la “vergara”, la moglie, la donna di casa di campagna, impastava tre uova di galline felici, a quei tempi pure di più, con 150 gr. di zucchero, li montava con la forza delle braccia, univa la scorza di limone, un bicchiere di olio d’oliva di casa, un bicchierino di “mistrà” fatto in casa, l’acqua vite di vino con l’aroma dei semi di anice, 250 di latte e 300 grammi di farina con la “cartina”, il lievito per dolci e “le mannole” le mandorle del proprio albero di mandorle.

Li “ciammellotti”, cotti nel forno a legna sistemato “sotto la cappànna”, venivano accomodati con molta cura, nelle “canèstre”di vimini, queste portate con semplicità dalle vergare sopra la testa, con una “spara” uno strofinaccio da cucina arrotolato come una ciambella “la ciammèlla” per attutire il peso.

I ciammellotti potevano essere a ciambella o a filoni, si offrivano a “colazió” la mattina o a “merennétta, “lu voccó “de mezzo merigghio”, il boccone del pomeriggio.

Un vecchjé’ de ví’ ccótto per gnuttì’ lu voccó e “ll’òpre pé’ la mititùra” gli aiutanti parenti e vicini, erano pronti per ricominciare a”vàtte”!

Le vergare sono sparite, “ll’opre pé’ la mititùra” pure e le tradizioni dimenticate!

Altre esigenze, altra alimentazione, per motivi di tempo e di stili di vita, la barretta, la bevanda detox veloci come la luce, hanno fatto sparire lu voccó”!

Forse come dice un detto, si stava meglio quando si stava peggio!

Ricapitolando vi racconto la mia ricetta modificata con l’aggiunta dello yogurt bianco greco che lo rende più morbido e della marmellata di susine appena raccolte.

Preparazione

Montiamo con le fruste tre uova con 150 di zucchero, dobbiamo avere un composto bello gonfio, uniamo 70 grammi di olio di girasole, 200 di yogurt bianco greco e 50 grammi di latte, più o meno, regoliamoci ad occhio non dobbiamo far diventare troppo molle il composto, la scorza di limone, un bicchierino di mistrà Varnelli o un liquore all’anice, mescoliamo per bene ed aggiungiamo 300 grammi di farina con il lievito per dolci setacciati, ed infine le mandorle a pezzi ed infarinate.

Versiamo il composto nello stampo del ciambellone per tre quarti di quantità, aggiungiamo qualche cucchiaio di marmellata di susine o di altra frutta, mettiamo sopra il resto del composto e facciamo cuocere a 180 gradi statico per più di un’ora. A metà cottura se la superficie scurisce, copriamo con un foglio di alluminio. Facciamo la prova dello stecchino che deve uscire asciutto.

Il ciambellone del tempo della mietitura è pronto e gustiamolo con un goccio di vino cotto di Loro Piceno.

Buona vita, buon ciambellone del tempo della mietitura e ai tempi migliori che furono ❤️

Ravioli di patate e robiola e noci al profumo di rosmarino e timo

È domenica e a casa nostra è sempre giorno di pasta all’uovo fresca e fatta in casa!

Chi si sogna di andare a comprare due tagliatelle o due cappelletti o due ravioli? Ci vuole proprio che sto morendo per farlo! Ma forse no…..spero che in quel momento nessuno si sogni di pensare ad andare a comprare la pasta fresca!

Stamattina è una domenica particolare, ieri sera è tornato Maurizio e voglio preparare un piatto speciale per lui! Lui si cucina da solo e i ravioli non può certo farseli a casa. Ma stamattina c’è un ma…..e come li faccio i ravioli se in frigo non ho né carne né ricotta?

Niente paura, i ravioli si possono fare anche con le verdure o le patate mescolando profumi o spezie. Io ho aggiunto la robiola, le noci, il rosmarino, il timo, il parmigiano reggiano e per dar loro un po’ di colore due foglioline di bieta rossa coltivata in un vasetto.

E come li posso condire? Con una salsa besciamella all’olio extravergine di oliva, farina di riso e polpa di zucchine che ho messo da parte dopo aver usato solo la parte esterna più dura per farle ripiene. Normalmente la si scarta per avere le zucchine più croccanti, io invece le uso per fare creme o salse.

Ecco come ho fatto i ravioli di patate e robiola e noci al profumo di rosmarino e timo.

Ho tagliato quattro patate a fettine e le messe con un filo di acqua in una ciotola e messa a cuocere a microonde. Ma possiamo farlo nella pentola sempre con poca acqua perché non devono assorbirne molta, le ho scolate e fatte raffreddare. Nel frattempo ho fatto la pasta con farina 0 e farina di semola rimacinata di grano duro e le uova di galline felici 😀. L’ho lasciata riposare e ho ripreso le patate alle quali ho aggiunto, la robiola, il sale, il rosmarino e timo tritati molto fini, il parmigiano reggiano e alcune foglioline di bieta rossa crude macinate insieme alle noci. Ho assaggiato per il sale e ho cominciato a stendere la pasta con la macchinetta della pasta. Ho fatto dei mucchietti con un cucchiaino e ho chiuso a ravioli.

Ho preparato la salsa besciamella con un cucchiaio di farina di riso ma può andare bene anche una farina 0 o 00, messa nella ciotola insieme ad un bicchiere di acqua, mescolato per sciogliere i grumi e ho fatto cuocere a microonde fino ad addensare. Ho unito un filo di olio extravergine e la polpa delle zucchine ed ho finito di cuocere a microonde. Ho frullato per ottenere una salsa ed ho aggiunto il parmigiano reggiano. Se non usiamo il microonde, la salsa besciamella possiamo farla nella stessa padella che useremo per saltare i ravioli. Faremo prima cuocere la polpa delle zucchine con poca acqua, le frulleremo e finiamo la cottura unendo la farina di riso o 0 e l’acqua giusta che serve ad ottenere una cremina. Io faccio prima ad usare il microonde.

Ho fatto cuocere i ravioli nell’acqua salata, li ho scolati e li ho ripassati in padella con la salsa besciamella alle zucchine. Mescolato e portato in tavola.

Buoni e cremosi e diversi dai soliti ravioli!

Buona vita, buoni ravioli di patate e robiola con le noci❤️

Le foglioline delle bietole rosse in vaso

Torta salata alla birra con zucchine, fagiolini, scamorza e pomodorini confit

No pane…..no mangi!!!

No pane…..no mangi😂😂😂ma niente paura perché impasti farina integrale e 0 unisci la birra bionda come sono io….finta😂😂l’olio extravergine di oliva, sale, timo e un pizzico di lievito per torte salate. Impasti molto morbidamente, stendi con le dita, fai “un sólà” di zucchine grigliate leggermente, un “sólà” di fagiolini sbollentati, un sólà di scamorza metti in forno fai cuocere ed infine metti i pomodori confit! Niente pane…..pizza salata sì! E poi ci sono molti “sólà” di verdure 🍅 🍆🌶🥭

Ecco come si fa un impasto morbido e alla birra bionda.

Ingredienti

200 grammi di farina 0

100 grammi di farina integrale

birra bionda quanta ne serve per ottenere un impasto morbido da stendere con i polpastrelli delle mani

Tre cucchiai di olio extravergine

Sale

Un cucchiaino di lievito per torte salate pizzaiolo

Timo o altra erba aromatica

Pomodorini confit

Zucchine grigliate

Fagiolini già cotti

Scamorza

Preparazione

Prepariamo i pomodorini confit tagliandoli a metà, li mettiamo sopra una lastra foderata con un foglio di alluminio e con sopra un filo di olio extravergine, li saliamo, spolveriamo di zucchero di canna e uniamo foglioline di timo o maggiorana. Li mettiamo a cuocere a 150 gradi fino a quando diventano caramellati, oppure se vogliamo fare in fretta, in padella antiaderente, fino a quando risultano croccanti.

Le zucchine a fette le mettiamo a grigliare sotto il grill oppure nel forno a microonde con la funzione crisp.

Sbollentiamo i fagiolini in acqua bollente salata e li scoliamo per bene.

Nella planetaria mettiamo le farine, il sale, il timo e il cucchiaino di lievito per torte salate, la birra e l’olio extravergine, L’ impasto deve essere morbido da stendere con i polpastrelli delle mani sopra uno stampo foderato con la carta forno facciamo il primo strato con le zucchine, un pizzico di sale ed un filo di olio extravergine, un altro con i fagiolini tagliati in pezzi, la scamorza a fette. Richiudiamo il bordo sopra le verdure e mettiamo a cuocere a 180 gradi per quasi un’ora. Il bordo deve risultare dorato, poco prima della fine della cottura mettiamo sopra i pomodorini confit e rimettiamo in forno per cinque minuti. Spegniamo il forno e serviamo la torta salata calda o fredda.

La torta salata alla birra può essere servita anche come antipasto rustico o a merenda.

Buona vita, buona torta salata alla birra ❤️