Autore: sunusaix

Torta all’acqua con cioccolato fondente e arachidi

Le arachidi, per noi in dialetto petriolese le “nucèlle”, buone e saporite una tira l’altra come le ciliegie.

Se ti metti seduta comoda comoda sul divano, pur prendendo tutte le precauzioni, ti rendi conto solo quando ti alzi in piedi del disastro che c’è sotto i tuoi piedi dopo averne sgranocchiate una certa quantità.

È in quel momento che ti viene voglia di preparare un dolce al cioccolato fondente morbidissimo, umido e con le noccioline che lo renderanno insieme croccante al punto giusto, strepitoso ed unico come sapore.

Il ciambellone non ha né latte né burro, solo olio di girasole ed acqua.

Io ho usato lo stampo del ciambellone, credo però di aver sbagliato perché quando l’ho sfornato per la sua morbidezza si è spezzato. Meglio usare uno stampo per torte di 20/22 centimetri foderato con la carta forno.

Proviamo a farlo. Facile e veloce.

Questi sono gli ingredienti

335 grammi di acqua

150 grammi di zucchero di canna

80 grammi di cioccolato fondente a pezzetti

200 grammi farina 0

25 grammi di arachidi frullate finemente

80 grammi di olio di girasole

Una bustina di lievito per dolci

Preparazione

Scaldiamo nel pentolino l’acqua e lo zucchero di canna, mescoliamo ed uniamo il cioccolato fondente a pezzetti, lasciamo sciogliere il tutto e frulliamo per togliere i grumi. Lasciamo freddare, setacciamo la farina insieme al lievito, uniamo le arachidi frullate finemente ed infine il composto di acqua e cioccolato fondente. Mescoliamo bene e versiamo nello stampo rotondo foderato di carta forno, decoriamo a piacere con le arachidi e mettiamo a cuocere a 170 /180 gradi per 40 /45 minuti. Regoliamoci con la cottura perché ogni forno ha una diversa temperatura. Se vediamo che la superficie scurisce, copriamo con un foglio di alluminio. Facciamo la prova dello stecchino che deve uscire asciutto. Spegniamo il forno e lasciamo freddare il dolce.

Sforniamo delicatamente il dolce e cospargiamo di zucchero a velo.

Dolce ottimo buono anche per chi segue una dieta vegana.

Buona vita, buona torta all’acqua al cioccolato fondente e arachidi ❤️

Panini o pagnottelle all’olio di s. Antonio

A sand’Andò se non ha sbiangato sbianga!

A s. Antonio se la neve non e arrivata, arriverà.

Sant’Andò de la varba bianga,

de la nè’ ne porta tanda.

S. Antonio con la barba bianca, porta tanta neve.

Detti popolari petriolesi e dintorni per il giorno della festa di s. Antonio.

Il 17 gennaio è la festa di s. Antonio protettore delle bestie, i nostri amici a quattro zampe e non… pure quelli a due e che volano.

Un giorno di un’epoca che non c’è più, il giorno di s. Antonio, di buon mattino ci si recava ad ascoltare la messa solenne per onorare s. Antonio protettore delle bestie, oggi per andare incontro alla popolazione tale festa viene spostata la domenica perdendo tutto il suo fascino. Finita la messa fuori nella piazzetta di s. Martino si davano inizio ai riti popolari, si benedivano i panini anzi le pagnottelle così si chiamano anche oggi, e gli animali di ogni genere infiocchettati e accompagnati dai contadini anch’essi “rvistiti” a festa per l’occasione.

A benedizione terminata si dava inizio agli spari. Chi poteva doveva lasciare una piccola offerta un piccolo gesto che serviva per i più bisognosi ed in cambio riceveva il calendario campagnolo di s. Antonio. Il calendario utile per conoscere le feste, appuntare date da ricordare e conoscere le fasi lunari, veniva appiccicato sulla porta di ogni stalla con l’appiccicasanti una colla fatta di farina ed acqua.

Il pane benedetto doveva essere mangiato facendosi il segno della croce e bisognava mescolarlo al pastone di tutti gli animali posseduti in campagna.

Purtroppo questo santo protettore delle bestie, non era assolutamente ben visto dalle “fandelle”, le ragazze da marito, prendere la sua benedizione significava per loro rimanere per s. Sant’Andò, cioè zitelle.

La sera il santo Anacoreta portava ai bimbi marchigiani “lu vecchiò”, il befanone carico di un sacco ripieno di frutta come arancia e mandarini, caramelle e qualche giocattolo per i più fortunati. ”

Gli antichi credevano che “lu vecchiò”, aprisse la strada al carnevale.

Sant’Andò: N’ora e’m-po!

A Sant’Antonio le giornate si allungano di un’ora e un po’.

Ricordiamoci le nostre tradizioni, non lasciamo che le nostre menti diventino offuscate pensando che il passato non serva più a niente! Sarebbe davvero un peccato, nessuno più in avvenire saprà raccontare quello che eravamo!

Allora ritorniamo a preparare questi deliziosi panini e gustiamoli con salumi o farciti di crema pasticcera o al cacao. Un’altra tradizione racconta che in ogni mezzo panino una volta si nascondeva un cioccolatino.

Prepariamo i nostri panini facendo per prima fermentare nella ciotola un cucchiaino di lievito secco mastro fornaio con un un cucchiaino di zucchero e 250 grammi di acqua e lasciamo tutto nel forno spento fino a quando in superficie si presenta una bella schiuma.

Nella ciotola della planetaria o sopra la spianatoia mettiamo 200 grammi di farina Manitoba o di forza w 360 con altri 400 grammi di farina 0, uniamo il lievito fermentato, altra acqua quanta ne serve per ottenere un impasto morbido. Lasciamo lavorare per qualche minuto ed uniamo un cucchiaino di sale fino e 50 grammi di olio di girasole o extravergine di oliva, a me piace di più il sapore di quello di girasole. Lasciamo impastare per bene e quando l’impasto si stacca dalla ciotola è pronto. Lo togliamo e lo mettiamo coperto dalla pellicola nel forno spento ma con la lucetta accesa.

Al raddoppio sgonfiamo la pasta lavorandola per renderla setosa e morbida, tagliamo tanti pezzetti dal peso di 50 grammi, lavoriamo ogni pallina e poniamo una volta finite tutte le palline sopra una ladra foderata di carta forno. Lasciamo lievitare fino al raddoppio.

Mettiamo a cuocere a 180 gradi per mezz’ora più o meno. I panini devono essere dotati non facciamoli scurire. Spegniamo il forno e lasciamo freddare.

I panini sono buoni col salato e con la marmellata o la cioccolata. Non aspettiamo la festa di s. Antonio per prepararli!

Buona vita, buoni panini di s. Antonio ❤️

La crescia co’ li sgriscioli ovvero i grasselli

Pizza o cresciola o crescia sono i nomi con i quali chiamiamo la stessa preparazione. È la pizza fatta con lo strutto e i grasselli o i ciccioli del maiale. È tipica delle Marche, specialmente del pesarese e del maceratese.

All’epoca dei nonni, la crescia veniva cotta sopra “la pianca “, il pavimento del focolare pulito dalla cenere e sempre dopo aver cotto il pane. La crescia diventava bella croccante pronta per essere gustata con verdure selvatiche “l’erbe tróate”, o con i cavoli lessati e “strascinati”, in padella di ferro nero insieme a pezzetti di lardo fresco o mantenuto sotto sale.

All’epoca dei nonni , la sera si metteva il lievito, si mescolava il lievito con farina ed acqua calda, si formava un impasto piuttosto morbido, si incideva con la punta di un coltello a forma di croce, dopo aver disegnato in aria con la mano destra tre croci, si lasciava riposare al caldo dentro la conca della madia, se era d’inverno veniva messo uno scaldino o la monaca! Il mattino seguente la massaia riprendeva l’impasto, lo lavorava energicamente di nuovo con farina ed acqua calda ed una volta bello compatto e liscio lo divideva in più parti per formare pagnotte o pizza, la crescia, “la crescia con li sgriscioli”, ovvero i grasselli.

Tutto questo per raccontare come si fa “crescia co’ li sgrisciuli “che altro non è che la pizza con i grasselli o i ciccioli quei pezzetti di buon grasso croccante che si ricavano dallo scioglimento di alcune parti del maiale e che una volta tirati su con la schiumarola, lasciano una crema liquida trasparente che sarebbe lo strutto!

Questi due ingredienti sono molto saporiti e rendono la pasta della crescia quasi sfogliata.

Oggi non sono quasi più alla portata delle nostre case, il maiale non viene macellato privatamente, ma i grasselli e lo strutto si possono comprare dal macellaio di fiducia! Se li troviamo possiamo conservarli in frigo o in congelatore porzionato in 100 o più grammi.

Ora passiamo ad elencare tutti gli ingredienti

Ingredienti

600 gr di farina 0

Un cucchiaino di lievito di birra disidratato oppure meno di un quarto di un cubetto di lievito di birra, vi assicuro che ne basta poco.

Quattro cucchiai di strutto

100 o 200 gr a vostro gusto di grasselli io ne ho messi 100 perché l’ho lasciati per fare la crescia un’altra volta

Latte quanto basta per ottenere un impasto morbido

Sale

Un cucchiaino di zucchero

Pepe

Buccia di arancia

Preparazione

Per prima cosa prepariamo il lievito mettendone un cucchiaino in una tazza insieme ad un cucchiaino di zucchero e 100 gr di acqua. Lo lasciamo un’ora dentro il forno spento a farlo maturare. Quando vedremo delle bollicine in superficie è pronto.

Mettiamo nella ciotola della planetaria la farina, il lievito, l’acqua poca alla volta, lo strutto e lasciamo che tutto si impasti per bene, fermiamo la planetaria toccando la pasta che se sarà morbida uniremo il sale, se risulterà dura aggiungiamo il latte sempre poco alla volta. Ci vorranno dieci minuti, dovremo già vedere le pareti della ciotola pulite, allora uniamo i grasselli ed il pepe, lasciando ancora lavorare per amalgamare tutti gli ingredienti, uniamo la buccia di arancia e continuiamo ancora per alcuni minuti. Togliamo la pasta che lavoreremo ancora un po’ sopra la spianatoia. Formiamo una palla che rimetteremo nella ciotola, facciamo una croce sopra la superficie e infiliamo tutto dentro un sacchetto per surgelati. Lasciamo che lieviti fino al raddoppio dentro il forno spento.

Riprendiamo la pasta che lavoreremo per sgonfiarla un po’ e tagliamo tre pezzi. Li facciamo girare sopra la spianatoia con le mani unte di olio e aspettiamo che lieviti ancora per mezz’ora. Ungiamo tre teglie o le lastre le infariniamo e con le mani stendiamo ogni pezzo di pizza che deve essere di un centimetro e mezzo.

Questo tipo di crescia deve essere alto di spessore. Mettiamo ancora a lievitare e quando vedremo che sono cresciute di altezza le mettiamo in forno a 180 gr per circa 20/25 minuti, la superficie deve diventare bella dorata.

Per la cottura io metto due griglie una sopra il primo piano inferiore ed un altro sul penultimo superiore. Quando la pizza di sopra è dorata, cambio mettendo quella sotto sopra è quella sopra sotto. In questo modo si ottiene una perfetta cottura.

Se vogliamo fare la crescia a mano, impastiamo tutti gli altri in una larga ciotola, farina, lievito, un cucchiaino di zucchero, strutto, latte, grasselli sale e pepe e buccia di arancia. Lavoriamo per ottenere un bell’impasto morbido e setoso. Lo lasciamo lievitare dentro la stessa ciotola infilata nel sacchetto e poi nel forno spento. Al raddoppio lavoriamo per sgonfiare un po’, tagliamo in tre parti e stendiamo sopra le teglie. Mettiamo a lievitare di nuovo per mezz’ora e a cuocere come descritto sopra!

Questa crescia o pizza, può essere buona tagliata a quadretti è una volta riscaldata farcita con salumi. Buona anche come un antipasto! Se vi avanzeranno gli sgrisciuli o grasselli e lo strutto teniamoli in frigo per poterlo usare anche nelle stagioni che verranno!

Buona vita, buona crescia co li sgrisciuli!

Manteniamo sempre le nostre tradizioni popolari gastronomiche!

Se si perderanno nessuno più potrà raccontarcele! ❤️😭

Scioglimento del grasso di maiale budelli di strutto

Fusilli alla crema di pere e radicchio rosso con noci

Il nostro piatto del giorno, come spesso succede, è preparato molto velocemente nel tempo che cuoce la pasta.

Oggi avevamo il radicchio rosso appena raccolto e gelato per la temperatura andata a finire a meno 2 di notte, delle pere che stavano avanti di maturazione, prodotti giusti per la pasta dal sapore amaro e dolce e croccante per le noci.

Abbiamo cotto le pere a fettine in olio extravergine di oliva ed erbe aromatiche, unito il radicchio rosso tagliato a filetti, le noci e spadellato i fusilli insieme ad una bella spolverata di formaggio di capra. Buon piatto che riscalda corpo e spirito.

Insieme abbiamo preparato dei crostini col nostro pane quotidiano di farine diverse e fettine di pecorino spolverati con le arachidi! Insalata mista ed il pranzo è fatto!

Buona vita, buon pranzo❤️

Pane nostro quotidiano

Cosa c’è di più bello e rilassante da fare in cucina?

Impastare, impastare, aspettare, guardare come una bambina un impasto di acqua e farina diventare una meraviglia di pane dal sapore e profumo unici al mondo.

Il canto del pane appena uscito dal forno, aspettare che si asciughi per poterlo tagliare a fette e morderlo così da solo senza companatico e godere semplicemente!

Questa è la mia più grande passione! Caterina ha lasciato il segno! ❤️

Il mio pane, il nostro pane naturale è fatto con un lievito madre Assuntino nato più di dieci anni fa.

Ci ho messo parecchio tempo prima di poter ottenere un pane mangiabile. Potevo anche smettere di farlo, non mi sono arresa. Devo sicuramente imparare ancora, non sono andata a scuola da nessuna parte e solo continuando e impastando ancora otterrò migliori risultati.

Questo è il mio, il nostro pane naturale quotidiano ❤️

Buona vita, buon pane naturale quotidiano con il lievito madre Assuntino ❤️

Alcuni di questi pani hanno estratti di melagrane, di zucca o di altri tipi e frutta secca.

Sbriciolata alle tre farine di nocciole di castagne e integrale con marmellata di lamponi

Finite le feste natalizie, si potrebbe cominciare a fare meno dei dolci per smaltire tutto il ben di Dio ingurgitato nei tanti giorni passati insieme ai propri cari ed amici.

Non so voi, io però non ho sgarrato più di tanto, praticamente solita alimentazione con qualche boccone in più di panettone e di torrone. Non sono una che aspetta le feste per mangiare di più perché mi farebbe star male. Quindi nessun senso di colpa se mi gusterò una fettina di questa deliziosa sbriciolata rustica quel tanto che basta, croccante per la presenza delle nocciole tritate per renderle come una farina ma non più di tanto, profumata per quella di castagne e deliziosa per la marmellata di lamponi preparata da me qualche tempo fa.

La sbriciolata si fa velocemente senza bisogno di far riposare la pasta.

Ingredienti

200 grammi di farina integrale o ai cereali

50 grammi di farina di castagne

50 grammi nocciole tritate finemente

Due albumi ed un uovo intero o due uova intere. Io avevo gli albumi avanzati e li ho usati

75 grammi di zucchero

30 grammi di olio di girasole

50 di burro oppure solo 75 grammi di olio di girasole togliendo il burro

Buccia di arancia

Un cucchiaino di lievito per dolci

Marmellata di lamponi quanta ne serve per ricoprire la superficie

Preparazione

Mettiamo nella ciotola della planetaria o sopra la spianatoia le farine, il cucchiaino di lievito per dolci e lo zucchero, lasciamo mescolare grossolanamente ed uniamo gli albumi, l’uovo, la buccia di arancia, lavoriamo unendo il burro morbido e l’olio di girasole oppure 75 grammi di solo olio sempre di girasole, lasciamo che si amalgami e finiamo di lavorare il composto con le mani.

Foderiamo uno stampo di 22 /24 centimetri con la carta forno, ricopriamo il fondo di pasta sbriciolata con le mani senza matterello, uniamo la marmellata di lamponi e finiamo ricoprendo la superficie con le briciole di pasta.

Mettiamo a cuocere a 170/180 gradi per 35/40 minuti. Regoliamoci sempre con la temperatura del nostro forno, ognuno ha una cottura diversa.

Lasciamo freddare la sbriciolata e sformiamola sopra un bel piatto. Questo dolce ha un sapore eccezionale per la presenza delle tre farine tutte decisamente con un profumo deciso.

Buona vita, buona sbriciolata alle tre farine e marmellata di lamponi ❤️

Polpettine di ricotta cavoli, rape e cuore filante di emmentaler

Non sai cosa cucinare per cena? Niente paura, in frigo c’è della buona ricotta, le verdure cavoli neri, viola e rape appena raccolte sono scolate e fumanti le tagli finemente, unisci due uova, pane grattugiato e 200 grammi di ricotta parmigiano reggiano e erbe aromatiche. Mescoli per bene per formare delle polpettine, metti al centro due tre pezzetti di emmentaler e chiudi per sigillare e non far scappare il formaggio. Metti a cuocere a 180 gradi fino a quando diventano belle dorate e croccanti girandole a metà cottura. Spegni il forno e metti in tavola e te le magni!

Buone, molto buone e se abbondano in proteine ci sono le fibre delle verdure che ci fanno bene.

Ho dimenticato di dirvi che le polpettine sono ottime anche come antipasto accompagnate da olive ripiene e tanti stuzzichini.

Buona vita, buone polpettine di ricotta verdure con cuore filante di emmentaler ❤️

Zuccotto con crema di mascarpone e moscato d’Asti

Siamo alla fine di tutte le feste natalizie, domani sarà l Epifania e in ogni casa ci saranno sicuramente avanzi di pandoro panettone torrone e altri tipi di dolci i frutta secca. Avremo anche dello spumante che forse potrebbe finire nel lavandino ed invece lo useremo per fare una deliziosa crema che arricchirà del buon mascarpone.

Per fare uno zuccotto , foderare una ciotola con pellicola e fare strati di fettine di pandoro o panettone inzuppate di moscato d’Asti scaldato con un po’ di zucchero e vaniglia, di crema di mascarpone, cospargere di pezzetti di torrone o di cioccolato fondente o di marron glacé o di frutta secca, fino a chiudere con le fette di pandoro o panettone inzuppate di spumante.

La crema di moscato d’Asti la facciamo così.

Mettiamo a scaldare 300 grammi di latte intero o scremato, uniamo 100 grammi di spumante e la vaniglia, montiamo quattro rossi di uova con 150 grammi di zucchero, 50 grammi di fecola e mescoliamo per ottenere una crema liscia.

Versiamo il composto nel latte e lo spumante e cuociamo la crema sempre mescolando. Spegniamo il fuoco e lasciamo freddare coprendo la superficie con la pellicola.

Lavoriamo 200 grammi di mascarpone con 300 grammi di panna semi montata leggermente zuccherata ed uniamo la crema di moscato d’Asti. Montiamo i composti con la frusta e usiamo la crema per ricoprire le fette di dolce e comporre lo zuccotto.

Mettiamo lo zuccotto a congelare per qualche ora e sformiamolo togliendo la pellicola sopra un bel piatto. Potremo ricoprire la superficie con la crema di mascarpone, con del cocco o con lo zucchero a velo. Decoriamo con cioccolato fondente a scaglie o con frutta secca o con torrone sbriciolato. Mettete la vostra fantasia!

Siamo alla notte della festa dell’Epifania ed allora come vuole una tradizione mettiamo dentro lo zuccotto una sorpresa, magari un cioccolatino o una caramella. Chi la troverà sarà benedetto dai re Magi!

Buona festa dell’Epifania!

Buona vita, buon zuccotto alla crema di mascarpone e moscato d’Asti ❤️

Torta di pandoro alla crema di spumante con marron glacé e cioccolato fondente

Avanzano spumante, pandoro o panettone o un pan di Spagna, facciamo la crema con lo spumante e farciamo i dolci mettendo marron glacé o cioccolato fondente!

Come si fa la crema allo spumante?

Montiamo otto tuorli con 160 grammi di zucchero, uniamo 1/2 litro di spumante, mettiamo a cuocere o a bagnomaria o a microonde mescoliamo fino ad addensare come una crema inglese e lasciamo freddare. Montiamo 500 grammi di panna e la uniamo piano piano alla crema.

Tagliamo a fettine il pandoro o il panettone, le sistemiamo sopra uno stampo foderato di pellicola le bagniamo con lo spumante fatto scaldare con un po’ di zucchero e vaniglia, spalmiamo la crema di spumante, uniamo pezzetti di cioccolato fondente o marron glacé o torrone, facciamo altri strati e chiudiamo con le fettine di pandoro o panettone. Mettiamo a congelare per qualche ora, tiriamo fuori la torta la sformiamo sopra un bel piatto e decoriamo con scaglie di cioccolato fondente e fettine di arancia fatta cuocere con miele e zucchero. Le arance si possono cuocere a microonde dentro una ciotola con un filo di acqua miele e zucchero, sono pronte quando diventano morbide e lucide.

Allo stesso modo possiamo fare uno zuccotto foderando una ciotola con pellicola e facendo strati con la crema allo spumante.

Buona vita, buona torta di crema di spumante e soprattutto buona Epifania che tutte le feste di porta via! ❤️