limone

Pesche, fichi, mele, zucca, ciliegie, cachi, limoni, zenzero canditi alla vaniglia


Mettiamo l’estate e i suoi dorati frutti in barattolo.

Un lavoro un po’ lungo, che richiede pazienza ma che alla fine, ci dà soddisfazione e soprattutto tanta dolcezza. La frutta così candita, immersa nel suo sciroppo, mantiene il sapore ed il profumo e resta soda. Meglio di quella sciroppata che a volte, nell’aprire il suo barattolo, troviamo un prodotto troppo molle e viscido. Provate questa preparazione buona per tutta la frutta. 

Ingredienti

1 kl. e 200 gr. di pesche spaccatelle sode, o fichi verdi con la buccia o mele sode o ciliegie o zucca o cachi mela

1 kl. di zucchero semolato

Semi di vaniglia

1 limone

3 dl di acqua
Preparazione

Dopo aver lavato e asciugato le pesche, mettiamole a bollire per pochi minuti in acqua bollente con il succo del limone. Scoliamole, lasciamole asciugare sopra una griglia coperta da un canovaccio. Dividiamole a metà, togliendo il nocciolo. Prepariamo lo sciroppo facendo sciogliere 2 /3 dello zucchero e i semi di vaniglia, a fuoco dolce, mescoliamo continuamente fino a quando si formeranno sulla superficie grosse bolle. Spegniamo e versiamo lo sciroppo sulle pesche, o fichi con la buccia o mele a fette che avremo messo in una pirofila. Copriamo con un tovagliolo e lasciamo riposare per una notte. Il giorno dopo mettiamo solo lo sciroppo a bollire di nuovo unendo il terzo di zucchero, mescoliamo e aspettiamo che si formino le grosse bolle. Spegniamo e versiamo lo sciroppo sulla frutta contenuta nella pirofila. Riposo per una notte e ripetiamo la stessa operazione per due o anche tre volte. Vedremo che sono pronte, quando la frutta è lucida e soda. Lasciamo riposare con lo sciroppo per due tre giorni mescolando da sotto a sopra per far sì che non resti scoperta e rischi di seccare. Invasiamo su vasi sterilizzati e freddi copriamo la frutta per bene con il suo sciroppo e mettiamo in un posto buio e asciutto. Aspettiamo almeno un mese prima di consumare. Ottima per il gelato, con lo yogurt o nei dolci.

La  marmellata  di Galeno Marmellata  di  mele  cotogne  e  radici di cicoria

Alla ricerca dei capolavori gastronomici marchigiani perduti

La marmellata di Galeno

Questa è una particolare marmellata amara di mele cotone e radici di cicoria. Cotogne e cicoria sono ricche di sostanze benefiche soprattutto per l’apparato digestivo, nelle radici si trova l’inulina una sostanza che favorisce l’azione dello sviluppo della microflora intestinale. Non a caso le virtù di queste due piante, erano menzionate nella medicina galenica in epoca romana tanto è vero che la marmellata era destinata a chiudere un lauto pasto come digestivo. La patria di questa marmellata, era un delizioso paese del maceratese, Ussita, purtroppo distrutto dal terremoto di un anno fa. Non si trova traccia di ricetta sulla rete, solo accenni storici! È certamente molto particolare, però vale la pena farla conoscere e recuperare la produzione di un prodotto tradizionale ed antico. Forse qualche azienda lo farà! Oltretutto avendo come ingredienti la mela cotogna e la radice di cicoria, non può che essere una preparazione sana e naturale. Come fare allora per preparare questa capolavoro antico che sembra tutto meno che una marmellata? Sperimentare, assaggiare e far provare al giudice di casa nostra. È l’unico con un naso ed un palato, superiori ai più. Basta che apra la porta di casa, per capire e sentire il suo autorevole parere su ciò che bolle in pentola. Mi sento per questo, molto fortunata! Ricordiamo che una ricetta della nostra tradizione, non può andare perduta.

Ingredienti

Mele cotogne in maggior quantità

Radici di cicoria a piacere

Zucchero 350 gr. per un kl. di prodotto

Succo di limone

Grappa o mistrà

Preparazione

Tagliamo a pezzi le mele cotogne e la cicoria dopo averle lavate, uniamo il succo del limone e lo zucchero, versiamo in una pentola. Mescoliamo bene e lasciamo a riposare per alcune ore. Mettiamo a bollire a fuoco lento fino a quando tutto è diventato morbido. Passiamo al passaverdure, per ottenere una purea che rimetteremo a cuocere mescolando di continuo per non farla attaccare. Controlliamo la cottura come si fa con le marmellate, mettendone un cucchiaino sul piattino. Se la consistenza è giusta, invasiamo, aggiungiamo il liquore e accendiamo facendo attenzione a non bruciare noi. Chiudiamo con i loro coperchi e copriamo con un canovaccio abbastanza spesso. Una volta ottenuto il sottovuoto, riponiamo in un luogo scuro.

Se vi piacciono le spezie, potete unire ad una parte, chiodi di garofano, bacche di ginepro, cardamomo, anice stellato e cannella. Potete mettere tutte le spezie in un sacchettino di tela che toglierete a fine cottura. Io l’ho trovata ancora più buona, molto aromatica con il retrogusto di amaro.

Variante con le noci, che potete mettere quasi alla fine della cottura. Unica precauzione, consumarla presto per non incorrere nell’arrancidimento delle noci stesse.

Variante con le pere e le stesse noci.

Fatemi sapere, se vi verrà la voglia di preparare questa rara e particolare marmellata.

Buona vita, buona marmellata di cotogne e radici di cicoria.

Fichi  sciropposi  al  miele. 

Conserviamo l’estate in barattoli con i fichi maturati in questa bollente estate  

Ingredienti

1 kl. di fichi freschi sodi

200 gr di miele

Succo di un limone

Grappa o rum o limoncello

Dopo aver lavato i fichi, mettiamoli a strati con un taglio a croce sulla punta, con il miele ed il succo del limone nella pentola e lasciamoli in infusione per tutta la notte. La mattina facciamo cuocere a fuoco lento fino a quando avranno assorbito tutto il miele e saranno diventati dorati. Mettiamoli nei vasi sterilizzati, copriamo con grappa o rum o altro liquore, tipo limoncello. Sigilliamo con un dischetto di carta forno, chiudiamo con i loro coperchi e riponiamo al buio. Aspettiamo almeno 2 mesi prima di gustarli da soli o con una crema zabaione.

Marmellata di zucca, banane agli agrumi e limoncello

Tempo di zucche. Se Dio vuole che arrivino sulle nostre tavole prima che secchino per colpa della siccità.

MARMELLATA DI ZUCCA E BANANE, AROMATIZZATA AGLI AGRUMI E VANIGLIA AROMATIZZATA AL LIMONCELLO.

Ingredienti:

1 kg di zucca, 500 gr di banane, 750 gr di zucchero di canna integrale, succo e buccia di un limone e di un arancio biologici, una bacca di vaniglia, limoncello.

Procedimento:

tagliare la zucca a pezzi non troppo piccoli e metterli in una pentola. Unire lo zucchero, il succo di un limone e dell’arancio, la buccia grattugiata e i  semi di vaniglia.

Cuocere fino a che la zucca si presenti morbida. Frullare il.tutto ad immersione, aggiungere le banane a pezzetti e finire di cuocere mescolando spesso. Fare la prova del piattino e se la consistenza è giusta, invasare nei vasetti sterilizzati al forno. Prima di chiudere con i loro tappi, unire un goccio di limoncello o amaretto. Capovolgere i vasetti per ottenere il sotto vuoto.

Buona, buona e solare. Sarà un dono dell’estate quando nel grigio dell’inverno, potremo gustare la marmellata col pane o nella crostata.

Marmellata  di  pomodorini,  limoni  e zenzero candito

Pomodorini, non solo per piatti salati o conserve. Buone sono le marmellate con ingredienti freschi e magari piccanti. Per esempio, quella col peperoncino e curcuma. Provate a mangiarla con formaggi o anche sopra una pizza con la superficie ricoperta di taleggio.È una pizza divina.

Marmellata di pomodorini datterini con limone e zenzero

1 kl di pomodoini datterini oppure di pomodori rossi maturi

1/ kl di limoni bio

750 gr. di zucchero integrale di canna.oppure mezzo kl.

Zenzero candito a piacere

Un bicchiere di acqua
Mettere i pomodorini o pomodori tagliati a pezzetti, il succo dei limoni, lo zucchero il bicchiere di acqua nella pentola e far cuocere fino a quando i pomodori diventano

morbidi. Passate al passaverdure, a questo punto, unire le bucce dei limoni tagliate a strisce, stando attenti a non mettere pure l’albero, proseguire la cottura a fiamma bassa, fino a quando le scorze dei limoni sono diventate morbide. Unire lo zenzero candito e finire la cottura fino alla prova del piattino.

Per fare lo zenzero candito, dopo averlo tagliato a fettine sottili, farle bollire fino a quando sono cotte. Pesarle e mettere lo zucchero dello stesso peso dello zenzero, in una padellina, farlo sciogliere e poi bollire fino a quando si formano delle piccole bolle, unire allora le strisce dello zenzero e mescolando, fate assorbire lo zucchero completamente. Con le pinze, tirarle su e fare asciugare su carta forno. Quando la marmellata è pronta, invasare nei vasetti sterilizzati, chiudere con i.loro coperchi e metterli capovolti fino al raffreddamento.

Fichi sciropposi e uvetta alla grappa o al caffè

Per fare la frutta sciroppata ci vogliono tempo e voglia. C’è chi come me, non ha voglia e tempo. Allora si prende la scorciatoia. Si prepara sciropposa e il gioco è fatto.

Fichi sciropposi con uvetta alla grappa o al caffè.

È una preparazione veloce, basta un po’ di volontà.
Un kl. di fichi bianchi e sodi.

Uvetta a piacere

750 gr. di zucchero bianco o di canna integrale + 250 gr. di miele di acacia

2 limoni

Semi si vaniglia o mezza stecca

Grappa o caffè
Preparazione

Per questa preparazione non ho sbucciato i fichi. Ma se volete potete farlo se non siete sicuri che non siano stati trattati.

In una terrina sistemare i fichi, le uvette, alternando con lo zucchero e il miele, la stecca di vaniglia aperta, il succo di limone e se vi piace, anche un po’ di buccia sopra. Fate riposare per una notte in frigo

Il giorno dopo tirare su i fichi, versare lo sciroppo formatosi, nella pentola e far cuocere fino a quando si formeranno le bolle. A questo punto unire i fichi mescolando delicatamente per non romperli . Far cuocere fino a quando saranno morbidi e trasparenti. Tirare su i fichi e sistemare in una pirofila. Fare addensare lo sciroppo di cottura a calore moderato e quando avrà la giusta consistenza, schiumare se ce n’è bisogno, unire una tazzina di caffè ben ristretto, le uvette lavate oppure la grappa, questa a fiamma spenta. Invasiamo in barattoli sterilizzati, aggiungendo ancora il liquore che dovrà coprire il tutto. Mettere in dispensa al buio. Aspettare un po’ di tempo prima di consumare.

Per una versione veloce sistemiamo i fichi scolati dal loro sciroppo nel piatto crisp e cuociamo con il programma del microonde per alcuni minuti. Lasciamo che riposino un giorno e rimettiamo a cuocere per altri minuti, un altro riposo e sistemiamo i fichi nei vasetti sterilizzati a microonde chiudiamo allo stesso modo di sopra.

Marmellata di  albicocche alla  lavanda  e  lavandello,  liquore alla lavanda

Non è solo utile per profumare la nostra casa o la biancheria. La lavanda regala un tocco profumato e fresco a dolci e piatti salati. Provate a fare una focaccia mettendo in superficie delle foglioline di questa pianta aromatica. È buona, anzi forse di più, che con il rosmarino. Per la marmellata basta fare uno sciroppo di zucchero con alcuni fiori e foglie di lavanda messi in un sacchettino di tela che poi toglieremo prima di aggiungere le albicocche. In questo modo, non avremo i fiori e le foglie, fra i denti, quando mangeremo la marmellata.

Prendiamo un kl. di albicocche belle e sode, le tagliamo e le cospargiamo con 250 gr. di zucchero di canna integrale. Le irroriamo con il succo di un limone e le facciamo riposare per mezza giornata in  frigo. Prendiamo altri 250 gr. di zucchero di canna integrale, lo mettiamo in pentola con mezzo litro di acqua. Inseriamo i fiori e le foglie di lavanda chiusi in un sacchettino e portiamo a bollore fino a quando il liquido si sia ridotto di un terzo. Ora possiamo togliere il sacchettino. Aggiungiamo le albicocche che erano state messe a macerare e lasciamo cuocere mescolando spesso. Quando vedremo che la marmellata è addensata, facciamo la prova del piattino. Ora sta a voi se frullarla o lasciarla a pezzi. A noi piace sentire la polpa sotto i denti. Versiamo in vasetti sterilizzati, chiudiamoli con i coperchi e capovolgere per ottenere il sotto vuoto. È possibile poi fare la pastorizzazione per una trentina di minuti.

Per il liquore basta mettere una manciata di fiori o foglie in mezzo litro di alcool a 95 gr.  dentro un barattolo a chiusura ermetica. Lasciare in luogo buio e scuoterlo ogni tanto per un mese. Se metteremo solo i fiori, il liquore sarà rosso, se solo le foglie, sarà di un bel verde. Prepariamo lo sciroppo facendo sciogliere a fuoco basso, 500 gr. di zucchero con 300 gr. di acqua. Lasciarlo bollire per poco e farlo raffreddare, unirlo all’ infuso di lavanda. Mescoliamo, farlo riposare per un giorno, poi imbottigliamo filtrando con una garza. Tappiamo e degustiamolo dopo un mese.

Marmellata di albicocche al timo o zenzero

Il timo è una piantina aromatica, che adoro. Normalmente la si usa nelle preparazioni salate. Ma come del resto, usiamo il rosmarino, la melissa, la salvia ananas, nei dolci, cosi possiamo fare anche con il timo. Trovo il suo aroma fresco molto piacevole insieme alla dolcezza, ma neanche troppa, per il poco zucchero che c’e in questa marmellata di albicocche. Proviamola con i formaggi freschi, una ricotta o una robiola. E perché no, mettiamola sopra una fresca cheesecake con base di pasta salata e crema di mascarpone. Basta metterne un filo sopra e decorare con foglioline di timo.

ora vi racconto la ricetta facile, facile!

Ingredienti

750 gr di albicocche belle e sode

250 gr di zucchero semolato o integrale di canna

Alcune armelline ( spacchiamo i noccioli e prendiamo le mandorle che sono all’interno )

Un limone

Alcune foglioline di timo o menta o melissa oppure zenzero grattugiato o cannella

Preparazione

Laviamo le albicocche lasciandole asciugare, dividiamole in due e togliamo i noccioli interni che rompiamo per prendere le armelline che serviranno a dare un tocco di amaro alla marmellata. In una pentola mettiamo le albicocche con il succo di limone, lasciamo che riposino alcune ore, possibilmente in frigo, se avrete fretta mettete a cuocere subito a fuoco dolce fino a che la polpa dei frutti diventi morbida. Se le lasciamo riposare, facciamo cuocere dopo la sosta, allo stesso modo descritto sopra, una volta che le albicocche sono morbide, uniamo lo zucchero, le armelline spezzettate e le foglioline di timo o di menta o di melissa o di rosmarino, o lo zenzero grattugiato proseguiamo la cottura schiumando se c’è bisogno, alziamo la fiamma facendo addensare e controlliamo la cottura con la prova del piattino. Io vi do un consiglio che vi permetterà di capire meglio la consistenza di ogni marmellata, lasciatela freddare per una notte nella pentola, la mattina la mescoliamo e faremo la prova del piattino. Se resterà ferma e non troppo liquida la marmellata è pronta. La rimettiamo a bollire e la invasiamo nei vasetti sterilizzati al forno a 100 per una ventina di minuti. Io l’ho frullata ad immersione grossolanamente ma potete lasciarla a pezzi. Una volta invasata se vogliamo possiamo fare una seconda sterilizzazione per 30 minuti a partire dal bollore. Manteniamo la nostra marmellata in dispensa e gustiamola dopo un po’ di tempo. Buona ve lo assicuro da sola o in compagnia.

Ora vi lascio la versione a microonde

Stessa quantità della marmellata descritta sopra

Preparazione

Dopo il riposo della frutta mettiamola in una pirofila con due cucchiai di acqua, copriamo con un piatto, e facciamo cuocere alla potenza massima per tre minuti, sformiamo stando attenti a non scottarci con il vapore, uniamo lo zucchero, mescoliamo, il timo o quello che più vi piace, informiamo di nuovo lasciando cuocere per tre minuti. A metà cottura mescoliamo. Se vi piace più densa lasciare cuocere per altri 5 minuti. Lasciamo riposare un po’ ed invasiamo. Non vi scottate, non fate come me che ogni giorno lascio un impronta da qualche parte delle mani.

Buona vita, buona marmellata di albicocche al profumo di timo!

Buona estate!

L’albero della marmellata di albicocche con le armelline

Forse sarò di parte, ma non ho mai mangiato delle albicocche così dolci e profumate, come quelle dei nostri alberi. Purtroppo, non essendo mai stati trattati, cominciano ad ammalarsi. Non hanno mai subito trattamenti, solo il buon Dio, con le sue buone e cattive stagioni le ha  custodite. Lasciamo stare la natura e godiamo di ciò che ci regala. Il resto, lo vedrà e lo godrà chi verrà dopo di noi. Questo è il ciclo della vita!

Per fare questa buonissima e dolcissima marmellata, ho usato le albicocche appena raccolte con un tocco di sapore di mandorla amara data dalle armelline che si trovano dentro i noccioli della frutta. Normalmente io conservo tutti i noccioli, li uso per dare il profumo ai dolci o ad altre  marmellate con la frutta invernale o per preparare il liquore alle albicocche. Un apricot casalingo, o un albicocchello fatto in casa. Bastano poche armelline, non bisogna abusarne.

Ingredienti

1 kl di albicocche belle e turgide

350/400 gr. o se volete meno, di zucchero integrale di canna o semolato,  in questo caso, è meglio sterilizzare i vasetti dopo averli riempiti

Una decina di armelline con qualche nocciolo intero

Succo di un limone

Preparazione

Dopo aver lavato ed asciugato le albicocche, tagliamole in due. Ricordiamoci di mettere da parte i noccioli che spaccheremo per prendere le armelline. Mettiamo le albicocche, in una terrina,  con lo zucchero, il succo del limone, mescoliamo per amagalmare il tutto e lasciamo che riposi in frigo per una notte. Dopo la macerazione, versiamo nella pentola e far cuocere a fuoco un po’ vivace, mescolando spesso. Se vogliamo evitare questo lavoro, usare la piastra di ferro, così si può tranquillamente fare altre cose, senza che la marmellata bruci. Prima di portare a termine la cottura, aggiungiamo le armelline e i noccioli. Proseguiamo la cottura fino alla prova del piattino tenuto a raffreddare in frigo. In questo modo, se la marmellata è cotta, non scivolerà. Se volete, potrete frullare grossolanamente, ad immersione, togliendo prima i noccioli, no le armelline. A noi piace sentire ancora la frutta, polposa e soda. Decidete voi. Potete cuocere la marmellata a microonde sempre dopo il riposo in frigo delle albicocche. Ci vorrà meno tempo e il risultato è ottimo. Una cosa che faccio sempre io, è lasciare riposare la marmellata ancora un giorno. Dopo fredda, possiamo capire meglio la cottura. Se non lo fosse, potremmo rimettere sul fuoco ancora un po’. Se hanno rilasciato troppo liquido, tiriamo su le albicocche con un mestolo, e rimettiamolo ad addensare unendo poi la frutta. Invasiamo nei vasetti sterilizzati e chiudiamo con il loro coperchio. Lasciarli capovolti per ottenere il sotto vuoto. Per maggior sicurezza, avendo meno zucchero, si possono sterilizzare per 30 / minuti. Riponete in dispensa. Un tocco in più, lo darà un goccio di amaretto di Saronno, o di limoncello.

Marmellata di pesche e zucca all’amaretto di Saronno oppure con le mandorle

Ecco una solare e deliziosa marmellata con le prime pesche e la zucca. Possiamo unire questi due sapori e profumi se, nel periodo delle zucche, le conserveremo pulite e tagliate a pezzi, messe nei sacchettini e poi in congelatore. Per la quantità di zucca, possiamo regolarci a piacere. Più o meno zucca e più meno pesche. Io ho messo un kl. di zucca ed uno di pesche.

Ingredienti

1 kl. di zucca arancione della qualità preferita

1 kl. di pesche mature

750 gr. di zucchero semolato o di canna integrale

2 limoni il succo e la buccia grattugiata

Cannella qb

Amaretto di Saronno qb

Mandorle a filetti,  con qualcuna amara qb

Per le mandorle amare, ora che ci sono le albicocche, mettiamo da parte i loro noccioli. Serviranno a dare quel sapore di mandorle amare, a qualsiasi marmellata o atra preparazione. Possiamo romperne uno o due, cosi da mettere insieme alle normali mandorle.

In una pentola, mettiamo la zucca tagliata a dadini, alternanondoli con  le pesche a pezzi o a pezzetti, lo zucchero, la buccia grattugiata ed il succo di due limoni o uno, la cannella. Lasciamo in infusione e mettiamo in frigo, per una notte.

Il giorno dopo, facciamo cuocere a fuoco moderato, schiumando se è necessario. Quando vediamo che raggiunge la cottura, possiamo frullare la marmellata grossolanamente o lasciarla a pezzi. Ora aggiungiamo le mandorle a filetti e qualcuna amara tolta dai noccioli.  Mettiamo un piattino in frigo ed appena raffreddato, lasciamo cadere un po’ di marmellata. Se questa rimane ferma, è pronta. Se scivola via, prolunghiamo la cottura. Versiamola subito nei vasetti sterilizzati in forno, uniamo un goccio di amaretto di Saronno, chiudiamo con i loro tappi. Capolvogere per ottenere il sotto vuoto oppure lasciamoli dritti coprendoli con un canovaccio. Volendo possiamo sterilizzare paretendo con acqua fredda, per 30/ minuti, da inizio bollore. Riponiamo in dispensa ed aspettiamo il Natale, se ce la facciamo.