Non ho più molto tempo per pubblicare e pensare alle storie di tutta la vita vissuta fin qua.
C’è Sara Futura, la creatura nata a febbraio che mi impegna tutto il giorno, perdersi anche un secondo di lei meravigliosa bimba, vuol dire trovarsela cresciuta senza averla goduta in ogni suo aspetto.
È troppo importante e bello il tempo dedicato a lei, la vita cambia e fa capire che niente è come lei!
Una sola cosa continuo a fare facendo anche i salti mortali, il pane con il lievito madre, magari a tarda notte lo impasto e lo lascio riposare per tutto il tempo necessario.
La vita è un dono, ogni nuova creatura ce lo ricorda.
Buona vita, buon pane nostro naturale!
L’amore è SARA FUTURA ❤️
Pane di semola rimacinata di grano duro Pane con lo yogurt bianco greco ed i semi vari Pane con anche farina di tipo uno e germe di grano duro Pane semplice Pane con anche farina integrale
Che la cheesecake ai mirtilli sia la più buona, non c’è alcun dubbio! Piace a tutti, è facile a farsi e non c’è bisogno di accendere il forno con queste micidiali temperature.
In questa cheesecake non ci sono le uova per renderla più sicura, si mantiene bene per tre o quattro giorni se ci riuscite a mangiarne poca alla volta.
Comunque sia, io vi racconto la ricetta e spero di farvi cosa gradita, come si dice! Poche chiacchiere ed il resto è noia!
Ingredienti
250 grammi di biscotti digestive
120 grammi di burro
Una vaschetta e mezza di Filadelfia, ognuna pesa 220 grammi, in totale sono 330 grammi
Tre cucchiai di zucchero
380 grammi di yogurt bianco greco
50 grammi di latte
8 grammi di colla di pesce
Una vaschetta di mirtilli da 500 grammi
Succo di limone
Un cucchiaio di zucchero
Preparazione
Frulliamo i biscotti con il burro e stendiamoli che un cucchiaio nello stampo foderato di pellicola premendo e livellando bene la superficie. Mettiamo in frigo per un paio di ore.
Per la crema ai mirtilli, mettiamoli a cuocere per pochi minuti nel forno a microonde con il succo di limone ed un cucchiaio di zucchero. Li lasciamo freddare e li frulliamo grossolanamente. Possiamo comunque cuocerli in un pentolino sul gas.
Mettiamo a bagno nell’acqua fredda i fogli di gelatina per una decina di minuti.
Lavoriamo la Filadelfia con lo yogurt, lo zucchero tre cucchiai, io non ne metto molto, voi potete aumentare la dose, uniamo i mirtilli frullati lasciandone da parte un po’ per la decorazione della superficie.
Strizziamo bene la gelatina, mettiamo a scaldare il latte in un pentolino, appena vediamo le bollicine, uniamo la gelatina e mescoliamo per farla sciogliere bene. Uniamola alla crema di Filadelfia e yogurt con i mirtilli e mescoliamo ancora per amalgamare tutto.
Riprendiamo lo stampo e versiamoci sopra la crema di formaggio e mirtilli, livelliamo bene la superficie e mettiamo il dolce in frigo fino al momento di servirlo. Non c’è bisogno di metterlo in congelatore perché la consistenza della crema è giusta e non c’è pericolo che si sciolga.
Al momento di servire il dolce, apriamo la cerniera e delicatamente togliamo la pellicola, appoggiamolo sopra un bel vassoio e decoriamo la superficie con il resto dei mirtilli.
Questo è il dolce tipico dell’estate ed i mirtilli lo rendono unico. Provate per credere!
Potete sostituire i mirtilli con qualsiasi frutta eseguendo lo stesso procedimento.
Si sa quanto sia grande la nostra passione per il pane e per tutti i lievitati in generale. Usiamo il più delle volte il nostro lievito madre che si chiama Assuntino creato 13 anni fa, ne sono passati molti di anni e di pani, partendo dall’inizio possiamo dire di aver fatto qualche progresso anche se ogni tanto, capita proprio di fallire per uno sconosciuto motivo. Non siamo delle maestre di panificazione, usiamo solo oltre alle materie prime di qualità, la nostra esperienza casalinga ed ormai anche l’occhio e sappiamo criticarci se sbagliamo.
Non importa tutto questo discorso, l’essenziale è andare al sodo.
Noi abbiamo molta fantasia nel preparare il pane, certamente il principale è quello di tutti i giorni, semplice lievito madre, acqua farina e sale, poi a seconda delle stagioni possiamo unire spezie, erbe aromatiche e formaggi. Dipende dal momento.
Ecco quindi questo nostro pane alla curcuma, con le erbe aromatiche appena spuntate ed il nostro yogurt bianco greco fatto in casa. Voi potete usare lo yogurt bianco greco che si trova nei supermercati. Sarà buono anche se usiamo al posto suo la ricotta. A voi la scelta.
Ora vi raccontiamo come l’abbiamo fatto.
Ingredienti
150 grammi di farina di semola rimacinata di grano duro
500 grammi di farina 0
Un cucchiaino di lievito di birra disidratato o meno di un quarto di quello fresco
Un cucchiaino di zucchero
Un cucchiaino di sale
Un cucchiaino o a vostra scelta di curcuma
150 grammi di yogurt bianco greco o di ricotta
200 grammi di acqua per attivare il lievito ed altra per ottenere un impasto morbido
Erbe aromatiche, timo, maggiorana, erba cipollina e basilico tutto tritati finemente
Procedimento
La mattina in una tazza mettiamo ad attivare il lievito con un cucchiaino di zucchero e 200 grammi di acqua, lo lasciamo nel forno spento fino a quando in superficie si formano delle bollicine.
Nella ciotola della planetaria o a mano, mettiamo le farine, il lievito attivato, lo yogurt bianco greco, la curcuma, impastiamo aggiungendo poco alla volta, altra acqua quella giusta per un impasto morbido, lasciamo incordare ed uniamo le erbe aromatiche, fermiamo la planetaria e lasciamo riposare per un quarto d’ora. Riaccendiamo la planetaria lasciando impastare un po’ e cominciamo a fare le pieghe in ciotola o sulla spianatoia se lo abbiamo impastato a mano. Tiriamo su un lembo della pasta e lo riportiamo giù chiudendolo in mezzo dell’impasto con le dita della mano. Lo facciamo per tre volte e lo mettiamo a lievitare coperto da un sacchetto per alimenti nel forno con la luce accesa. Ora è caldo lo possiamo lasciare a temperatura ambiente.
Al raddoppio lo sgonfiamo, lo tagliamo in tre parti, che lavoriamo arrotondandoli sopra la spianatoia con il palmo delle mani. Li lasciamo riposare e ripetiamo l’operazione per altre tre volte. Questo lavoro in più è quello che rende morbido il pane. Sgonfiamo e pirliamo, ed allunghiamo ogni pezzo l’ultima volta cercando di chiuderlo bene girandolo con il palmo della mano sopra la spianatoia, formiamo la treccia che metteremo sopra una lastra con la carta forno. Rimettiamo a lievitare fino a quando premendo la pasta con un dito tornerà su lentamente. Mettiamo a cuocere in forno caldo statico a 200 gradi abbassando la temperatura a 180 gradi scalando ogni dieci minuti fino a 140 gradi per quasi un’ora!
Il tempo di cottura può variare dipende dalla temperatura del nostro forno. A metà cottura se la superficie diventa scura, la copriamo con un foglio di alluminio.
Spegniamo il forno e mettiamo la treccia ad asciugarsi sopra una grata. Ricordiamoci sempre che il pane appena sfornato non si deve tagliare perché deve asciugarsi bene. Se lo facessimo diventerebbe ammassato.
Non perdetevi altre ricette di pane profumato cercando di seguirci!
Grazie e a presto!
Buona vita, buon pane alla curcuma ed erbe aromatiche! ❤️
Sono stati i cinesi ad aver impiegato per primi le rose come prodotti commestibili. I petali erano utilizzati per profumare il the, la pasticceria o i liquori. In seguito i romani le impiegarono sia per preparare dei vasetti di rose con i petali schiacciati sia per gustose marmellate con rose intere. In piena epoca medioevale, e siamo nel 1310, la rosa fa la sua comparsa nelle curiosità e tradizioni della regione Champagne per opera di Philippe de Marigny, arcivescovo di Sens. Dal XVI secolo, infine, la Rosa regna sovrana presso i migliori cuochi come dimostrano le numerose ricette che riaffiorano nei libri di cucina e di pasticceria. La definitiva consacrazione giunge dal XVII secolo con l’incremento della produzione e della diffusione dello zucchero.
La raccolta
Nel giardino sono le regine ed in cucina altrettanto, buonissime e profumatissime se le usiamo sotto forma di gelatine, marmellate, composte, sciroppo e liquore nei dolci freddi, nei gelati, nello yogurt bianco greco per una merenda veloce.
I petali delle rose (non trattate) devono essere colti prima della piena fioritura e fatti essiccare rapidamente all’aria. Occorre privare ogni petalo della base che lo lega alla corolla, stenderli accuratamente sopra un canovaccio pulito, rimuovendoli spesso perché possano asciugare bene e in fretta. Riposti in barattoli di vetro, si conservano indefinitamente, ma temono l’umidità che li può corrompere e ammuffire. I frutti, più propriamente detti cinorrodi o bacche, invece, si utilizzano sempre immediatamente, appena maturi. Oltre al loro aspetto davvero grazioso e ornamentale grazie alla forma tonda o di piccolo fiasco e al colore rosso fuoco o arancio brillante, sono assai saporiti e ricchi di vitamina C, molto importante per il nostro organismo. Durante la seconda guerra mondiale, infatti, quando era difficile trovare frutta e verdura fresche, il governo inglese fece raccogliere le bacche e le distribuì alla popolazione.
In questo diario di cucina casalinga senza tante pretese e senza fronzoli, ci sono molte ricette, oggi vi mostro l’ultima marmellata di petali di rose fatta ora.
Questa infatti è la classica prova del piattino.
A presto per il racconto di nuove ricette!
Buona vita, buon divertimento in cucina con le regine del giardino!
Questo è un buonissimo pane aromatico per accompagnare salumi o formaggi e per fare le tartine in molti modi. Lo tagliamo a fettine, lo possiamo tostare, lo spalmiamo di burro, di mousse di tonno, oppure lo ricopriamo con fettine di pere e raspadura, e magari con della gelatina di ciliegie o di altra frutta, peperoni arrostiti, 🍅 confit ed olive, o quello che ci piace.
Pan bauletto alle erbe aromatiche e limone
Ingredienti
650 grammi di farina 0
Un uovo
Mezza bustina di lievito di birra disidratato o un quarto di birra fresco
150 grammi di yogurt bianco greco
Un cucchiaino di zucchero
Un cucchiaino di sale
30 grammi di olio extravergine di oliva
Erbe aromatiche salvia, timo maggiorana ed erba cipollina
Buccia di limone
Preparazione
Mettiamo in infusione le erbe aromatiche timo, erba cipollina, maggiorana e succo e buccia di limone nell’ olio extravergine di oliva per una notte.
La mattina in una tazza mettiamo ad attivare il lievito con un cucchiaino di zucchero e 200 grammi di acqua, la lasciamo nel forno spento fino a quando in superficie si formano delle bollicine.
Nella ciotola della planetaria o a mano, mettiamo la farina, il lievito attivato, lo yogurt bianco greco, l’uovo ed impastiamo aggiungendo poco alla volta, l’olio alle erbe aromatiche ed alcune foglioline di timo, il sale, le altre erbe aromatiche che erano in infusione, io non l’ho aggiunte, continuiamo ad impastare e aggiungiamo l’acqua necessaria per ottenere un impasto morbido ed incordato. Facciamo le pieghe in ciotola o sulla spianatoia, dobbiamo tirare su un lembo della pasta e lo riportiamo giù al centro chiudendolo con le dita della mano. Lo facciamo per alcune volte e mettiamo a lievitare l’impasto coperto da un sacchetto per alimenti nel forno con la luce accesa.
Al raddoppio lo sgonfiamo, lo tagliamo in quattro parti, che lavoriamo arrotondandoli sopra la spianatoia con il palmo delle mani. Li lasciamo riposare e ripetiamo l’operazione per altre tre volte. Sgonfiamo e pirliamo, l’ultima volta sistemiamo le quattro palline nello stampo da plum-cake foderato dalla carta forno. Rimettiamo a lievitare fino a quando l’impasto raggiunge il bordo dello stampo. Mettiamo a cuocere in forno caldo statico a 180 gradi abbassando la temperatura a 160 gradi fino a 140 gradi per quasi un’ora!
Il tempo può variare dipende dalla temperatura del nostro forno. A metà cottura se la superficie diventa scura, la copriamo con un foglio di alluminio.
Lasciamo un freddare nello stampo e poi da solo sopra una grata. Il pan bauletto si conserva bene in congelatore o in frigo.
Buona vita, buon pan bauletto alle erbe aromatiche e limone!❤️
L’avventura di impastare acqua e farina che ogni volta si trasformano magicamente nel cibo più buono che ci sia al mondo, non finisce fino a che ci sarà un po’ di forza nelle mie mani.
Posso ancora ringraziare Dio per questo gesto che più volte alla settimana riesco a fare ed ogni pane che esce dal forno, mi riempie di gioia. Succede, succede anche che qualche volta, il mio lavoro non sia proprio quello che mi aspettavo, le ragioni per una delusione possono essere molte, lievito che perde forza e cambia odore e sapore, un impasto non completamente fatto bene, acqua non giusta di temperatura oppure semplicemente una sbadataggine da parte mia perché come per tutti, non c’è un giorno uguale all’altro. Ma signori miei, questa è la vita!
Ecco oggi, vi mostro alcuni miei pani.
Cambiano forme, ma non cambia la sostanza! Per alcuni ho usato l’acqua di governo delle mozzarelle, per altri anche una parte di yogurt bianco greco!
Ci siamo con la primavera, l’aria è tiepida ed il sole compie archi sempre più alti verso l’orizzonte man mano, che si avvicina la stagione estiva.
Le giornate si allungano ed i prati si tappezzano di minuscoli boccioli di violette e di margheritine.
Germogli di asparago nascosti fra i cespugli di rose che rimarrebbero lì se non mi accorgessi che mi pungono mentre cercho sfoltire e di dare luce alla regina dei fiori.
Lo squisito ortaggio tipico di questa stagione, non è altro che un germogliodell’Asparagus officinalis, una pianta che può anche crescere spontanea nelle radure boschive e in mezzoalle fratte dellestrade di campagna. Non per niente in alcune zone d’Italia sopravvive ancora l’usanza di“andar per asparagi selvatici”, in marzo-aprile.
Gli asparagi selvatici, sono lungi e sottili, non c’è n’è una gran quantità, ma basta un mazzetto per preparare qualcosa di buono.
Allora ritorno in casa con un piccolo bottino, prima però approfitto per raccogliere anche un mazzetto di violette che serviranno per profumare e decorare il piatto.
Ci sono le chitarrine all’uovo fatte in casa che aspettano di essere preparate in qualche modo e mi basta poco per sapere come le utilizzerò.
Prendo gli asparagi, li lavo, li taglio a pezzetti, li metto in padella con alcune foglioline di cipollina fresca, li lascio cuocere unisco l’acqua delle chitarrine che stanno cuocendo, finisco la cotturaunendo erbe aromatiche fra le qualic’èanche la menta.
Frullo gli asparagi con il parmigiano, lo yogurt bianco greco ed un po’ di olio extravergine di oliva. Rimetto la crema nellapadelladove hanno cotto, scolo le chitarrine e le faccioinsaporirenellapadella con la crema di asparagi selvatici, unisco un po’dell’acqua della pasta, un altropo’ di parmigiano reggiano e buccia di limone. Metto nei piatti insieme alle violette.
Buona vita, buone chitarrineagliasparagi selvatici e violette❤️
Si potrebbe cominciare a far digiuno, quello vero, fatto da rinuncia e sacrifici. Farebbe bene allo spirito e al corpo.
Mi sforzo di sopportare pazientemente le persone moleste, vicine e lontane, io ci provo ma alla fine ce li mando senza tanti complimenti. Poi mi girano abbastanza tanto, quanto gira il covid. C’è il sole, c’è da sbrogliare fuori e c’è un mondo di rincoglioniti che non fanno altro che dire le stesse cose e sono tutto fumo niente arrosto. Mi girano tanto…….ma pure oggi hanno “magnato”, la prossima volta non si sa.
Allora questo è un unico piatto, con il pollo marinato nel succo di clementine e limone, tutte le erbe aromatiche del nostro orto giardino scapigliato, qui è meglio sorvolare………le puntarelle della cicoria, crema di yogurt bianco greco e parmigiano reggiano. Vacci…….andiamoci insieme!
Facile preparazione.
Mettiamo il pollo a pezzi nel succo di clementine e limone, facciamo un trito di erbe aromatiche, timo, rosmarino, alloro, santoreggia, bacche di ginepro e sale. Lasciamo in infusione per qualche ora. Scaldiamo un filo di olio extravergine ed una noce di burro, uniamo il pollo, lasciamo rosolare, aggiungiamo le puntarelle e bagniamo con il succo della marinata. Mettiamo lo yogurt bianco greco ed il parmigiano reggiano, scoliamo la pasta, lasciamo mantecare con un po’ di acqua di cottura. Serviamo con l’aggiunta di puntarelle crude tagliate prima e lasciate aprire nell’acqua fredda.
Buona vita, buona pasta col pollo alle clementine e limone ❤️
Ci siamo quasi a Natale, il tempo per fare la spesa ce n’è poco, anche per le restrizioni, quindi noi abbiamo fatto scorta di tutto……vedremo cosa cucineremo con quello che già è in dispensa. C’è una grande forma di pecorino fresco di Norcia, lasciarla lì senza consumarlo rischierebbe una brutta fine perché potrebbe ammuffire. Qualche fetta la stiamo mangiando, ma è necessario finirla in fretta.
Farci una pasta fresca ripiena, ravioli o cannelloni sono sicura che sarà una buona idea. Magari li congelerò ed avrò una preparazione già pronta, per le feste natalizie. La scelta cade sui ravioli, ma non ci sarà solo il pecorino fresco di Norcia, ma anche la ricotta, le noci ed il radicchio rosso. Vi racconto la preparazione e come sarà il condimento per il quale non c’è bisogno di fare nessun sugo.
Per i ravioli facciamo la pasta fresca con le uova e la farina o 00 o 0, possiamo anche fare metà e metà, in questo impasto c’è un ingrediente particolare, un goccio di vino cotto, questo darà un aroma dolce e fruttato ed il ripieno dei ravioli sarà esaltato. Impastiamo come facciamo di solito tutto, quando la pasta sarà lucida e soda, lasciamo che si riposi coperta da una ciotola. Nel frattempo prepariamo il ripieno per i ravioli.
Tagliamo a piccoli cubetti il pecorino fresco, mescoliamoli ad una certa quantità di ricotta di pecora o quella che più ci piace, uniamo le noci tritate, il radicchio rosso tritato anch’esso, il parmigiano reggiano, la buccia di limone e la noce moscata, mescoliamo ed uniamo uno o due uova di galline felici o puttane (quelle del supermercato). Riprendiamo la pasta e la tiriamo con la macchinetta, prima in uno strato spesso poi in quello più sottile. Questo strato dipende dal rullo della vostra macchinetta. Facciamo una striscia alla volta, con un cucchiaio mettiamoci sopra il ripieno, richiudiamo la pasta sopra e con la rotella facciamo i ravioli. Finiamoli tutti e prepariamo il condimento.
Nella padella mettiamo una noce di burro, accendiamo il gas, uniamo lo yogurt bianco greco, la quantità dipende da quanti ravioli abbiamo fatto, regoliamoci, lasciamoli sciogliere insieme, aggiungendo un cucchiaio di maizena sciolta in mezzo bicchiere di latte freddo, mescoliamo bene per ottenere una crema omogenea, uniamo il parmigiano reggiano ed in fine l’aceto balsamico di Modena, anche con questo regoliamoci a nostro piacere. Spegniamo il gas e mettiamo a cuocere i ravioli in acqua bollente salata. Mescoliamo, lasciandoli cuocere, accendiamo la fiamma della padella con il condimento, scoliamo i ravioli e saltiamoli mescolando bene per far assorbire tutta la salsa di yogurt bianco greco ed aceto balsamico di Modena, aggiungiamo dell’acqua di cottura dei ravioli per tenerli cremosi. Serviamoli con noci tritate e foglie di radicchio rosso.
Questo piatto è sicuramente ottimo e pieno di sapori adatto ad un pranzo importante di festa.
Buona vita, buoni ravioli di pecorino fresco all’aceto balsamico di Modena ❤️
C’erano due pere mature, mature, potevo buttarle, ma mi sembrava un peccato, mai sprecare anche se ogni tanto succede. Le ho lavate, tagliate e spappolate con la forchetta, ho montato tre uova di galline felici, 100 grammi di zucchero, non di più, ho aggiunto la mia vaniglia alle rose in gocce, ma ci poteva stare anche una semplice vaniglina, uno yogurt bianco greco da 150 grammi, le pere, 40 grammi di olio di girasole, mescolato bene senza smontare ed infine 300 grammi di farina con una bustina di lievito per dolci e alcune mandorle tritate finemente. Versato nello stampo e messo in forno ventilato a 170 gradi per 30/35 minuti! Non lo so bene quanto di preciso, basta mettere lo stecchino dentro per vedere la cottura! E fuori al sole di questa bellissima giornata, per una mia foto sgangherata……e, chi ce l’ha la fotografa a portata di ciambellone????
Un segreto per non far attaccare il ciambellone senza usare la farina è di ungere lo stampo con olio strofinando con un foglio di scottex e di spolverare con farina di cocco, darà più sapore e croccantezza!
Comunque sia, il ciambellone è buono, non ha molto zucchero e possiamo cambiare frutta, mettere le mele, le pesche o fra poco, la zucca frullata! È una ricetta jolly, valida per ogni tipo di farina, 00/ 0 metà integrale.
Dolce buono per la colazione è la merenda!
La mia cucina è così, istantanea perché nasce sul posto guardandomi intorno, molte volte è tradizionale, contadina, paesana, fantasiosa, diversa perché è mia e basta! Lascerò le mie ricette a chi mi sta sul cuore e a chi mi sta seguendo!❤️
Buonanotte!
Buona vita, buon ciambellone con le pere e lo yogurt bianco greco ❤️