Autore: sunusaix

Diario alimentare del tempo di Coronavirus

Buona sera, è già tardi, la cena è andata oltre per il prolungamento della cottura delle pizze che essendone più del solito, la famiglia è al completo, ho impiegato molto tempo. Le pizze oltre che rosse con pomodoro e mozzarella, erano bianche ripiene di tonno e carciofini che sono state le più gradite.

Non metto nessuna ricetta perché credo che tutti sappiano fare la pizza. Provate però a fare questa ripiena di tonno e carciofini!

Andiamo avanti, è dura, c’è da perdere la testa, ma confidiamo in Dio!

Buonanotte e a domani ❤️

Buona vita, buona pizza!

Ciambellone del nonno

A fare da sfondo una tovaglietta di panno in lino del corredo di casa, con applicazioni all’ uncinetto fatte quando ero una giovane fidanzata e preparavo la mia “cassa” da sposa prossima. Sopra, il ciambellone del nonno, con la pretesa di essere come quello che piaceva molto ai miei ex bimbi i quali a turno, mandavo a comprare da Renata. Non ho mai saputo quale sia stato il segreto per far sì che il mio ciambellone del nonno, avesse lo spesso sapore di quello comprato alla pizzicheria quattro passi più in là del nostro negozio di abbigliamento. Forse non lo scoprirò mai, se qualcuno me lo svelasse ne sarei contenta. Intanto io l’ho fatto così. Ho montato tre uova di galline felici con 150 grammi di zucchero, molti montano prima gli albumi e uniscono i rossi, ma per me non cambia un granché, ho unito 120 grammi di latte, 120 grammi di olio di girasole, 225 grammi di farina e 220 grammi di di fecola, una bustina di lievito per dolci un po’ di buccia di limone, ho mescolato ed ho aggiunto aroma di mandorle e pezzetti di cioccolato fondente infarinati. Ho versato nello stampo unto di burro e di pezzetti di mandorle ed ho cotto a 180 gradi per 40/45 minuti coprendo con un foglio di alluminio a metà cottura. È buono lo stesso il mio ciambellone del nonno, ma per il primo genito non è come quello comprato da bambino! Ricordo, nostalgia e malinconica insieme? Può darsi! Lo scoprirò il segreto? O sarà mantenuto segretamente da chi lo conosce?

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Diario alimentare del tempo di Coronavirus

Lo “riso co lu schienà” a pranzo!

Nono giorno di reclusione!

Al tempo di Coronavirus, bisogna continuare a mantenere le tradizioni culinarie proprie, ed è una buona occasione per far conoscere i piatti di ognuno di noi. Al tempo di Coronavirus, bisogna cercare di cucinare i cibi che si trovano in casa, magari congelati l’inverno passato. Si può fare un buon brodo diverso con le parti della carne di maiale meno nobile e scartata per la “pista”, la lavorazione dei salumi. La schiena dell’animale si mette a cuocere con tutti gli odori, si spolpa e si serve con il riso cotto nello stesso brodo insieme ad una spolverata di parmigiano reggiano. Una buona minestra corroborante e semplice come le cose di un altro tempo.

E lo chiamavano “lo riso co lu schienà”!

Diario alimentare del tempo di Coronavirus

Tortino di patate e prosciutto cotto per pranzo, filetti di merluzzo al forno con sottaceti e olive nere.

Il tempo è rallentato!

È tempo di attesa della rinascita!

Restiamo a casa!

Battiamo la paura!

Frasi che si sentono un po’ ovunque.

Facciamo un racconto di un diario alimentare, per vedere se riusciremo ad essere in salute in tempo di Coronavirus che sta “acchiappando” fra le sue grinfie più parti del mondo seminando terrore, ansia e preoccupazione per il domani che sembra non esserci più.

Non è facile, mantenersi lucidi, restare in casa fa impazzire le persone specialmente le donne non più abituate com’era un tempo, a sbrigare le faccende domestiche.

Organizzare un menù che non faccia perdere tempo e che sia soddisfacente diventa complicato.

In tempo di Coronavirus, la spesa è limitata, c’è il divieto di uscire per salvare noi ed il prossimo . Bisogna far lavorare la fantasia con gli alimenti di facile reperibilità magari usando i surgelati e lo scatolame. Liberiamoci da questa preoccupazione che ci farebbe più male, resistiamo, divertendoci in cucina anche con i nostri figli. Si possono preparare buone cose dimenticandoci del Coronavirus che lasceremo lontano da noi chiudendogli la porta in faccia.

Oggi è l’ottavo giorno di reclusione, io provo a fare qualche movimento in più, faccio giri intorno al tavolo, cammino a passo svelto andando da una stanza all’altra contando i passi. Faccio le flessioni senza sforzo ed alzo le braccia respirando davanti alla finestra. Mi sento abbastanza bene, più del solito, prima del Coronavirus mi lamentavo di avere tutti i dolori del mondo.

Facciamoci una risata per il mio comportamento e avanti lo stesso.

Comincio da oggi a raccontare i miei piatti, magari non tutti ma quelli che credo siano più facili e graditi.

Ecco, per primo mi sono arrangiata con alimenti surgelati, l’orto non ha più nulla da regalare ed allora anche se non amo usare verdure conservate e scatolame vario, me lo faccio andar bene.

Ho preso un sacchetto di fagiolini, li ho sbollentati in acqua bollente e salata, li ho scolati e ripassati in padella facendo prima un sugo con i pelati, olio extravergine di oliva ed erbe aromatiche, ho scolato i fusilli, ed li ho fatti insaporire nello stessa padella insieme ad una spolverata di parmigiano reggiano.

Per il secondo piatto, ho messo a cuocere a microonde e nella pirofila con un goccio d’acqua le patate tagliate a fettine, sono bastati pochi minuti, ho messo un po’ di olio extravergine di oliva nella stessa pirofila, uno strato di patate, uno di prosciutto cotto, erbe aromatiche, parmigiano reggiano, uno strato di fagiolini, e così strato dopo strato fino a chiudere con le patate ed i fagiolini. Ho messo a cuocere in forno a 180 gradi per una ventina di minuti.

Non ci sono voluti molti minuti per preparare questo tortino di patate e prosciutto cotto, e se non vogliamo usare il microonde, mettiamo a cuocere le patate in acqua bollente o in pentola a pressione. A me non da fastidio usare metodi alternativi, ma ognuno fa quello che gli piace.

Per la cena, ho fatto dei buonissimi filetti di merluzzo al forno facendoli cuocere con sale, olio extravergine di oliva ed erbe aromatiche, dopo cinque minuti, ho buttato l’acqua tirata fuori dai merluzzi ed è quella che non rende buono il pesce che ho rimesso in forno per una ventina di minuti insieme a della oliva nera. Solo a fine cottura, ho coperto i filetti di merluzzo con carciofini e sottaceti tagliati a pezzetti. Vi assicuro che il pesce non sembrava surgelato.

Vi racconto prima di salutare, com’è che sta andando la mia famiglia in tempo di Coronavirus. I miei figli in tre diversi piani di casa, una sopra, uno in mezzo con i vecchietti ed un altro sotto.

Al momento dei pasti, la casa diventa una specie di Caritas. Sono io che in mezzo al corridoio, chiedo ad ognuno cosa vuole nel piatto. Tu? Tu? Tu? È una buffa situazione!

Questo in tempo di Coronavirus 😓

Intanto ci auguriamo una buona vita ed un buon tortino di patate e prosciutto cotto!

In tempo di Coronavirus questo è l’essenziale❤️

Cappelloni di gobbi e robiola con noi e nocciole al burro di arancia

È morto Carnevale.

In questo giorno nel mio paese, molto tempo fa, si teneva la sfilata di carri allegorici e di gruppi mascherati. Partecipava molta gente anche da fuori comune. C’erano premi per tutti i bambini che salivano sul palco allestito in piazza della via principale del paese fra musica assordante data dalle note delle canzoni di Sanremo passato da pochi giorni. A fine sfilata nel tardo pomeriggio c’era la premiazione delle maschere più belle. Il carnevale si chiudeva con il ballo al teatro comunale con il lancio di caramelle fra i ballerini della sala. A mezzanotte tutto finiva, balli canti e baldoria. In alcuni paesi vicini, nelle piazze centrali, si tenevano il processo ed il rogo a Carnevale.

Dopo mezzanotte con l’inizio del giorno delle ceneri, cominciava la quarantena quaresimale con divieto di balli ed astinenza delle carni. La popolazione teneva al rispetto di queste regole senza peso, era scrupolosa e fino al giorno di Pasqua le seguiva.

Sembra passato un tempo lunghissimo, ricordi sbiaditi nella memoria di poca gente spersa nel frastuono di questo mondo senza radici, che vuole perdersi in gesti e modi nuovi, moderni che lasciano il tempo che trova. Cosa racconterà alle nuove generazioni se ci saranno?

Siamo ora sotto scacco per la paura di una pandemia, ci attacchiamo ancora di più alle cose materiali, ma credo farebbe bene a molta gente essere più positiva, meno “moderna” nel senso più negativo. Un po’ di spiritualità e di fiducia in Dio che può tutto. Pensieri questi miei che a me aiutano! Ritornando al giorno di carnevale spero che almeno la tradizione di mangiare la pasta all’uovo fatta in casa o comprata al supermercato, sia rimasta come è a casa nostra di generazione in generazione. Che siano tagliatelle, o vincisgrassi o lasagne o cappelletti o ravioli non importa!

Che ci sia ancora il giorno di carnevale con un primo piatto importante fatto di pasta all’uovo fresca. Mettiamoci sotto che del “doman non c’è certezza”!

I miei cappelloni sono speciali sia di fattura che di sapori. Hanno un ripieno di gobbi o cardi come si chiamano, insieme alla robiola e alle note croccanti delle nocciole e delle noci. Il condimento di burro ed arancia.

Ecco come li ho fatti.

Per prima cosa ho pulito i gobbi togliendo loro la pellicina, li ho fatti cuocere in acqua fredda acidulata con il succo del limone e salata nella pentola a pressione, ci vorrà molto tempo meno che in una normale, però vedete voi come siete abituati. Li ho scolati molto bene ed una volta freddi li ho frullati unendo, sale, noce moscata noci e nocciole ed una confezione di robiola. Ho aggiunto un uovo, parmigiano reggiano, la buccia di arancia. Ho mescolato bene e lasciato da parte.

Nel frattempo ho fatto la pasta all’uovo con semola rimacinata di grano duro, farina 1 e le uova. Qui non c’è una ricetta per tutti, ognuno può cambiare farina come gli piace. Ho lasciato riposare la pasta per un’ora coperta da una ciotola per distendere il glutine.

Ho ripreso la pasta, l’ho stesa con la macchinetta della pasta in uno spessore sottile, ho tagliato a quadrati unendo un po’ di ripieno di gobbi e robiola. Ho chiuso ogni scacco a triangolo e chiuso come un cappelletto ma molto più grande. Ho continuato così fino ad esaurimento degli ingredienti.

Ho messo in una larga padella una noce di burro, un giro di olio extravergine di oliva, il succo e la buccia di un’arancia, un cucchiaio di maizena ed ho lasciato cuocere fino ad addensare. Ho messo cuocere i cappelloni in acqua bollente salata, li ho scolati e li ho ripassati nella padella con la crema di burro di arancia unendo il parmigiano reggiano e una manciata di noci e nocciole tritate. Un goccio dell’acqua della cottura per amalgamare il tutto. Ho spento il fornello e portato in tavola.

Ottimi, buoni buoni e particolari!

Buona vita, buoni cappelloni di gobbi al burro di arancia e noci ❤️

Li caciù co la faétta

Calcioni dolci di carnevale ripieni di crema di fave secche addolcite con zucchero, buccia di limone e mistrà.

Li ho già pubblicati diverse volte, ma non è male farlo ancora dato che è un dolce popolare e tradizionale del periodo carnevalesco.

Qui trovate la ricetta https://farinaefiore.com/2019/03/04/li-caciu-co-la-faetta-2/

Nel blog ci sono le varianti con ripieno diverso!

Buon carnevale nell’attesa di un tempo migliore!

Buona vita, buoni caciù co la faétta ❤️

Crostata di Linz

Dolce famoso e classico la crostata di Linz è per festeggiare l’amore. Amore giovane o adulto sempre dolce dev’essere. S. Valentino è passato e la crostata è stata divorata con amore e con un po’ di nostalgia pensando al passato che non tornerà più. Discorso stupido e retorico ma non mi va di impegnarmi di più. Lascio che la mente resti offuscata e occupiamoci della ricetta. Che volete che sia di questi tempi incerti?

Facciamola la crostata e non andiamo più in là col pensiero.

Ingredienti

250 grammi di mandorle sbucciate e tritate

250 grammi di farina 0

150 grammi di zucchero di canna

250 grammi di burro

Due uova

2 cucchiai di kitsch

Un pizzico di chiodi di garofano

Cannella

Scorza di limone

Un cucchiaio di cacao amaro

Marmellata di lamponi o fragole

Preparazione

Mettiamo nella ciotola della planetaria o sopra la spianatoia la farina, le mandorle frullate, il cacao amaro e il burro a pezzetti, uniamo tutti gli ingredienti, lo zucchero, le uova, la buccia di limone, le spezie il liquore lavoriamo velocemente e continuiamo ad impastare sopra la spianatoia fino ad ottenere un impasto morbido e liscio. Lasciamo riposare in frigo per un’ora. Stendiamo due terzi della pasta sopra la carta forno, buchiamo con la forchetta e versiamo sopra la marmellata di lamponi o fragole, decoriamo con le strisce e con i cuori. Spennelliamo con un uovo sbattuto e mettiamo a cuocere a 180 gradi per 30/35 minuti. Spegniamo il forno e lasciamo freddare prima di sfornare la crostata sopra un bel piatto.

La crostata di Linz è buona buona, per me è il dolce più gratificante e semplice! Stasera ho pensieri negativi meglio coccolarsi e addormentarsi pensando alla colazione dolce di domani per il quale certezza non c’è!

Buonanotte!

Buona vita, buona crostata di Linz ❤️

Pan brioche con il metodo water roux

Mi piace seguire sui vari social, una giovane signora, bellissima persona amante della creazione, di un mondo che ci siamo persi con l’avvento del progresso. La sua vita si svolge lontano dal caos cittadino e da tutto ciò che ne deriva.

È meravigliosa nei versi della sua poesia, nel ritrarre con il suo obiettivo la natura e la sua cucina semplice che rispecchia il suo amore in ogni preparazione.

Una persona attuale che racconta e tramanda gesti e tradizioni che altrimenti andrebbero perduti.

Lei mi accompagna ogni giorno con i suoi versi, le sue foto e i suoi pensieri positivi, seguirla mi fa stare bene. Qui troviamo il suo link http://aryshouseatelier.it/come-in-un-campo-di-margherite-pan-brioche-con-water-roux/

Appassionata come me di lievitati, ho voluto sperimentare una sua ricetta di un pane a cassetta con il metodo water roux.

Si tratta di una tecnica cinese antica che consiste nel preparare una specie di besciamella mescolando acqua e farina che cuocerà raggiungendo la temperatura di 65 gradi. L’amido della farina diventerà gelatinoso e questo darà all’impasto del pane, una elasticità e morbidezza uniche. Il pane può essere mangiato con la marmellata o con prosciutto crudo e salumi vari. Buono per preparare tartine varie.

Questi sono gli ingredienti

Per il water roux

49 grammi di farina 0 o Manitoba

200 grammi di acqua

Per l’impasto

360 grammi di farina 0 o Manitoba o w 350

Tre grammi di lievito di birra disidratato

Un cucchiaino di miele

Un uovo

30 grammi di burro morbido

Un cucchiaino di sale

30 grammi di zucchero ( io non lo messo) perché mi piace un pane neutro

Water roux preparato ed intiepidito

120 grammi di latte intero o scremato

Preparazione

Mettiamo l’acqua e la farina in una pentolino ed accendiamo il gas, mescolando facciamo sciogliere i grumi e lasciamo cuocere lentamente come una besciamella, dovremmo smettere la cottura a 65 gradi. Spegniamo il fuoco e lasciamo freddare coperto con la pellicola.

Nella ciotola della planetaria o sopra la spianatoia, mettiamo la farina, il lievito di birra ed un cucchiaino di miele, il water roux e impastiamo unendo l’uovo, il sale ed il latte stando attenti a non metterlo tutto, potrebbe non essere necessario, lasciamo lavorare e quando la pasta si presenta morbida e liscia, uniamo il burro poco alla volta. Appena si assorbe tutto la pasta dovrà staccarsi dalle pareti della ciotola della planetaria o se a mano non si appiccicherà più nello impastare. Mettiamo a lievitare coperto con un sacchetto da surgelati dentro il forno spento fino al raddoppio.A me ci sono volute quasi quattro ore. Questo dipende dalla temperatura della cucina.

Al raddoppio sgonfiamo la pasta, lavoriamola un po’ e spezziamola in quattro parti. Stendiamo leggermente ogni parte con il matterello e chiudiamola a pallina che metteremo nello stampo da plum-cake foderato di carta forno.

Mettiamo a lievitare fino al raddoppio. Accendiamo il forno alla temperatura di 180 gradi, inforniamo il pane spennelandolo con un uovo ed un goccio di latte. Lasciamo cuocere per 45/40 minuti.

Se la superficie scurisce, cosa che a me succede, copriamo con un foglio di alluminio. Spegniamo il forno e lasciamo freddare prima di sfornare il pane.

Molte persone amano cuocere troppo il pane per ottenere una crosta croccante. Gli esperti chimici, biologi e nutrizionisti lo sconsigliano perché si forma una sostanza cancerogena che è l’acrilammide. Credo che si possa evitare e lasciamo che il pane non scurisca troppo. Sarà meglio per la nostra salute. Vedete voi!

Buona vita, buon pane a cassetta con il metodo water roux ❤️

Torta salata di patate porri e pistacchi

Una torta salata per cena o per una rustica merenda buona da consumare nei prossimi giorni quando arriverà la primavera, facile e con ingredienti che in cucina non mancano mai.

La torta salata può essere servita come antipasto in un pranzo informale.

Ecco come si fa.

Per la base impastiamo 200 grammi di farina 0 e 100 grammi integrale, uniamo tre cucchiai di olio extravergine di oliva, latte o acqua fredda se non vogliamo usare latticini, un pizzico di sale e curcuma con pepe nero, un cucchiaino di lievito per torte salate. Nel frattempo facciamo cuocere i porri con un filo di olio extravergine di oliva nella padella aggiungendo un po’ di acqua, uniamo 500 grammi di patate tagliate a fettine, sale e lasciamo cuocere, passiamo tutto al passaverdura, non l’ho frulliamo perché le patate diventano colla, aggiungiamo due uova, parmigiano reggiano, i pistacchi e la noce moscata. Stendiamo la pasta, bucherelliamo il fondo con la forchetta ed versiamo il composto di porri e patate spolverando di pistacchi tritati finemente. Facciamo cuocere a 180 gr fino a dorare!

Spegniamo il forno e portiamo in tavola. La torta salata è buona sia calda che fredda il giorno dopo. Possiamo riscaldarla per alcuni secondi in forno a microonde, diventerà ancora più buona e croccante.

Buona vita, buona torta salata di patate, porri e pistacchi ❤️


									

Torta di frutta secca e cioccolato fondente senza zucchero e senza cottura

Senza zucchero ma naturalmente dolce per la frutta secca come uvetta, fichi secchi e prugne, croccante per le noci, nocciole, le mandorle ed i semi di sesamo e girasole e amaro per il cioccolato fondente e niente cottura. Le merende e le colazioni sono tante che mi tocca inventare sempre qualcosa di nuovo.

Questo è un dolce buonissimo e di facile procedura. Come ho scritto non c’è lo zucchero nemico numero uno della salute. Si possono cambiare gli ingredienti o aggiungere fiocchi di avena o simili.

A noi piace così, vedete voi!

Come si fa?

Ho fatto sciogliere 200 grammi di cioccolato fondente in una pirofila foderata di carta forno dentro il forno a microonde, possiamo farlo a bagnomaria, l’ho mescolato fino ad ottenere una crema. Nel frattempo ho messo a sciacquare e poi rinvenire in acqua tiepida una tazza di uvetta, tre fichi secchi e tre prugne, le ho scolate e fatte a pezzetti, ho unito al cioccolato insieme ad una manciata di frutta secca tritata, noci, nocciole e mandorle passate prima in forno, mescolando il tutto con un cucchiaio unendo semi di sesamo e girasole. Con le mani ho compattato fino ad ottenere un tortino che ho messo in frigo a rassodare per qualche ora. Ho tagliato a fettine e ho servito a colazione. Le dosi si possono aumentare per una torta più grande.

Buona vita, buona torta senza zucchero e senza cottura ❤️