IL MIO LAVORO ALL’UNCINETTO IERI OGGI DOMANI…….

Domani con i puntini….potrei cominciare a metterci il punto interrogativo, chissà, con l’aria che tira ogni minuto è buono per lasciare questa terra che comincia a starmi stretta e difficile da percorrere!

Io ci provo ad andare avanti senza pensarci, mi immergo in mille cose da fare, troppe da lasciare poco tempo al riposo. Farò bene o farò male? Chi lo sa? Intanto penso al Natale, a mettere le mie mani su lavoretti fatti con il mio vecchio ed amato uncinetto, mia passione fin dall’infanzia.

Piccole stelle di Natale vanno avanti, le finirò e deciderò come usarle. Ve lo farò sapere.

Intanto vi mostro le foto.

Buona vita, buon lavoro all’uncinetto ieri, oggi e domani? Dio ci penserà 😭❤️

IL MIO LAVORO ALL’UNCINETTO IERI OGGI E DOMANI…….

Eccoci arrivati a trascorrere un altro tempo dell’Avvento sempre se Dio vorrà.

Nonostante tutto fra alti e bassi, forse ce la faremo a festeggiare la nascita di Gesù senza tante restrizioni e con tutti i nostri familiari.

La nostra tavola del giorno di Natale noi da sempre, cerchiamo di renderla più bella e personale con decorazioni natalizie fatte con quello che troviamo nel nostro orto giardino scapigliato, pigne, rami di abete e foglie autunnali, tutto messo in evidenza con qualche lavoro all’uncinetto fatto da me.

L’anno scorso in tempi duri e ristretti, non ci siamo persi d’animo e la nostra tavola era bella e colorata come ci piace.

Una fascia colorata fatta ad uncinetto correva lungo la tovaglia, le tazzine verdi da tè di vecchio stampo, facevamo da porta piantine grasse perenni e peperoncini, stelle ed alberelli come segnaposto fatte di pasta di sale. Tutto senza spendere tanti soldi e con la soddisfazione alla fine di avere cose personali ed esclusive!

Per quest’anno i lavori natalizi sono in corso!

A presto!

Buona vita, buon lavoro all’uncinetto ieri oggi e domani…..❤️😭

Tanti quadratini colorati per il runner
Tazze di cinquanta anni fa e peperoncini piccanti

PANE NATURALE

I miei nonni Damone e Caterina, nell’era di Noè, avevano il forno in paese, lavoravano molto, specialmente lei…..come del resto succedeva prima ed ora per molte donne, lei si alzava all’alba lasciando brontolare il marito. Il giorno prima, il fornaio “ségnava” chi andava a cuocere il pane. La sera seguente, Biancarosa mia cugina più grande, passava nelle case delle famiglie di quelle già “segnate”, e “commànnava”, cioè ordinava loro di fare il pane per poterlo cuocere la mattina seguente. Io ricordo perfettamente quel pane, a filoni o a pagnotte infarinati e tutti in fila sopra a diversi ripiani di legno disposti sulla parete a destra, più calda ed oscura del forno della salita della chiesa della Madonna del Soccorso. Il pane lievitava al calduccio sotto le coperte militari color marroncino e rigate. I miei nonni e come allora tutti, mai si sarebbero sognati di mettere il pane al fresco. Noi lo facciamo, chi per comodità per i ritmi del tempo moderno, chi perché ha letto e studiato, che il pane viene più buono e più digeribile. Io non lo so, non sono esperta, qualche volta faccio lievitare il pane in frigo specialmente nei giorni dove la temperatura è altissima da far passare la lievitazione in un batter d’occhio! Questo è il filone, fatto con il lievito madre rinfrescato, e con i tagli fatti appena formato, prima dell’ultima lievitazione. I miei nonni facevano così, segnavano il pane anche con la croce e pazientemente aspettavano la loro crescita. Mai usate parole, pieghe, slap e fold, frigo cottura e via dicendo! Ora va così! Domani, non lo so!
E Damone e Caterina, non facevano a gara a chi faceva il pane con i grossi buchi, loro e tutti quelli di quell’era di Noè, avevano bisogno di mettere davvero qualcosa sotto i denti, altroché storie!

Troppa grazia s. Antò per ora e di questo periodo!

Buona vita, buon profumo di pane antico ❤️

RAVIOLI DI RICOTTA MELE COTOGNE E TALEGGIO AL VARNELLI

È tempo di mele cotogne e melagrane, ottima frutta da impiegare in cucina sia per le marmellate e per gelatine, buone per ripieni di pasta fresca all’uovo come ravioli o cannelloni.

Vi ricordo anche la cotognata fatta con le mele cotogne ricetta antica non solo marchigiana.

In questo diario di ricette tradizionali e non troverete la ricetta. 👇

https://farinaefiore.com/2017/09/26/cotognata-allo-zenzero-o-cannella-o-neutra/

Vi racconto i miei ravioli al profumo di Varnelli noto mistrà marchigiano si semi di anici il quale dà quella nota particolare a piatti salati e dolci.

Qui di seguito vi descrivo la ricetta di questi ottimi ravioli.

Ravioli sì, ma con molti ingredienti e sapori e profumi. Su tutti, uno in particolare il nostro celebre mistrà Varnelli.

Per prima cosa ho fatto cuocere le mele cotogne nel succo di melagrane, c’è un trucco per fare veloce, basta farle cuocere nella pentola a pressione, le dosi non ci sono vi regolate con la vostra necessità.

Appena cotte, ci vorrà un quarto d’ora più o meno, ho frullato le mele e fatte freddare. Ho mescolato la ricotta, il taleggio, il parmigiano reggiano, le noci, la noce moscata, le uova ed infine unito un goccio di mistrà Varnelli.

Ho fatto i ravioli con le uova di galline felici farina 0 e di semola rimacinata di grano duro, l’ho lasciata riposare sopra la spianatoia coperta da una ciotola.

Ho steso la pasta, l’ho tagliata per fare i ravioli che ho farcito con la ricotta e gli altri ingredienti.

Ho cotto i ravioli, scolati e ripassati in padella dove ho preparato un sugo bianco di pollo, carote, olio extravergine e poco burro, ciuffi di finocchi e sfumato con ancora il mistrà Varnelli ed una spolverata di parmigiano reggiano.

Il sugo potete farlo come siete soliti voi, il petto di pollo a tocchetti cotto con tutti gli odori dell’orto e completato dal mistrà Varnelli.

Questo è un primo piatto completo e diverso dai soliti. Provate e mi direte cosa ne pensate.

Quando li portate in tavola unite dei chicchi di melagrane che daranno sapore e colore.

Buona vita, buoni ravioli di ricotta e mele cotogne al profumo di Varnelli ❤️

INTRECCI DI ALBERI

Poesia di Adam Zagajewski
Negli alberi

Negli alberi, nelle loro chiome, sotto sontuose
vesti di foglie e sottane di luce,
sotto i sensi, sotto le ali, sotto gli scettri,
negli alberi si cela, respira, palpita
una vita quieta, sonnolenta, un abbozzo d’eterno.
Prosperi reami crescono nell’ambone
delle querce. Gli scoiattoli corrono, immobili
come piccoli tramonti rossi nascosti
sotto le palpebre. Ostaggi invisibili
formicolano sotto i gusci delle ghiande,
gli schiavi portano cesti con frutta e argento,
i cammelli oscillano come studiosi
arabi sopra i loro manoscritti, i pozzi
bevono acqua e aceto, l’acerba Europa
stilla come resina dal legno, Vermeer dipinge
vesti e una luce che non va scemando.
Sotto la cupola del circo danzano i tordi.
Slowacki già abita a Parigi e gioca
perseverante in borsa. Un ricco
si infila nella cruna d’un ago
e geme, ah, che tortura, Socrate
spiega ai cercatori d’oro che cos’è
la menzogna, che cosa il bene e la virtù.
I rematori remano lenti. E lente navigano
le barche a vela. I fuggitivi dell’Insurrezione
di Varsavia bevono un tè dolce,
sui rami asciuga la biancheria,
qualcuno nel sonno chiede «dov’è
la mia patria». Un veliero verde è fissato
a un’ancora arrugginita. Un coro di anime immortali
prova una cantata di Bach, in silenzio.
Accanto, su un angusto divano, dorme, stanco,
capitan Nemo. Un picchio trasmette un telegramma
urgente con la notizia della conquista
di Cartagine e del Boston Tea Party.
La donnola non si tramuta affatto
in lady Macbeth, nelle chiome degli alberi
non esistono rimorsi.
Icaro serenamente affoga.
Dio riavvolge il nastro. Le spedizioni punitive
rientrano in caserma.
Vivremo a lungo negli intrecci di un arabesco,
nel balbettio dell’allocco, nel desiderio, nell’eco
senza casa, sotto sontuose vesti di foglie,
nelle chiome degli alberi, nell’altrui respiro.


Buon pomeriggio!

STRUDEL DI MELE ALLA SAPA

Ho voglia di tempo di avvento, di mercatini di Natale, di profumo di spezie e di cioccolato calda, di passeggiate imbacuccata per le vie scintillanti e odorose che mandano le bancarelle gastronomiche, ho voglia di strudel con tante mele e cannella e noci, pinoli, nocciole e mandorle ed uvetta!

Ho voglia, ho voglia ma c’è solo lui, lo strudel alla sapa.

Ho frullato il burro e lo zucchero a velo, la farina e le spezie, la buccia di limone e di arancia ed ho impastato con un uovo ed un goccio di sapa. Ho fatto a pezzi le mele, ho spruzzato il limone, ho messo, la sapa, lo zucchero di canna, le molliche di pane tostato e tutto il resto, ho steso la frolla e l’ho farcita, l’ho chiusa, lo lisciata con il latte e spolverata di zucchero, l’ho fatta cuocere per quasi 40 minuti.

Passata la voglia?

Domani ve lo dirò! Ma come sappiamo, del diman non c’è certezza e il resto è noia! Non ce la prendiamo!

Questo è quello che ho fatto e questi sotto sono gli ingredienti

Ed allora vi racconto tutto!

Per la frolla

250 grammi di farina 0

125 grammi di zucchero a velo

125 grammi di burro

Sapa un cucchiaio

Buccia di limone e di arancia

Cannella chiodi di garofano e noce moscata zenzero

Un uovo

Latte per spennellare

Zucchero per spolverare

Per la farcia

Tre mele possibilmente con la buccia

Buccia di limone e di arancia

Tre cucchiai di sapa

Spezie fra cannella, chiodi di garofano, noce moscata zenzero

Tre cucchiai di zucchero di canna

Noci, mandorle, pinoli e nocciole uvetta ammollata ed asciugata, non c’è un peso, ci regoliamo ed a piacere

Tre cucchiai di pane tostato al forno o in padella senza grassi

Preparazione

Per prima cosa vi svelo come si fa un misto di spezie e tenerlo da parte in un barattolo.

Frulliamo un po’ di zucchero con i chiodi di garofano, la cannella, la noce moscata e lo zenzero, dobbiamo ottenere una polvere profumatissima e finissima che conserviamo in un barattolo. Facciamone una bella quantità che la useremo in mille modi.

Nel robot frulliamo lo zucchero con la farina, il burro freddo a pezzi fino ad ottenere una polvere, uniamo le spezie e le bucce di limone e di arancia, l’uovo e la sapa. Mettiamo l’impasto sopra la spianatoia e la lavoriamo per amalgamare il tutto, basta poco tempo, la schiacciamo con il matterello e la facciamo riposare incartata sulla carta forno in frigo per un’ora.

Tagliamo le mele a fettine sottili, uniamo il succo di limone e le bucce di arancia e limone, la sapa, lo zucchero di canna, l’uvetta, le spezie e le molliche di pane tostato, io lo faccio nel microonde e ci vuole pochissimo, però possiamo farlo nella padella per pochi minuti. Mescoliamo bene e con il matterello stendiamo la frolla sottile in un rettangolo dove solo nel mezzo mettiamo le mele ed il resto, non dobbiamo spargerle per tutta la superficie, chiudiamo a salame e lo giriamo, la chiusura deve essere sotto. Sigilliamo le estremità e spennelliamo il latte con le mani, spolveriamo di zucchero e mettiamo a cuocere a 180 gradi per quasi 40 minuti. La superficie deve risultare dorata!

E nell’attesa di tempi migliori, ci saranno? Quando? Dio solo lo sa, ci auguriamo salute e serenità!

Buona vita, buon strudel di mele e cannella ❤️

C’ERA UNA VOLTA LA CANTINA ED IL BICCHIERE INFRANGIBILE

C’era una volta la cantina con i bicchieri infrangibili che quando sfuggivano dalla mano, cadevano rumorosamente in terra finendo in mille pezzi che schizzavano ovunque. Era l’unico tipo di bicchiere per l’uso di cantina, perché non si scheggiava nel lavaggio magari veloce dell’oste, non c’era molta scrupolosità da parte sua, il tempo era prezioso e in cantina molto spesso arrivavano avventori che pretendevano di essere serviti prima che magari qualcuno perdesse la pazienza, quel tipo di persona faceva parte dei grandi bevitori che di spirito di sopportazione non ne aveva proprio.

Quei bicchieri infrangibili li usavo anch’io miei nei primi anni di matrimonio, non volevo usare i servizi più belli magari donati dagli invitati.

Avevo un difetto e ce l’ho ancora, ero un po’ “stroppietta” storpia come mi diceva il marito!!! Mi cadevano molto spesso bicchieri e piatti in terra, tanto che dovevo continuamente comprarne di nuovi. Questo ed altri due o tre, sono i superstiti di quel tempo! Fate il conto che anni erano!

Allora oggi con la minestra rustica di fardèlle, la pasta fresca all’uovo tagliata rozzamente, le fave, i fagioli borlotti freschi ed i piselli con tutti gli odori dell’orto giardino scapigliato, l’olio extravergine di oliva ed il pecorino grattugiato, ho apparecchiato come in cantina!

Finché ci saranno i ricordi, ci sarà vita!

La minestra rustica è una pasta fresca all’uovo tagliata rozzamente, i legumi, i fagioli borlotti freschi ma possono essere surgelati o in barattolo, le fave ed i pisell surgelati, hanno cotto nell’acqua che ho salato alla fine per non indurire i legumi, ho unito erbe aromatiche, ho aggiunto la pasta fresca all’uovo tagliata, ed infine l’ho condita con olio extravergine di oliva di e pecorino secco grattugiato.

Una buona minestra nel solco della tradizione in cucina e dei ricordi, che fa piacere portare in tavola ora con i primi freddi di questo autunno ancora indeciso!

Buona vita, buona minestra rustica con le fardèlle ed legumi ❤️

CORONCINA DI PANE DI RICOTTA E MELE CON LA CANNELLA

Avevo la ricotta vicina alla scadenza, l’ho usata per fare diverse preparazioni.
Il pane e dei bocconcini di….ve li racconto un altro giorno, ed un dolce che dolce proprio non è.
La pasta del pane alla ricotta, del quale in questo diario c’è già la ricetta, mi è servita per fare la coroncina di mele e ricotta, con tanta cannella.

La ricetta è qui

👇

https://farinaefiore.com/2021/10/14/pane-alla-ricotta/


Ho steso una parte della pasta, metà per essere precisa, l’ho cosparsa di poco zucchero di canna e cannella, ho lavorato 200 grammi la ricotta con l’uovo, la buccia di limone, la cannella, mi ripeto, eh sì, poco zucchero e mele a pezzi, ho coperto la superficie con il composto. Ho chiuso a salame e tagliato a fette. Ho fatto lievitare e cotto in forno a 200 gradi per quasi tre quarti d’ora, però bisogna regolarsi con il proprio forno, la coroncina deve cuocere bene e non scurirsi troppo.


È un pane di mele e ricotta buono buono!
Ci piace e ci fa iniziare la giornata in modo migliore!
Ma non ve lo assicuro che funzioni con me!
Ho perso già le staffe!!!!

Nella foto vedete delle zucchine ornamentali fatte da me con l’uncinetto.

Pensate che la lana usata era del nostro negozio chiuso ormai da una ventina di anni fa. Erano tutti spezzoni di lana colorati che io pazientemente e con amore per la nostra bottega in Petriolo, l’ho giuntati ad uno ad uno per formare un bel gomitolo multi colori.

Non ho più nemmeno un pezzetto di quella amata lana, finito com’è finito il nostro paese che non ha più voglia di rinascere e non ha più la gente che amava comprare ogni ben di Dio sotto casa, in ogni via del nostro territorio!

Tristezza infinita e noia mortale!

Questo è il risultato della vita moderna!

Buona vita, buona coroncina di pane alla ricotta e mele! ❤️

PANE CON LA RICOTTA

Se vi capita di avere in frigo della ricotta che sta per scadere, non la buttate, è ottima per fare molti buoni piatti in cucina e del pane favoloso, leggero, profumato e ottimo per mangiare sia a colazione spalmato di marmellata o da solo o per fare crostini dolci o salati.

Vi racconto come si fa questo buonissimo pane!

Ingredienti

400 grammi di farina 0

200 grammi di farina di tipo uno e germe di grano oppure tutta 0

300 /350 grammi di acqua ma bisogna regolarsi soltanto quando avremo impastato tutto

Un cucchiaino di lievito di birra disidrato mastro fornaio

Un cucchiaino di zucchero

150 grammi di ricotta

Sale un cucchiaino

Preparazione

Impastiamo nella planetaria o a mano le farine, il lievito e lo zucchero, la ricotta con una parte di acqua, non mettiamola tutta perché essendoci la ricotta, può servirne di meno. Lavoriamo fino ad amalgamare tutto ed uniamo il sale. Finiamo di impastare fino ad incordare se con la planetaria o se a mano fino a quando l’impasto si presenta morbido e setosa.

Se vogliamo facciamo le pieghe in ciotola tirando su un lembo di pasta rimettendolo giù, per tutto la circonferenza della ciotola o altrimenti lasciamo solo lievitare in luogo caldo.

Al raddoppio lavoriamo un po’ la pasta e la sgonfiamo la pirliamo girandola sopra la spianatoia e la rimettiamo a lievitare ancora. Se non fate questo passaggio potete fare subito la treccia a due e metterla a lievitare per l’ultima volta.

Io vi consiglio di fare anche l’altra lievitazione perché avremo un pane leggero come una piuma, ma decidete voi.

Riprendiamo la pasta la dividiamo in due e facciamo la treccia, che lasciamo lievitare un po’ sempre al caldo.

Accendiamo il forno alla temperatura di 200 gradi ed appena pronto mettiamo a cuocere il pane per 3/4 d’ora più o meno, abbassando la temperatura a 180/ 160 gradi dopo 10 minuti e fino alla fine della cottura. Il pane deve diventare dorato. Regoliamoci con il nostro forno.

Lasciamo freddare il pane sopra una grata prima di tagliarlo, mi raccomando, deve asciugarsi completamente prima di mangiarlo.

Oggi ho fatto due crostini scaldando due fette di questo pane straordinario, ho messo sopra una piccola parte di burrata ed un fico caramellato all’aceto balsamico. Buoni e goduriosi.

Buona vita, buon pane alla ricotta❤️

CIAMBELLONI DI MOSTO SAPA E SEMI DI ANICI

In questo nostro diario di ricette tradizionali e non, c’è già la ricetta dei ciambelloni di mosto fresco e semi di anici, non serve scriverne un’altra. È una ricetta ben collaudata e dà soddisfazione alla fine del lavoro, c’è solo l’aggiunta della sapa o saba quella dolcissima salsa che è il risultato della lunghissima bollitura del mosto fresco.

La sapa è ottima per dar corpo al sapore dell’impasto ed un intenso profumo insieme al colore ambrato che prenderanno i ciambelloni.

Per la ricetta basta seguire quelle che troverete qui ed unire un cucchiaio o due di sapa.

La sapa è ottima sulle fragole, sui gelati, sui formaggi e nelle preparazioni di dolci tradizionali come il lonzino di fichi, i cavallucci ed il crustingu. Una squisitezza è versata sopra la polenta della quale c’è una ricetta tradizionale popolare. Tutte ricette che troverete in questo diario.

Qui troverete le ricette

👇

https://farinaefiore.com/2015/10/21/ciammella-de-musto/

https://farinaefiore.com/2020/09/01/ciambellone-o-filone-di-mosto/?relatedposts_hit=1&relatedposts_origin=397&relatedposts_position=1

Vi voglio far vedere le foto degli ultimi ciambelloni con la sapa fatti in questo tempo di vendemmia!

L’autunno è arrivato, i suoi colori e sapori ci renderanno la vita meno amara!

Sappiamo quel che sta passando tutto il mondo!

Verranno tempi migliori? Io non lo so! Certo resteranno le cicatrici in molti di noi!

Buona vita, buoni ciambelloni di mosto fresco sala e semi di anici ❤️

La nostra sapa è invecchiata ed è del 2006