Marmellata di melagrane ed arance all’anice stellato

Ingredienti:

i chicchi di tre melagrana puliti al netto

2 arance a fettine
zucchero pari peso della frutta pulita pulita
200 ml di acqua
anice stellato a piacere
liquore all’anice a piacere.

Procedimento:

preparare lo sciroppo facendo fondere lo zucchero con l’acqua a fuoco basso e quando comincia a sobbollire unire i chicchi di melagrana, le arance tagliate a fettine, pulite senza buccia e senza l’albedo ed infine, il succo di un limone.

I chicchi di tre melagrana puliti al netto

Marmellata di melagrane ed arance all’anice stellato

Mescolare spesso per evitare che il composto si attacchi. Unire l’anice stellato e proseguire la cottura a fuoco basso fino a quando le arance si presentano disfatte. Lasciare riposare nella pentola, fino al giorno successivo.

Marmellata di melagrane ed arance all'anice stellato
Ora passare tutto il composto col passaverdure a fori piccoli cercando di recuperarlo al meglio ed evitare di far cadere i semi dentro la marmellata.

Verificare la consistenza e se risulta essere quella giusta rimetterla sul fuoco soltanto fino al primo bollore. Se invece risulta ancora liquida, continuare la cottura fino ad addensare.

Marmellata di melagrane ed arance all'anice stellato

Togliere le stelline dell’anice ed invasare nei vasetti sterilizzati al forno. Prima di chiudere con i loro coperchi unire un goccio di liquore all’anice. Capovolgere i vasetti per ottenere il sottovuoto. Lasciare riposare la marmellata in luogo asciutto e buio, per almeno un mese.

Consigli d’uso:

Visto che sarà pronta per Natale…….farete cosa gradita se ne farete dono ai vostri cari ed amici.

…oltre che essere squisita sopra ad un buon pane, provate a fare una cheesecake con base cruda di frutta secca: noci, mandorle, nocciole e cocco, tutto legato da cioccolato fondente, con una crema di yogurt greco alla vaniglia e con la superficie ricoperta da un filo di questa deliziosa marmellata. Sentirete in bocca la croccantezza della frutta, il sapore amaro del cioccolato fondente, il sapore acido dello yogurt e il profumo dell’anice.

Strudel con ricotta, frutta secca, mele, o pesche con fava tonka al profumo di cannella e salsa allo yogurt greco bianco

Strudel con ricotta, frutta secca, mele, con fava tonka al profumo di cannella e salsa allo yogurt greco bianco

Strudel con ricotta, frutta secca, mele, con fava tonka al profumo di cannella e salsa allo yogurt greco bianco

Ingredienti per la pasta:

250 gr di farina di farro
2 cucchiai di olio d’oliva
1 uovo
sale q.b.

Ingredienti per il ripieno:

250 gr di ricotta vaccina
3 mele Renette tagliate a dadini
3/4 cucchiai di pan grattato
2 cucchiai di uvetta sultanina
200 gr fra mandorle, nocciole, noci o pinoli
150 gr di cioccolata fondente a pezzetti
60 gr di zucchero di canna integrale + un cucchiaio per la sfoglia
una grattugiata di fava tonka a piacere
buccia grattugiata di arancia e di limone
cannella, acqua qb.

Procedimento

impastiamo la farina con l’olio, l’uovo, un pizzico di sale e l’acqua tiepida per ottenere un impasto sodo.

Lavoriamola bene e formiamo un panetto che appiatteremo con il mattarello e lasciamolo riposare. Intanto faremo ammorbidire le uvette già sciacquate in acqua calda.

Lavoriamo la ricotta con lo zucchero di canna e uniamo le uvette e tutta la frutta secca, le mele tagliate a dadini e spruzzate di limone, il cioccolato a pezzetti, la fava tonka grattugiata, la buccia di arancio e di limone e la cannella.

Tiriamo dapprima la pasta con il mattarello poi con le nocche delle mani per ottenere una sfoglia sottilissima che spennelleremo con un po’ di olio e spolvereremo con il pane grattugiato. Disporvi sopra la ricotta con la frutta lasciando i bordi vuoti e formiamo lo strudel. Spennelliamo con un goccio di olio ed acqua, ricoprire con lo zucchero di canna e appoggiamolo sulla placca foderata di carta forno.

Cuocere a 180 gradi per 40-45 minuti, lasciamolo freddare con lo sportello aperto del forno. Disporlo su un bel piatto e servire se si vuole con una salsa di mele allo yogurt greco bianco.

Lo strudel prima della cottura

Lo strudel prima della cottura

Per la salsa allo yogurt greco bianco

Ingredienti:
2 mele
2 dl di yogurt 4 cucchiai di zucchero di canna integrale
buccia di limone grattugiata

Procedimento:

sbucciamo le mele e tagliamole a fette e mettiamole a cuocere con lo zucchero di canna e mezzo bicchiere di acqua. Unire la buccia del limone a vostro piacimento e appena cotte passiamole al passaverdure. Rimettiamola la salsa sul fuoco a fiamma bassa per asciugarla e una volta fredda uniamo lo yogurt mescolando bene. Serviamo lo strudel a fette accompagnato dalla salsa di mele.

Strudel con ricotta, frutta secca, mele al profumo di cannella e fava tonka e salsa allo yogurt greco bianco

Burro di mele

I colori dell'autunno

I colori dell’autunno

Il burro di mele non è una mia ricetta. L’ho letta in un vecchio libro di ricette degli anni ’60.

È una preparazione tipicamente inglese dove l’ingrediente principale sono le mele e lo zucchero. Volendo si possono aggiungere le spezie come la cannella, i chiodi di garofano, il cardamomo e le bacche di ginepro.
Noi vi proponiamo due versioni: la neutra, con mele, limone con e senza zucchero e al profumo di spezie autunnali. La cottura è più lunga della solita marmellata e tra la preparazione ed il consumo devono passare dai 4 ai 6 mesi.
È ottima spalmata sul pane, sui biscotti, sulle tartine arricchite di frutta secca e semi o di formaggi.
Questo tipo di burro è adatto per sostituire il comune burro di panna nei dolci vegani o non.

Ingredienti per il burro di mele neutro e al profumo di spezie:

1 kg di mele o Granny Smith o di altra varietà al netto e con la buccia se biologiche
il succo di limone
a vostro piacimento 150 gr di zucchero di canna grezzo (noi abbiamo preferito non metterlo)
300 gr di acqua o di vino di mele o di sidro mele
spezie autunnali: cannella, chiodi di garofano, noce moscata, cardamomo, bacche di ginepro chiuse tutte quante in un sacchettino di tela.

Il tagliere di formaggi al burro di mele

Il tagliere di formaggi al burro di mele

Procedimento:

tagliamo le mele a pezzetti, priviamole del torsolo e dei semi, mettiamole in una pentola con il vino di mele o l’acqua o il sidro di mele ed aggiungiamo il succo del limone.

Cuociamole a fiamma bassa fino a che saranno morbidissime e quasi sfatte, passiamole al passaverdure e se vogliamo aggiungiamo lo zucchero o le spezie in un sacchettino di tela leggera che poi andremo a togliere.

Rimettiamo la pentola sulla fiamma bassa mescolando continuamente fino a che si presenterà addensata e di un bel coloro ambrato. In questa ultima fase bisogno alzare un po’ la fiamma. Quando il burro risulterà denso e cremoso spegniamo il fuoco, invasiamo su vasetti stelirrizzati.

Una volta chiusi li sterilizziamo in una pentola coperta d’acqua e avvolti in canovacci per 30 minuti partendo dall’ebollizione. Se sono caldi mettiamo acqua calda e se sono freddi mettiamo acqua fredda.

Buon autunno a tutti!

Macedonia semi candita di zucca, mele verdi, fichi, pesche saturnine, cipolle di Tropea e uvetta al miele e aceto balsamico

 

Macedonia semi candita di zucca, mele verdi, fichi, pesche saturnine, cipolle di Tropea e uvetta al miele e aceto balsamico

Macedonia semi candita di zucca, mele verdi, fichi, pesche saturnine, cipolle di Tropea e uvetta al miele e aceto balsamico


Ingredienti:

1,5 kg fra zucca arancione, mele verdi, fichi verdi, pesche saturnine e cipolle rosse di Tropea e uvetta sultanina
350 gr di miele millefiori
300 gr di zucchero semolato
2 bicchieri di aceto di mele
2 bicchiere di aceto balsamico di Modena
1 bicchiere d’acqua o q.b.
il succo di limone o di arancia

 

 


Procedimento:

Far rinvenire la frutta secca nell’acqua calda sciacquandola parecchie volte e farla scolare in un colino.

Tagliare le mele verdi a pezzettoni (lasciando la buccia nel caso non fossero trattate), la zucca pulita dai semi, le cipolle a fettine, i fichi verdi e le pesche saturnine sempre a pezzettoni per ottenere la semicanditura, unire l’uvetta sgocciolata, il succo di limone o di arancia o entrambi.
Nella pentola di acciaio, mettere lo zucchero, il miele e appena cominciano a sciogliersi, unire la frutta, le cipolle, l’aceto balsamico, l’aceto di mele, l’acqua e il succo del limone o di arancia e l’uvetta. Alzare la fiamma portando ad ebollizione. Far cuocere fino a quando cominciano a disfarsi la zucca e le mele e spegnere poi il fuoco.

Tirare su con un mestolo forato la frutta, deporla in una ciotola di vetro e farla riposare fino al giorno dopo.
Far riprendere il bollore allo sciroppo di aceto e miele ed unire la frutta della ciotola, mescolando delicatamente. Cuocere per alcuni minuti e fare lo stesso procedimento del riposo in ciotola.

Il giorno dopo rimettere la frutta a bollire nello sciroppo fino a quando la frutta si presenterà compatta e lucida. Spegnere il fuoco ed invasare su barattolini già sterilizzati in forno per 20 minuti. Chiuderli con i loro tappi lavati ed asciugati per bene e capovolgerli per creare il sottovuoto. Volendo, sterilizzare al forno a 130 gradi per 20 minuti.

Consigli d’uso:

È una leccornia con i formaggi freschi e stagionati.

Macedonia semi candita di zucca, mele verdi, fichi, pesche saturnine, cipolle di Tropea e uvetta al miele e aceto balsamico

Conchiglie alla crema pasticcera con limoncello, mele ed uvetta

Quando la mamma faceva questi dolcetti, io ero piccola e ricordo bene che in realtà erano a forma di saccottino. Il loro sapore è indimenticabile, nulla a che vedere con quello dei famosi saccottini della famiglia felice del mulino.
La pasta frolla ha un solo uovo e la crema solo due uova intere. Meglio no? Poche uova, meno colesterolo.
Non moriremo per aver mangiato questo dolcetto magari soltanto a colazione quando la mattina molte volte, capita di alzarci con il piede sbagliato come succede spesso a me!
Rivordiamoci che la giusta misura, vale in tutto.
Buon lavoro in dolcezza!

Stampini tipo conchiglia  (15) oppure stampini per muffins 

Ingredienti per la pasta frolla:
300 gr di farina 00 o eventualmente 0
150 gr di zucchero
1 uovo
1 pizzico di sale
buccia di limone
1 bustina di lievito per dolci
150 gr di burro freddo

Ingredienti per la crema:
2 uova intere
500 gr di latte intero
150 gr di zucchero
50 gr di farina bianca
1 manciata di uvetta
300 gr di mele al netto
1 cucchiaio di zucchero
un pizzico di sale
semi di vaniglia
buccia di limone
il succo di un limone
limoncello a piacere
zucchero a velo q.b.

Procedimento per la preparazione della pasta frolla:

Setacciare la farina sulla spianatoia o dentro la ciotola della planetaria e praticare una buca in mezzo e metterci lo zucchero, il sale, un uovo, la buccia del limone e per ultimo la bustina di lievito per dolci. Lavorare gli ingredienti o con le mani o nella planetaria formando un impasto omogeneo. Unire il burro freddo tagliato a pezzettini e impastare rapidamente il tutto fino ad ottenere un impasto liscio, se risultasse troppo duro, aggiungere un goccio di acqua fredda. Appiattirlo sulla carta forno lasciando il tutto in frigorifero a riposare.

Procedimento per la preparazione della crema:

Sbattere a schiuma le uova intere insieme allo zucchero, la buccia del limone grattugiata, un pizzico di sale e i semi di vaniglia. Nel frattempo portare ad ebollizione il latte e aggiungerlo un po’ alla volta alle uova montate continuando a mescolare sul fuoco unendo il succo di limone fino a far addensare la crema.

Trasferire la crema in una pirofila di vetro unendo il limoncello a piacere e coprire con la pellicola a contatto e lasciarla freddare a temperatura ambiente.
Cottura delle mele.

Tagliare le mele a pezzetti, unire un cucchiaio di zucchero, il succo del limone e farle cuocere in una pentolina fino a quando saranno morbide. Lavare le uvette con l’acqua calda sciacquandole bene e porle in una scodella già scolate unendo poi il limoncello. Lasciarle riposare per far assorbire il liquore.

Per la crema:

Unire alla crema fredda, le mele cotte e le uvette con il liquore.

Procedimento della preparazione delle conchiglie:

Togliere l’impasto dal frigorifero e aiutandosi con la farina stenderlo all’altezza di 5 mm e tagliarlo a quadratini della misura degli stampini delle conchiglie che dovranno essere unti con un pennellino di olio e foderati con carta forno. Far aderire bene la pasta frolla allo stampino e farcire con un cucchiaio di crema alle mele e uvetta al limoncello.

Ricoprire la conchiglia con la pasta frolla sigillando bene il bordo. Finito di farcire tutte le conchiglie spennellarle con latte e un cucchiaio di zucchero a velo.Cuocere a forno caldo a180 gr. ventilato per 20/ 25 minuti o fino a quando saranno belle dorate.

Lasciarle freddare negli stampini, accomodare in un’alzatina spolverandole con zucchero a velo e decorare con fiori veri commestibili.

 

Quarto Cantamaggio e merennàta a Petriolo MC, domenica 8 maggio 2016

Quarto Cantamaggio di Petriolo (Macerata) – domenica 8 maggio 2016 (clicca per ingrandire)
Màgghju
, ossia Maggio, è parola molto ricorrente nella lingua e nella tradizione maceratese-fermana e va ben oltre l’indicare il quinto mese dell’anno: maggio veniva chiamata la frasca di alloro che veniva appesa sopra la porta delle cantine per segnalare l’apertura della botte nuova; maggio era chiamato il biancospino, caro agli innamorati perché, coi suoi fiori delicati e le sue spine infide, è metafora delle gioie e dei tormenti dell’amore.
Questo perché Maggio era di importanza fondamentale per la vita di un tempo, prettamente agricola e scandita dal calendario liturgico e dalle stagioni.
Maggio è l’avvento della primavera, il risveglio della natura, il ciclo della vita che riprende, ed è per questo che fin da epoche remotissime è stato festeggiato con fervore particolare, e uno dei modi più antichi di celebrarlo era col canto.

Il Cantamaggio, assieme alla Pasquella, la Passió’ e lo Scacciamarzo, è uno dei più noti canti rituali di questua della tradizione della nostra Marca centrale.
Questi canti propiziatori vengono eseguiti sin da tempi immemori da musici e cantori popolari, che portavano casa per casa -e portano ancora- auguri di benessere per la comunità ed i singoli per la stagione agricola che inizia, seguendo un cerimoniale ben preciso.

I suonatori arrivano in casa e chiedono con cerimoniale cortesia il permesso di poter suonare. La famiglia riunita ascolta il canto con rispettosa attenzione e poi arriva il momento dei doni alla squadra di suonatori.
Frequentemente la cosa finisce con due passi di saltarello, magari cantando stornelli improvvisati all’impronta sulla casa della quale i musicanti sono ospiti.
Alla fine di tutto, la famiglia ospitante offre doni in natura alla squadra (oggi spesso sostituiti da piccole somme di denaro), come ringraziamento per aver portato il buon augurio per la stagione entrante.
La tradizione del Cantamaggio (e dei canti rituali di questua in genere) tiene viva la cultura dell’ospitalità.
Questo dell’accoglienza è un ricordo ancestrale di quando, nei tempi antichi, prima ancora dei Santi e prima ancora del Cristo, erano gli dei a bussare alle porte delle case travestiti da uomini: riservare loro un buon trattamento poteva far scendere sulla casa il favore del cielo, qualcosa di irrinunciabile nel mondo aspro e faticoso di una volta.
Nel contempo era un modo per tramandare un insegnamento di umanità e fraternità, senza il quale -i vecchi lo sapevano- il mondo sarebbe certo ben peggiore.

Quindi, nello spirito della nostra buona e antica tradizione, domenica 8 maggio 2016una nutrita schiera di gruppi provenienti da tutte le Marche si ritroverà a Petriolo (Macerata), luogo natio di Giovanni Ginobili, il padre nobile dell’etnomusicologia marchigiana.
La giornata inizierà alle ore 9.00 con il raduno in piazza delle squadre che per tutta la mattinata porteranno il buon augurio coi loro canti e la loro gioia in tutte le case per le contrade e le vie del paese.
Poi, dopo pranzo, tutti sono invitati nel centro storico di Petriolo, dove si farà merennàta insieme ai suonatori tradizionali, che invaderanno con stornelli e organetti l’antica Piazzetta San Marco e tutte le vie del castello.
Dalle 15.00 fino a sera, infatti, tutti i gruppi partecipanti suoneranno e canteranno per la gente che interverrà, e il tutto scaturirà in una festa spontanea e comunitaria al modo di una volta, al suono del saltarello e dei versi della tradizione e in compagnia di fava, pecorino, porchetta e vino.

Quest’anno, infine, il Cantamaggio di Petriolo diventa ancora più social: oltre agli amici di Igers_Macerata saranno nostri ospiti anche il team fotografico di Yallersmarche, per raccontare la nostra festa da ogni prospettiva e con tante sorprese per tutti.
Le tag da utilizzare per le vostre foto sono: #cantamaggiopetriolo #scattapetriolo #igersmacerata #igersmarche #yallersmarche #giovanniginobili #pitriommia

L’evento è presentato dalla Pro Petriolo 2000 di Petriolo MC in collaborazione con lo storico gruppo di portatori della tradizione popolare del maceratese Pitrió’ mmia, l’associazione culturale L’Orastrana e col patrocinio del Comune di Petriolo.

Rombi al grano saraceno con tagliatelle di zucchine e melanzane grigliate e pomodorini pachino

Rombi al grano saraceno con tagliatelle di zucchine e melanzane grigliate e pomodorini pachino

Rombi al grano saraceno con tagliatelle di zucchine e melanzane grigliate e pomodorini pachino

Ingredienti per la pasta:
150 gr di farina di grano saraceno
150 gr di farina di semola rimacinata
acqua tiepida q.b. per formare un impasto per tagliatelle
un pizzico di sale

Ingredienti per le tagliatelle di zucchine e melanzane:
2 melanzane viola
4 zucchine
porro q.b.
sale grosso q.b.
olio extra vergine di oliva q.b.

Procedimento:
lavorare in una ciotola le farine, un pizzico di sale e molto lentamente versare l’acqua tiepida. Impastare per ottenere un composto elastico e compatto come la pasta delle tagliatelle. Far riposare la pasta sulla spianatoia e ricoprirla con la ciotola per circa mezz’ora.

Rombi di pasta

Rombi di pasta

Riprendere la pasta e stendere delle strisce sottili a mano o con l’aiuto della macchina e tramite la rotellina ritagliare i rombi della grandezza che vi piace di più e lasciarli asciugare.
Nel frattempo preparare le tagliatelle di verdure.

 

 

Le tagliatelle di verdure

Le tagliatelle di verdure

Tagliare le melanzane a fette di quasi 1 cm e metterle a perdere l’acqua cosparse di sale grosso su di un colapasta per circa un’ora.

Tagliare le zucchine a fette per la lunghezza e dello spessore di 5 mm, salare facendole perdere l’acqua su di uno scolapasta.

Sciacquare le melanzane, le zucchine, asciugarle e riporle su una lastra forno foderata con carta forno e grigliarle con la funzione di grill fino a quando non risultano ben croccanti.

Le verdure grigliate insieme ai pomodorini

Le verdure grigliate insieme ai pomodorini

Tagliare tutte le verdure come se fossero delle tagliatelle.
In una larga padella antiaderente prepariamo il condimento con abbondante olio extravergine di oliva, il porro tagliato a rondelle, le verdure tagliate a tagliatelle, il sale se occorre e mescolare tutto per far insaporire bene e i pomodorini tagliati a metà lasciando che si uniscano tutti i sapori.

 

Il piatto servito

Il piatto servito

Mettere a bollire l’acqua con il sale grosso e cuocere i rombi per qualche minuto, assaggiare per verificare la cottura e scolare la pasta trattenendo un po’ della sua acqua, farla saltare nella padella con le tagliatelle di verdure, aggiungendo se occorre, olio e l’acqua di cottura.

Rombi al grano saraceno con tagliatelle di zucchine e melanzane grigliate e pomodorini pachino

Rombi al grano saraceno con tagliatelle di zucchine e melanzane grigliate e pomodorini pachino

Ottimo piatto per gli amanti delle verdure, vegani e vegetariani.

Buon appetito!

Violette candite

Violette candite

Ingredienti:
una manciata di violette
400 gr. di zucchero
3 dl. d’acqua
bacca di vaniglia.

Procedimento:
raccogliere le violette di mattino, sane e senza ammaccature, pulirle con un tovagliolo sottile e togliere i gambi.

Fare lo sciroppo facendo sciogliere lo zucchero nell’acqua con la bacca di vaniglia aperta, a fuoco dolce mescolando continuamente e bollire lentamente, prendere una goccia e lasciarla cadere sopra un piattino bagnato, se solidificherà rapidamente, lo sciroppo è pronto.

Spegnere il fuoco ed unire le violette, mescolare piano per fare assorbire più sciroppo possibile.

Togliere i fiori con un mestolo forato e poggiarli su carta forno fino al giorno dopo quando ripeteremo lo stesso procedimento fino a tre volte. Quando sono pronti, lasciarli asciugare su carta forno all’aria e conservare in barattolini.

Possibili usi:
ottime per decorare torte, gelati, o per profumare creme facendole bollire nel liquido scelto, acqua o latte.

Torta viola

Torta Viola

Croccantina di cocco, mandorle e nocciole al profumo di violette o di limoncello o arancello, con crema al limone all’acqua, adatta a chi è intollerante al lattosio e al glutine.

 

Ingredienti:
100 gr di nocciole già pulite e tostate
100 gr di mandorle con la buccia
50 gr di farina di maizena
50 gr di farina di cocco
3 albumi
2 cucchiai di sciroppo di violette o di limoncello o di arancello

Ingredienti per la crema al limone all’acqua e allo sciroppo di violette o a limoncello o altro tipo di fiore o di frutta (tipo sciroppo di fragole):
150 gr di zucchero
120 gr di amido di mais
un pizzico di sale
430 gr di acqua
3 tuorli di uovo sbattuti
succo di limone e buccia a piacere
limoncello o sciroppo di violette o altro a piacere.
2 fogli di gelatina

Preparazione per la base:
frullare le mandorle e le nocciole finemente, unire la maizena, il cocco, lo sciroppo di violette o l’aroma di arancio o il limoncello e gli albumi sbattuti.

Prendere una teglia dal diametro di 25 cm di diametro, unta con olio di girasole e foderarla con carta forno. Distribuire il composto frullato e cuocere a 160 gradi per 5-6 minuti (deve essere una breve cottura per amalgamare e cuocere gli albumi). Far freddare il tutto in frigo.

Preparazione della crema a limone all’acqua:
in una casseruola mettere lo zucchero, l’amico di mais ed il sale e stemperare con 60 gr di acqua fredda amalgamando bene il composto. Aggiungere la restante acqua riscaldata e portata ed ebollizione e cuocere a fuoco dolce mescolando sempre per non farla attaccare.

Una volta addensato il tutto aggiungere fuori dal fuoco i tuorli sbattuti, la buccia del limone, il succo ed il limoncello o lo sciroppo di violette, Rimettere a fuoco dolce e finire la cottura per pochissimi minuti, uniamo i due fogli di gelatina che avremo messo ad ammollare in acqua fredda e strizzati, mescoliamo energicamente e lasciarla raffreddare completamente in una pirofila coperta con pellicola.

Ora riprendiamo la base di nocciole, mandorle e cocco e sistemarla in un cerchio apribile foderato di pellicola, versare la crema e riponiamola in frigo per una notte. Il giorno dopo trasferiamo la torta viola fredda sopra un bel piatto da portata o sopra ad una alzatina

Guarnire la torta con filetti di buccia di limone canditi in un filo di zucchero ed acqua in un pentolino. Unire le violette pulite con un canovaccio e messe a congelare cosparse di zucchero oppure candite.

 

Sciroppo di fiori, erbe aromatiche e spezie

 

Fiori: violette, rose, margherite, gerani, calendula.

Erbe aromatiche: rosmarino, menta, salvia, erba cedrina, fiori e foglie di lavanda, alloro, timo, maggiorana.

rosmarino

I fiori di rosmarino

Oppure spezie: cannella, chiodi di garofano, zenzero.

Per le erbe aromatiche ci regoliamo nella quantità, da una manciata, o a quella che ci piace di più. Sicuramente più grande è la quantità, più lo sciroppo diventa concentrato.

Per le spezie ci regoliamo a cucchiaini.

A piacere!

Lo sciroppo

Ingredienti:
1/2 litro di acqua
500 gr. di zucchero o (250gr. di miele e 250 di zucchero)
succo di uno o due limoni
semi di vaniglia.

Procedimento:
pulire con un canovaccio i fiori o le erbe e disporli in vasi a chiusura ermetica. Bollire l’acqua, unire il succo del limone e i semi di vaniglia. Coprire i fiori o le erbe con l’acqua bollente e chiudere i vasi e mantenerli al buio coperti con un canovaccio scuotendoli ogni giorno, per una decina di giorni. Mettere i fiori o le erbe in una garza e strizzarli bene per ottenere più succo possibile, filtrarlo anche più volte e versarlo nella pentola con lo zucchero o metà zucchero e metà miele (500 gr. in tutto). Cuocere a fuoco basso girandolo spesso fino a quando lo sciroppo si sarà addensato. Schiumare, far freddare prima di imbottigliare.

I nostri sciroppi, un'ottima idea regalo

I nostri sciroppi, un’ottima idea regalo

Una volta aperto mantenere in frigo, per essere più tranquilli sterilizzate il tutto e in questo caso è meglio mettere lo sciroppo nei vasetti.

Per fare lo sciroppo più velocemente, cosa che io ho fatto l’estate scorsa, mettere fiori o erbe aromatiche a bollire nell’acqua con

zucchero o miele, in quantità uguali, far bollire per dieci minuti. Lasciare freddare fino al giorno dopo. Rimettere a bollire per altri 10 minuti.  Spegnere, far freddare, filtrare lo sciroppo con una  garza, lasciare depositare, filtrare di nuovo ed imbottigliare o mettere nei vasetti. Possiamo fare lo sciroppo con un litro di acqua e metà dose di zucchero, e metà di miele. Cioè, 250 gr.di zucchero e 250 gr.di miele. Per un uso giornaliero, mantenere in frigo. Per una lunga conservazione, mettere nelle bottiglie con capsule, tipo Bormioli e sterilizzare. Avremo il profumo dell’estate anche con il freddo.
 

 

 
Possibili usi:
prendere un cucchiaino di sciroppo in una tazza di acqua calda per un thè, oppure per aromatizzare creme di yogurt per le cheesecake o nei gelati.

Per lo sciroppo di spezie, prendiamo la cannella in bastoncini, o la noce moscata insieme ai chiodi di garofano, o le bacche di ginepro, le mettiamo in infusione per una notte, poi le lasciamo bollire insieme a due tazze e mezze di acqua. Spegniamo e lasciamo in infusione per una notte. La mattina togliamo le spezie filtrando l’acqua, uniamo una tazza e mezza di zucchero, lasciamo bollire fino a diventare uno sciroppo. Imbottigliamo in piccole bottiglie con il tappo a chiusura tipo Bormioli. Mettiamo a sterilizzare per 10 minuti dall’inizio del bollore.

Lo sciroppo si usa a cucchiaini per una bevanda o nei dolci o nel gelato o nelle creme per farcire torte o crostate.