CIAMBELLONI DI MOSTO SAPA E SEMI DI ANICI

In questo nostro diario di ricette tradizionali e non, c’è già la ricetta dei ciambelloni di mosto fresco e semi di anici, non serve scriverne un’altra. È una ricetta ben collaudata e dà soddisfazione alla fine del lavoro, c’è solo l’aggiunta della sapa o saba quella dolcissima salsa che è il risultato della lunghissima bollitura del mosto fresco.

La sapa è ottima per dar corpo al sapore dell’impasto ed un intenso profumo insieme al colore ambrato che prenderanno i ciambelloni.

Per la ricetta basta seguire quelle che troverete qui ed unire un cucchiaio o due di sapa.

La sapa è ottima sulle fragole, sui gelati, sui formaggi e nelle preparazioni di dolci tradizionali come il lonzino di fichi, i cavallucci ed il crustingu. Una squisitezza è versata sopra la polenta della quale c’è una ricetta tradizionale popolare. Tutte ricette che troverete in questo diario.

Qui troverete le ricette

👇

https://farinaefiore.com/2015/10/21/ciammella-de-musto/

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Vi voglio far vedere le foto degli ultimi ciambelloni con la sapa fatti in questo tempo di vendemmia!

L’autunno è arrivato, i suoi colori e sapori ci renderanno la vita meno amara!

Sappiamo quel che sta passando tutto il mondo!

Verranno tempi migliori? Io non lo so! Certo resteranno le cicatrici in molti di noi!

Buona vita, buoni ciambelloni di mosto fresco sala e semi di anici ❤️

La nostra sapa è invecchiata ed è del 2006

LA TORTA ANTICA E LA FESTA ANTICA

C’era una volta la torta antica, quella semplice fatta con le uova di galline felici, c’erano solo quelle a quei tempi perché eravamo tutti felici. La pizza sbattuta la chiamavamo, chi lo sapeva che era il pan di Spagna? Mica c’erano lo chef e la Benedetta di turno che ci insegnavano!

Nostra madre faceva sempre la pizza sbattuta, ad ogni compleanno, ad ogni festa, per i battesimi, le comunioni, le cresime, gli anniversari del suo matrimonio. La serviva con lo squaglio, la cioccolata calda messa nelle tazzine di tutti i colori, lei faceva la bevanda sublime, sul pentolone con il cacao e lo zucchero che lasciava sciogliere con il latte freddo, la metteva a cuocere mescolando spesso per non farla bruciare sotto, sarebbe stato un grosso guaio, avrebbe dovuto usare ancora altro zucchero e tutto il resto, erano preziosi gli ingredienti mica poteva sprecare!

La pizza sbattuta lei la faceva sbattendo con la sola forza delle mani, prima le uova con lo zucchero, poi univa la farina, le chiare montate lavorando tutto delicatamente per non smontare il composto.

Nei tempi antichi lei andava a fare la pizza sbattuta al forno dei suoi genitori Damone e Catarì, quel posto con i gradini laterali su per la salita che portava alla chiesa della Madonna del Soccorso. Le donne di Petriolo facevano lo stesso, nessuno o quasi aveva il forno nelle case!

La pizza sbattuta si faceva anche per Pasqua, in molti parti della regione si mangiava anche con i salumi la mattina della resurrezione di Gesù. (Io mai lo farei)

Questo è una parte di quel racconto di una vita fa, ci sono molti episodi da raccontare, le poche persone rimaste in paese, non si ricordano neanche che c’era il forno con quel fornaio particolare perennemente con la sigaretta accesa in bocca e sboccacciato e di mano lesta con alcune massaie che si lasciavano andare quasi compiaciute del suo atteggiamento.

In questo diario gastronomico di ricette antiche, tramandate da nonna, madre e figlia e di ricette nuove di fantasia, troverete la ricetta della pizza sbattuta e delle creme, non occorre che la riscriva qui.

La diversità di quella già scritta è data dalle ciliegie sciroppose che ho fatto l’estate scorsa e dalle nocciole inserite nella crema al cioccolato. Per il resto bisogna lavorare di fantasia. Un particolare che ricordo è la siringa dei dolci, una sac a poche di quegli anni fine cinquanta ed inizio sessanta.

Sono stati anni meravigliosi, il ricordo di loro mi fa passare la malinconia che a volte si tramuta in depressione per questo maledetto tempo che sembra non lasciarci più!

È la vita, questa però ha superato ogni limite, chi mai avrebbe immaginato una esistenza simile sull’orlo dell’abisso?

Buona vita, buona pizza sbattuta antica 🙏❤️

Qui trovate la ricetta 👇

https://farinaefiore.com/2019/05/18/pizza-sbattuta-antica-o-pan-di-spagna-alle-crema-pasticcera-e-al-cioccolato-fondente/

Vi ricordo che per fare la crema al cioccolato e le nocciole, basta frullare queste ed unirle alla crema già fatta, potete mettere le ciliegie sotto spirito e bagnare ogni strato con un liquore o di ciliegie o di altro tipo.

MARMELLATA DI FICHI MELE ARANCIA CANNELLA CACAO E MANDORLE CON CROSTATA AUTUNNO DI GRANO SARACENO E DI FARINA DI CASTAGNE

Un passo indietro per l’autunno? Sembra di sì, c’è il sole che scotta, il cielo azzurro più che mai, le zanzare che non ci abbandonano mai, c’è la fatica di estirpare erbacce che crescono ovunque!

C’è voglia di far niente, c’è voglia di pensare positivo in questo mondo terrificante che lascerà un segno indelebile!

C’è molta tristezza, c’è voglia di abbandonare ogni cosa!

C’è la stanchezza fisica, c’è lo sconforto!

Si potrebbe dire che è ora che tutto passi, niente!

Si resiste? Non ne sono sicura!

Allora c’è l’ultima marmellata che lascia l’estate definitamente con i fichi che stanno per finire, le mele nuove, un tocco di spezie, il cacao e le mandorle!

C’è la crostata AUTUNNO CON IL DUO COLORE


Grano saraceno e farina di castagne e marmellata che portano l’autunno fatto farine nuove, calde come il loro colore, di sapore e di profumo di bosco, di mele, di fichi, d’arancia, di mandorle, di cacao e di cannella.

C’è il racconto, però sono stanca ed avvilita!

Buona giornata!

Racconto della marmellata e della crostata!

Ingredienti

Fichi, mele, tutto un kl

la buccia di arancia, io l’ho surgelata per averla tutto l’anno

350 / 400 grammi di zucchero

Cacao tre cucchiai

Cannella

Mandorle tritate una manciata

Per la crostata

150 grammi di farina di grano saraceno

100 grammi di farina di castagne

50 grammi di farina 00

70 grammi di zucchero di canna

Due uova

80 grammi di olio di girasole

Cannella e cacao

Un cucchiaino di lievito per dolci

Preparazione per la marmellata

Mettiamo i fichi e le mele e la buccia di arancia nella pentola e cuociamo fino ad ammorbidire la frutta, se vediamo che si attacca, uniamo un po’ d’acqua.

Uniamo lo zucchero e rimettiamo a cuocere fino a quando il composto non ha assunto la giusta consistenza, uniamo le mandorle tritate finemente, il cacao setacciato e la cannella, mescoliamo per altri minuti.

Mettiamo la marmellata nei vasetti sterilizzati a microonde e chiudiamo con i loro coperchi.

Per sicurezza mettiamo a sterilizzare in acqua fredda dopo che la marmellata si è freddata, lasciamo bollire per 20 minuti dall’inizio del bollore.

Conserviamo in luogo asciutto e scuro!

Ora facciamo la crostata.

Preparazione

Lavoriamo le farine con lo zucchero di canna, le uova di galline felici, la cannella il cacao ed il lievito, uniamo l’olio di girasole ed impastiamo lavorando fino ad ottenere un composto morbido. Lasciamo riposare in frigo per una ventina di minuti.

Riprendiamo la pasta, la stendiamo con il matterello, buchiamo leggermente la superficie e stendiamoci sopra la marmellata di fine estate, decoriamo con una scritta che ci porta direttamente alla stagione autunnale. Cuociamo in forno a 180 gradi per 20/30 minuti! Regoliamoci con la temperatura del nostro forno.

La crostata è pronta per essere messa in un bel piatto di portata!

Buona vita, buona marmellata di fichi e mele con la crostata d’autunno ❤️

Ce la faremo?

Ai posteri l’ardua sentenza!

Buona vita, buona marmellata di fichi e mele e crostata d’Autunno ❤️

RISO CON I FICHI E FIORI DI FINOCCHI SELVATICI

Stamattina è piovuto abbastanza, l’aria è fresca e si sta bene all’aperto, metto le mani nelle culture, si affondano i piedi nella terra bagnata, ma vale la pena infangarsi e sporcarsi per raccogliere i frutti di stagione.

Ci sono tanti pomodori e pomodorini da raccogliere, ho già fatto salse e pelati e non sarà finita ancora. Ringrazio Dio per i suoi doni anche se qualcuno di buona volontà avrebbe potuto far di più. Ma come si sa, la terra è dura!

Tornando al riso con i fichi vi racconto come l’ho fatto!

Ho tagliato i fichi con la buccia, io non la tolgo mai nemmeno per fare le marmellate, ho messo nella padella una noce di burro, ho fatto insaporire i fichi, li ho tolti per poco, il tempo di far tostare il riso nella stessa padella, ho salato, ho aggiunto i fichi ed il brodo di pollo a poco a poco, ho portato a cottura ed ho mantecato con un po’ di burro, parmigiano reggiano e fiori di finocchi selvatici.

Ho portato in tavola con un fico nel mezzo!

Buono e particolare e molto delicato!

Viva l’autunno che verrà!

Buona vita, buon riso con i fichi e fiori di finocchi selvatici! ❤️

MARMELLATA DI FICHI E MELE ALLO ZAFFERANO E CURCUMA

Stagione caldissima, frutta poca e dolcissima.

Mi invento come sempre una marmellata particolare, la voglio piccante che spenga il sapore zuccherino della frutta troppo matura.

Ci sta bene, un tocco esotico e piccante come lo zafferano, la curcuma che insieme ad un pizzico di pepe nero, rendono la marmellata di fichi e mele, con pochissimo zucchero, un toccasana per la salute. Gli esperti descrivono queste spezie, come anti ossidanti, antidolorifiche, antinfiammatorie.

Ed un cucchiaino di marmellata a colazione o mangiata con un po’ di formaggio quando crediamo sia l’ora, non ammazzerà nessuno di noi.

Per ora ci pensa il maledetto covid a farlo!

Siamo davvero stanchi di lui e delle conseguenze che porta!

Passiamo al racconto della ricetta che è meglio!

Ingredienti

Un kl di fichi bianchi e mele in totale

350 grammi di zucchero (io ne ho messo 250 grammi) però ho allungato la cottura

Il succo di limone

Zafferano piaceno un pizzico

Un pizzico di curcuma

Un pizzico di pepe nero

Preparazione

Mettiamo a riposare i fichi con la buccia e le mele tagliati in quattro nella pentola con il succo di limone per un paio d’ore.

Riprendiamo la pentola e mettiamo a cuocere i fichi e le mele fino a quando si presentano spappolati, uniamo lo zucchero e lasciamo bollire lentamente mescolando spesso. Se vediamo che è troppo densa, possiamo unire un bicchiere di acqua. Lasciamo cuocere ancora e verso la fine della cottura uniamo lo zafferano, la curcuma ed il pepe nero, mescoliamo e facciamo la prova del piatto mettendo un cucchiaino di marmellata che non deve essere liquida. Se lo fosse rimettiamo a cuocere.

Invasiamo la marmellata nei vasetti sterilizzati a microonde, chiudiamo con i loro coperchi e li mettiamo a testa in giù fino a raffreddamento.

Mettiamo le etichette e conserviamo in dispensa.

La nostra marmellata è buonissima sopra il pane, nella crostata, sopra una fetta di formaggio o mescolata alla ricotta o ad un formaggio cremoso.

Buona vita, buona marmellata di fichi e mele allo zafferano e curcuma ❤️

SETTEMBRE

È il mese di settembre; so’ molto cortese, a li villani io faccio le spese;

porto l’ùa, li fichi, le mele e có’ ‘sti frutti je faccio piacere.

Le opere da seguire in questo mese sono annunciate da alcuni detti:

Salvia, majorana, trosmarino trapiantali a settembre e al suo vicino.

È tempo di bacchiar le noci e la traduzione vuole che si faccia verso il 14 di questo mese intorno alla’esaltazione della Croce!

Santa Croce la pertica per la noce!

Costumanze marchigiane

Terza edizione

Buona vita, buon mese di settembre ❤️

PANCOTTO CON POMODORO MELANZANE ZUCCHINE CIPOLLA

Nanna oh…..nanna oh…..
che pacienza che cce vô!!!!
Co’stu pupu non c’e pace,
la zzuppetta non je piace….
Nanna oh……nanna oh….
Lo pangótto non je piace
che pacienza che cce vô!!!


Pangótto….aécce lo pangótto su la testa!
Avere il pancotto al posto del cervello!


Filastrocca e detto petriolese e dintorni.


Il pancotto che deve essere il primo pasto per svezzare il neonato, deve cuocere nella “pignolétta”, una piccola pentola di coccio marrone, bisogna farlo bollire fino a fare “sette veli”, quella patina che si forma sulla “bocca” della “pignolétta”.

Una volta cresciuto il neonato, del “pangótto” e della nenia, non ne vuole più sapere, ma se provasse il mio pangótto si leccherebbe i “baffi”!


Pomodori rossi maturati al sole di agosto, cipolla, melanzane e zucchine e crosta di parmigiano reggiano. Olio extravergine di oliva di casa nostra a crudo, peccato che sia agli sgoccioli, e tante erbe aromatiche!


Cocò ha fatto il bis….mormorando……quanno è bbonu lo pangótto!!!

E chiudi la bocca e magna!

Buona vita, buon pancotto ❤️

CIAMBELLONE DI FICHI ALLO YOGURT BIANCO GRECO

In un pomeriggio di quasi fine agosto passato a divertirmi con il mio amato primo nipote Carlo il magno, de L’ora strana, laboratorio di poesia, musica, specialista e cultore del nostro dialetto petriolese e dintorni, abbiamo come al solito raccontato i nostri ricordi, spesso lo facciamo anche per telefono in questo tempo di covid. Ci piace molto farlo, ed è un buon esercizio di memoria specialmente per me.

Come due ragazzi, ci siamo rincorsi fra gli alberi del nostro orto frutteto giardino scapigliato per fare delle storielle. Mentre il temporale ci girava intorno, abbiamo raccolto qualche fico da mangiare lì, così senza pensarci su. Niente mani disinfettate, che c’entrava con la natura intorno?

La nostra cucina nel frattempo era sguarnita, stamattina Cocò era disperato, spiandolo, ha cercato ovunque e non ha trovato neanche uno straccio di dolce, in questi giorni mi sono riposata un po’.

Ed allora mentre Carlo si divertiva a riprendermi, fra una battuta e l’altra nel nostro dialetto duro e rustico, ho preparato un buonissimo “ciammellottu”, con yogurt bianco greco e fichi.

Il racconto della ricetta ve la racconto.

Se vi piace, fatemi sapere.

Lavorate 4 uova di galline felici, 150 grammi di zucchero, semi di vaniglia o vanillina, 150 grammi di yogurt bianco greco o come “ve piace”, 60 grammi di olio di girasole, buccia di limone. Unite 100 grammi di maizena e 200 grammi di farina 0 con una bustina di lievito per dolci. Versate nello stampo due terzi di impasto metteteci qualche fico a pezzi ricopriteli con il resto dell’impasto, mettetici ancora qualche fico e fate cuocere a 180 gradi per 35/40 minuti.

Vedete voi come cuoce il vostro forno, lo dovreste conoscere bene.

Ed aspettate il domani per gustarlo in pace ed in solitudine come piace a me.

Buona fine d’estate e se Dio vuole l’anno prossimo ci sarò, altrimenti ci vediamo jó “li ciprissitti”!

Ma che non venga mai da me….Mariano diceva!!!

Aspettatevi un’altra buonissima ricetta di ciambellone con i fichi e le noci!

Prossimamente ve la racconto la ricetta!

Buona vita, buon ciammellottu con i fichi e li yogurt bianco greco ❤️

ALLA PRIMA PIÒGGHJA D’AGUSTU OGNI TRISTE VILLÀ SE MÉTTE LU VÙSTU

Alla prima pioggia di agosto ogni povero villano si ricopre perché incomincia la stagione fredda!

Detto popolare contadino petriolese!

Ma il profumo del brodo di pollo che c’è in casa in una giornata piovosa e fresca di quasi fine agosto, non è già un preludio della stagione autunnale che sta per arrivare?

I colori cominciano ad assumere tutti la stessa tonalità del rosso, arancio, giallo, senape, mattone, nocciola e marrone scuro come i nuovi e buoni frutti autunnali.

La voglia di stare in casa, il bisogno di sorseggiare bevande calde, un te ai frutti di bosco, una tazza di squaglio magari con due biscotti alla cannella, il profumo del mosto fresco messo a riscaldare con i semi di anici per impastare i biscotti, una minestra fumante, bastano per sperare di ricominciare a vivere lentamente e dolcemente!

Ed intanto ho fatto la minestra con il brodo di pollo infelice: e chi ce l’ha il pollo dell’aia?

La pasta fresca all’uovo fatta con i ritagli delle tagliatelle, calati nella pentola fumante come faceva mia madre che quando tagliava la pèrna (la sfoglia), l’inizio e la fine essendo più corti ed irregolari, li lasciava da parte per cuocerli nella minestra.

Buona vita, buona fine di agosto ❤️

LA NOSTRA TAVOLA DEI COMPLEANNI AGOSTANI

Bianco verde e bordò!

Tovaglia di lino del corredo matrimoniale e pizzo fatti a mano.

Semplice e pulita!

Tovaglioli bordò in netto contrasto col bianco.

Piatti con fiori dell’anniversario di matrimonio di molti anni fa, non voglio ricordarli!

Ortensie, rosmarino e fiori celesti di Plumbago per decorare e profumare!

La cena dei compleanni dei miei figli era a base di pizze e torte salate, un arrosto freddo alla senape con insalata e per finire la nostra amata cheesecake cremosa di frutti di bosco e cioccolato fondente!

Se Dio vorrà, ci rivedremo l’agosto prossimo!

Buona vita, buon proseguimento di agosto ❤️