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Pesche, fichi, mele, zucca, ciliegie, cachi, limoni, zenzero canditi alla vaniglia


Mettiamo l’estate e i suoi dorati frutti in barattolo.

Un lavoro un po’ lungo, che richiede pazienza ma che alla fine, ci dà soddisfazione e soprattutto tanta dolcezza. La frutta così candita, immersa nel suo sciroppo, mantiene il sapore ed il profumo e resta soda. Meglio di quella sciroppata che a volte, nell’aprire il suo barattolo, troviamo un prodotto troppo molle e viscido. Provate questa preparazione buona per tutta la frutta. 

Ingredienti

1 kl. e 200 gr. di pesche spaccatelle sode, o fichi verdi con la buccia o mele sode o ciliegie o zucca o cachi mela

1 kl. di zucchero semolato

Semi di vaniglia

1 limone

3 dl di acqua
Preparazione

Dopo aver lavato e asciugato le pesche, mettiamole a bollire per pochi minuti in acqua bollente con il succo del limone. Scoliamole, lasciamole asciugare sopra una griglia coperta da un canovaccio. Dividiamole a metà, togliendo il nocciolo. Prepariamo lo sciroppo facendo sciogliere 2 /3 dello zucchero e i semi di vaniglia, a fuoco dolce, mescoliamo continuamente fino a quando si formeranno sulla superficie grosse bolle. Spegniamo e versiamo lo sciroppo sulle pesche, o fichi con la buccia o mele a fette che avremo messo in una pirofila. Copriamo con un tovagliolo e lasciamo riposare per una notte. Il giorno dopo mettiamo solo lo sciroppo a bollire di nuovo unendo il terzo di zucchero, mescoliamo e aspettiamo che si formino le grosse bolle. Spegniamo e versiamo lo sciroppo sulla frutta contenuta nella pirofila. Riposo per una notte e ripetiamo la stessa operazione per due o anche tre volte. Vedremo che sono pronte, quando la frutta è lucida e soda. Lasciamo riposare con lo sciroppo per due tre giorni mescolando da sotto a sopra per far sì che non resti scoperta e rischi di seccare. Invasiamo su vasi sterilizzati e freddi copriamo la frutta per bene con il suo sciroppo e mettiamo in un posto buio e asciutto. Aspettiamo almeno un mese prima di consumare. Ottima per il gelato, con lo yogurt o nei dolci.

La  marmellata  di Galeno Marmellata  di  mele  cotogne  e  radici di cicoria

Alla ricerca dei capolavori gastronomici marchigiani perduti

La marmellata di Galeno

Questa è una particolare marmellata amara di mele cotone e radici di cicoria. Cotogne e cicoria sono ricche di sostanze benefiche soprattutto per l’apparato digestivo, nelle radici si trova l’inulina una sostanza che favorisce l’azione dello sviluppo della microflora intestinale. Non a caso le virtù di queste due piante, erano menzionate nella medicina galenica in epoca romana tanto è vero che la marmellata era destinata a chiudere un lauto pasto come digestivo. La patria di questa marmellata, era un delizioso paese del maceratese, Ussita, purtroppo distrutto dal terremoto di un anno fa. Non si trova traccia di ricetta sulla rete, solo accenni storici! È certamente molto particolare, però vale la pena farla conoscere e recuperare la produzione di un prodotto tradizionale ed antico. Forse qualche azienda lo farà! Oltretutto avendo come ingredienti la mela cotogna e la radice di cicoria, non può che essere una preparazione sana e naturale. Come fare allora per preparare questa capolavoro antico che sembra tutto meno che una marmellata? Sperimentare, assaggiare e far provare al giudice di casa nostra. È l’unico con un naso ed un palato, superiori ai più. Basta che apra la porta di casa, per capire e sentire il suo autorevole parere su ciò che bolle in pentola. Mi sento per questo, molto fortunata! Ricordiamo che una ricetta della nostra tradizione, non può andare perduta.

Ingredienti

Mele cotogne in maggior quantità

Radici di cicoria a piacere

Zucchero 350 gr. per un kl. di prodotto

Succo di limone

Grappa o mistrà

Preparazione

Tagliamo a pezzi le mele cotogne e la cicoria dopo averle lavate, uniamo il succo del limone e lo zucchero, versiamo in una pentola. Mescoliamo bene e lasciamo a riposare per alcune ore. Mettiamo a bollire a fuoco lento fino a quando tutto è diventato morbido. Passiamo al passaverdure, per ottenere una purea che rimetteremo a cuocere mescolando di continuo per non farla attaccare. Controlliamo la cottura come si fa con le marmellate, mettendone un cucchiaino sul piattino. Se la consistenza è giusta, invasiamo, aggiungiamo il liquore e accendiamo facendo attenzione a non bruciare noi. Chiudiamo con i loro coperchi e copriamo con un canovaccio abbastanza spesso. Una volta ottenuto il sottovuoto, riponiamo in un luogo scuro.

Se vi piacciono le spezie, potete unire ad una parte, chiodi di garofano, bacche di ginepro, cardamomo, anice stellato e cannella. Potete mettere tutte le spezie in un sacchettino di tela che toglierete a fine cottura. Io l’ho trovata ancora più buona, molto aromatica con il retrogusto di amaro.

Variante con le noci, che potete mettere quasi alla fine della cottura. Unica precauzione, consumarla presto per non incorrere nell’arrancidimento delle noci stesse.

Variante con le pere e le stesse noci.

Fatemi sapere, se vi verrà la voglia di preparare questa rara e particolare marmellata.

Buona vita, buona marmellata di cotogne e radici di cicoria.

Marmellata di zucca, banane agli agrumi e limoncello

Tempo di zucche. Se Dio vuole che arrivino sulle nostre tavole prima che secchino per colpa della siccità.

MARMELLATA DI ZUCCA E BANANE, AROMATIZZATA AGLI AGRUMI E VANIGLIA AROMATIZZATA AL LIMONCELLO.

Ingredienti:

1 kg di zucca, 500 gr di banane, 750 gr di zucchero di canna integrale, succo e buccia di un limone e di un arancio biologici, una bacca di vaniglia, limoncello.

Procedimento:

tagliare la zucca a pezzi non troppo piccoli e metterli in una pentola. Unire lo zucchero, il succo di un limone e dell’arancio, la buccia grattugiata e i  semi di vaniglia.

Cuocere fino a che la zucca si presenti morbida. Frullare il.tutto ad immersione, aggiungere le banane a pezzetti e finire di cuocere mescolando spesso. Fare la prova del piattino e se la consistenza è giusta, invasare nei vasetti sterilizzati al forno. Prima di chiudere con i loro tappi, unire un goccio di limoncello o amaretto. Capovolgere i vasetti per ottenere il sotto vuoto.

Buona, buona e solare. Sarà un dono dell’estate quando nel grigio dell’inverno, potremo gustare la marmellata col pane o nella crostata.

Torta  meringata  slava  del  maestro Umberto Sgoifo

Una crostata meringata della mia infanzia portata ed insegnata da esuli istriani. Erano venuti nel nostro paese per trovare lavoro e soprattutto pace! Erano brave persone, genitori e due giovani forti e bravi. Uno di questi era diventato il maestro delle nostre scuole. Sapeva fare dolci meravigliosi e decorava le torte in modo stupendo! Precursore dei nostri maestri pasticceri moderni.

Avevo dimenticato questo dolce. L’ultima volta l’ho preparata alla cresima della terza figlia, quasi vent’anni fa. Io l’ho chiamata la crostata di Sgoifo, questo era il cognome del maestro! Ha la solita pasta frolla, allora lui la faceva con un preparato nuovo ritenuto più sano del burro, la margarina. Sopra c’è un sottile velo di marmellata di albicocche e albumi montati a neve ferma, con zucchero e mandorle con la buccia tritate!

Posso dirvi di aver fatto delle modifiche, mettendo anche farina di farro, meno zucchero e meno burro.

Non è venuta perfetta, oggi avevo un diavoletto che me ne ha fatte combinare di tutti i colori. Mi sono pure scottata una mano e qualche parolaccia è scappata.

Non sono una santa, sapevatelo.

La foto qui sotto ha invece la marmellata di mirtilli ed è molto più bella

ingredienti per la frolla

200 gr. di farina 00

50 gr. Farina di farro

3 uova, i rossi per la frolla e gli albumi per la meringa

70 gr. di zucchero

100 di burro, la ricetta del maestro Sgoifo, era con la margarina e ne metteva 150 gr.

Buccia di limone

Un pizzico di sale

Cannella facoltativa

Marmellata di albicocche quanto basta per coprire leggermente la frolla, deve essere proprio un velo.

Per la meringa

3 albumi

3 cucchiai di zucchero, la ricetta originale prevede 200 gr.di zucchero oppure 100 gr.

Alcune gocce di limone e buccia di limone

150 gr. di mandorle con la buccia lavate ed asciugate in forno per alcuni minuti

Una variante è usare 150 gr di torrone morbido alle mandorle se vi capita come a me, di averne sempre in più. Basta frullarlo finemente ed unirlo alla meringa.

Preparazione

Lavorare la farina con i tuorli, il pizzico di sale, lo zucchero, il burro morbido e la buccia del limone. Quando il composto si presenta in briciole, continuare ad impastare a mano sulla spianatoia. Non dev’essere duro  ma morbido da stendere subito sulla carta forno e punzecchiare con la forchetta. Coprire la superficie con un velo di marmellata di albicocche. Nel frattempo frullare le mandorle finemente unendo un po’ di scorza di limone. Montare  gli albumi a neve con alcune gocce di limone, unire tre cucchiai di zucchero ed infine le mandorle. Spalmare con un cucchiaio la meringa sopra la marmellata facendo delle onde e cuocere in forno ventilato a 160 /170 gr.per 40/ 45 minuti. La superficie del dolce, deve presentarsi scura. Attenzione però a non farla bruciare.  Se volete una volta fredda, spolverare con zucchero a velo e cannella.

Forse per alcuni è una ricetta conosciuta. Io l’avevo dimenticata. Oggi per tanti motivi,  è stata una giornata di dolci e teneri ricordi. La mia infanzia è stata meravigliosa. Grazie ai miei e ai tempi diversi. Si poteva uscire il mattino, si tornava per pranzo e di nuovo fuori a giocare e a correre verso la campagna che d’estate ci ricopriva con le calde e dorate spighe del grano ed i papaveri. Mi dispiace per i nostri bambini che non capiranno mai, quanto era facile, semplice e tranquilla l’infanzia di prima.

#crostataslava #sgoifo #esuliistriani #frolla #meringata #zuccero #mandorle #infanziaperduta #nostalgia #scattapetriolo

Marmellata di nespole giapponesi all’anice stellato e arancia candita

Dicono che un albero delle nespole, piantato in ogni abitazione, abbia potere di allontanare il male. Fiorisce nei primi mesi dell’anno ed è sicuramente dopo le ciliegie, il primo frutto ad arrivare a maturazione. Le nespole sono di un bel colore giallo, ricche di fibre vegetali, proteine. Hanno proprietà diuretiche e regolano la funzionalità intestinale. Buone e sazianti, per conservare il loro sapore e profumo, possiamo preparare una deliziosa marmellata arricchita dall’anice stellato spezia digestiva e fresca e da scorze d’arancia candita. La scorza d’arancia candita, la preparo durante la stagione invernale, insieme alle marmellate. Congelo la buccia, dopo aver usato solo la polpa per altri usi.  In questo modo, posso avere una scorta per tutte le preparazioni. Per fare la canditura della buccia, dopo averla lavata e privata della parte bianca, la peso, la taglio a filetti, aggiungo lo stesso peso di zucchero di canna o semolato con il quale preparo lo sciroppo con l’acqua  necessaria a coprire le bucce.  Appena  si formano le bollicine, unisco la scorza tagliata a filetti e faccio bollire per alcuni minuti. Li tiro su con una schiamarola, li faccio riposare per un giorno e rifaccio lo stesso procedimento per tre giorni. L’ultimo giorno, sistemo le bucce candite su carta forno per farle asciugare. Le conservo in barattoli di vetro per diversi mesi. Al posto della buccia di arancia candita, possiamo mettere la buccia di arancia o di limone.

Preparazione

Lavare le nespole sotto l’acqua corrente, asciugarle con uno strofinaccio, dividerle in due, togliere il nocciolo. Mettete  da parte tutti i noccioli che serviranno per preparare il nespolino, un buon liquore dal sapore di mandorle amare. Pesare le nespole, per un kl. di frutta unire 400 gr. di zucchero grezzo di canna o semolato. Nella pentola mettere due bicchieri di acqua, lo zucchero, far bollire fino a quando si formano delle bolle. A questo punto unire le nespole, il succo di un limone.  Cuocere mescolando spesso fino ad ottenere una polpa morbida. Passare il composto al passaverdure, non frullare ad immersione perché rimarrebbero fastidiose pellicine. Aggiungere l’anice stellato, i filetti di buccia di arancia canditi oppure buccia di arancia o di limone. Continuare la cottura fino alla giusta consistenza. Fare la prova del piattino tenuto in frigo. Se la marmellata resta compatta, è pronta. Invasare in barattoli sterilizzati profumando con un goccio di liquore all’arancia o limoncello. Chiudere con i coperchi e capovolgerli fino allo al sotto vuoto. Lasciare riposare qualche tempo prima di consumare.  Appena aperto un vasetto, mantenere in frigo.

Macedonia semi candita di zucca, mele verdi, fichi, pesche saturnine, cipolle di Tropea e uvetta al miele e aceto balsamico

 

Macedonia semi candita di zucca, mele verdi, fichi, pesche saturnine, cipolle di Tropea e uvetta al miele e aceto balsamico

Macedonia semi candita di zucca, mele verdi, fichi, pesche saturnine, cipolle di Tropea e uvetta al miele e aceto balsamico


Ingredienti:

1,5 kg fra zucca arancione, mele verdi, fichi verdi, pesche saturnine e cipolle rosse di Tropea e uvetta sultanina
350 gr di miele millefiori
300 gr di zucchero semolato
2 bicchieri di aceto di mele
2 bicchiere di aceto balsamico di Modena
1 bicchiere d’acqua o q.b.
il succo di limone o di arancia

 

 


Procedimento:

Far rinvenire la frutta secca nell’acqua calda sciacquandola parecchie volte e farla scolare in un colino.

Tagliare le mele verdi a pezzettoni (lasciando la buccia nel caso non fossero trattate), la zucca pulita dai semi, le cipolle a fettine, i fichi verdi e le pesche saturnine sempre a pezzettoni per ottenere la semicanditura, unire l’uvetta sgocciolata, il succo di limone o di arancia o entrambi.
Nella pentola di acciaio, mettere lo zucchero, il miele e appena cominciano a sciogliersi, unire la frutta, le cipolle, l’aceto balsamico, l’aceto di mele, l’acqua e il succo del limone o di arancia e l’uvetta. Alzare la fiamma portando ad ebollizione. Far cuocere fino a quando cominciano a disfarsi la zucca e le mele e spegnere poi il fuoco.

Tirare su con un mestolo forato la frutta, deporla in una ciotola di vetro e farla riposare fino al giorno dopo.
Far riprendere il bollore allo sciroppo di aceto e miele ed unire la frutta della ciotola, mescolando delicatamente. Cuocere per alcuni minuti e fare lo stesso procedimento del riposo in ciotola.

Il giorno dopo rimettere la frutta a bollire nello sciroppo fino a quando la frutta si presenterà compatta e lucida. Spegnere il fuoco ed invasare su barattolini già sterilizzati in forno per 20 minuti. Chiuderli con i loro tappi lavati ed asciugati per bene e capovolgerli per creare il sottovuoto. Volendo, sterilizzare al forno a 130 gradi per 20 minuti.

Consigli d’uso:

È una leccornia con i formaggi freschi e stagionati.

Macedonia semi candita di zucca, mele verdi, fichi, pesche saturnine, cipolle di Tropea e uvetta al miele e aceto balsamico

Costumanze pasquali maceratesi: Li càciù dóce de’ pecurì’

Con questa ricetta partecipo all’evento #Ricettepasquali dell’Italia nel piatto, ovviamente la nostra regione è le Marche.

Li càciù dóce de' pecorì'

Li càciù dóce de’ pecorì’

“Fra i dolci il posto d’onore avevano le ciambelle, fatte di pasta e uova, quindi non proprio dolci, …a Petriolo «lu rócciu»….e poi i «piconi o càciù» con la ricotta o il formaggio”
Tratto da Costumanze marchigiane di Giovanni Ginobili, 2 raccolta, 1947

La tavola di Pasqua

La tavola di Pasqua

Così il maestro indiscusso della tradizione popolare, Giovanni Ginobili, forniva una piccola descrizione dei dolci tipici del periodo pasquale. Tra i tanti vi proponiamo la ricetta de “li càciù dóce de’ pecorì’“.
Buon appetito!

Ingredienti per la sfoglia:
500 gr di farina 0 biologica
Tre uova
mezzo bicchiere di olio extra vergine di oliva o 50 gr di strutto
mezzo bicchiere di vino bianco secco, la quantità giusta per ottenere un impasto tipo le tagliatelle
un pizzico di sale

Ingredienti per il ripieno:
500 gr di pecorino fresco morbido oppure metà di pecorino fresco e metà secco, a vostro gusto.
150 gr di zucchero semolato
semi di vaniglia facoltativo, a noi piacciono
2 rossi di uovo ed un albume
un pizzico di sale
buccia di limone grattugiata

Procedimento:

disporre la farina a conca nella spianatoia, mettere al centro l’uovo, l’olio, o lo strutto, il vino bianco, il sale e lavorare l’impasto allo stesso modo delle tagliatelle. Lasciare riposare la pasta mettendola in un piatto coperto da pellicola.

Intanto procedere con la preparazione del ripieno. Frullare il formaggio pecorino fresco con un pizzico di sale, lo zucchero aggiungendo poi i semi di vaniglia e i due rossi d’uovo. Mescolare per bene il composto per ottenere una morbida crema.

Il ripieno steso sulla sfoglia
Preparazione della sfoglia
Stendere con la macchina della pasta la sfoglia sottile e ricavare dei dischetti del diametro di 10 cm e disporre al centro l’impasto con un cucchiaio da cucina e premere bene i bordi con le dita.

Incidere la sfoglia a croce con le forbici.

Incidere la sfoglia a croce con le forbici.
Foderare una teglia con la carta forno e disporvi i “caciù” distanziandoli un po’ l’uno dall’altro.

La teglia ricoperta da carta forno, pronta per essere infornata

Spennellarli con rosso d’uovo.

Spennellarli con rosso d'uovo.

Infornare a 180 gradi cuocendoli per 15-20 minuti regolandosi fino ad ottenere una bella doratura dei “càciù”!

La cottura
Le uova di Pasqua  I fiori

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Marmellata di arance alla vaniglia e zenzero semicandito

Marmellata di arance alla vaniglia e zenzero semicandito

Marmellata di arance alla vaniglia e zenzero semicandito

Ingredienti:
1 kg arance a buccia spessa biologiche
250 gr di zucchero di canna integrale
250 gr di miele tuttifiori
acqua q.b.
vaniglia
zenzero, zucchero e miele e acqua a piacere che servono per semicandire.

Procedimento:
lavate molto accuratamente le arance sotto l’acqua corrente, sfregandole con una spazzola. Mettetele in una ciotola capiente, coprite con acqua fredda e lasciatele così per due giorni cambiando l’acqua mattina e sera.

Passati i due giorni, scolatele e togliere la buccia di un’arancia o di due che taglierete a filetti e se volete, lasciate la parte bianca che serve ad addensare la marmellata e dona un pizzi amarognolo che la rende ancora più buona.

Marmellata di arance alla vaniglia e zenzero semicandito

Marmellata di arance alla vaniglia e zenzero semicandito

Tagliate le arance intere rimaste a fettine e le altre due già pelate. Mettetele in una ciotola di vetro con metà dello zucchero totale e lasciatele dalla sera alla mattina per far sì che si sciolga lo zucchero. La mattina seguente sciogliere l’altra parte dello zucchero ed il miele in una pentola di acciaio, aggiungete la vaniglia secondo il proprio gusto e mettetela a bollire a fuoco dolce unendo poi le arance tagliate a fettine, la buccia a filetti delle arance preparate prima e l’acqua fino a coprirle. Fate riprendere il bollore per circa 10 minuti.

A questo punto tirate su tutte le arance e mettetele in una ciotola di vetro fino al giorno dopo lasciando lo sciroppo nella pentola. Questo procedimento lo farete per tre giorni.

La cottura dell’ultimo giorno sarà la definitiva e quindi più lunga, fate di nuovo bollire lo sciroppo, unite le arance e lo zenzero semicandito, mescolate, alzate il fuoco e fate cuocere completamente fino a che la marmellata si presenta lucida e trasparente. Nel frattempo avrete sterilizzato i vasetti nel forno a 100 gradi per 15 minuti. Invasate, chiudete i vasetti con i tappi e capovolgete coprendolo con un canovaccio fino ad ottenere il sottovuoto.

Marmellata di arance alla vaniglia e zenzero semicandito

Marmellata di arance alla vaniglia e zenzero semicandito

Per semicandire lo zenzero, dovete lavarlo e pelarlo, tagliatelo a fettine sottili, mettetelo in un pentolino con l’acqua che lo copre e fatelo cuocere bene, scolatelo, (mettete da parte l’acqua di cottura che potrete addolcire con miele e bere fredda o calda) A questo punto, sul pentolino vuoto mettere zucchero di canna e miele insieme alle fettine di zenzero e fatelo semicandire a fuoco dolce fino a quando sarà lucido e trasparente.

Zenzero semicandito

Zenzero semicandito

 

Bomboloni al forno farciti con crema pasticcera e cioccolato

 

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Ingredienti per i bomboloni:
500 gr di farina per dolci 00
200 gr di latte intero tiepido
5 uova (rossi)
80 gr di burro fuso, ma freddo
Una bustina di lievito di birra essiccato o mezzo cubetto di lievito di birra
35 gr di zucchero
1 pizzico di sale
buccia grattugiata di limone o arancia
semi di vaniglia

Procedimento:
far sciogliere in una ciotola 35 gr di lievito con 200 gr di latte tiepido, unire 35 gr di zucchero e la farina e cominciare ad impastare con la foglia dell’impastatrice aggiungendo un pizzico di sale.
Unire la buccia grattugiata di limone o di arancia, i semi di vaniglia, un tuorlo alla volta facendolo assorbire piano piano e lavorare il tutto fino a quando il composto comincia a staccarsi dalla ciotola.

L'impasto pronto alla lievitazione

L’impasto pronto alla lievitazione

A questo punto unire il burro poco alla volta e finire di impastare fino ad ottenere un composto morbido che dovrà lievitare coperto con la pellicola ed un canovaccio fino al raddoppio (quasi due ore in un luogo caldo, dentro il forno con la luce accesa).

 

 

 

 

 

 

I dischi

L’impasto pronto alla lievitazione

Stendere la pasta con il mattarello dopo averla sgonfiata allo spessore di 2 cm e ritagliare tanti dischi dal diametro di circa 5 cm. Impastare i ritagli e ricavarne altri.

 

 

 

 

 

 

L'impasto pronto alla lavorazione

L’impasto pronto alla lievitazione

Far lievitare di nuovo i dischi su carta forno coperto da un canovaccio sempre dentro al forno con la luce accesa (all’incirca 1 ora o poco più).

 

 

 

 

 

 

A questo punto si può decidere di friggere i dischi all’olio scaldato a 170° facendoli dorare prima su un lato e poi sull’altro oppure procedere con la cottura al forno a 170° fino a doratura.

I dischi appena sfornati

L’impasto pronto alla lievitazione

Lasciarli freddare sulla lastra e farcirli poi con una siringa o tagliarli a metà con crema pasticcera o con crema al cioccolato.

La crema al cioccolato

L’impasto pronto alla lievitazione

Bagnarli con l’alchermes e spolverarli con lo zucchero a velo.

Buon appetito e buon Carnevale!

Liquore alla melagrana. Ratafià di melagrane.

melagrana [lat. malum granatum «mela granata»] – la difesa naturale per l’arrivo dell’autunno, ve lo proponiamo nella versione liquorosa: liquore alla melagrana.

Liquore alla melagrana Liquore alla melagrana

Ingredienti:
1 o 2 melagrana maturi
1/ 2 litro di alcool a 95 gradi
1 litro di acqua
500 gr. di zucchero bianco o di canna
stecca di vaniglia

Melagrana Melagrana

Procedimento:
lavare le melagrana, tagliarle a metà e battendole con un cucchiaio far cadere i chicchi, togliere bene tutta la parte gialla e metterli in un barattolo sterilizzato e freddo, coprirli con l’alcool e chiudere col coperchio. Conservare al buio per 15 giorni o anche più scuotendo il barattolo ogni giorno. Per ottenere il succo più rosso, si può aggiungere un pò di succo di melagrana all’infusione alcolica.

Passati i giorni, preparare lo sciroppo bollendo l’acqua e lo zucchero per alcuni minuti, lasciarlo freddare e unire i chicchi e l’alcool filtrandolo con una garza. Lasciarlo riposare per un giorno di nuovo, ri-filtrare di nuovo ed imbottigliare.

Farlo riposare qualche giorno e bere a piacere.

Ottimo anche per bagnare torte o unire alle creme di formaggio per la cheesecake.
Seconda ricetta

I chicchi di 5/6 melagrana

500 gr di alcool a 95

150 gr di zucchero di canna integrale o semolato

Cannella o vaniglia

Mettiamo il succo delle melagrana spremuti con lo spremi agrumi, in un barattolo a chiusura ermetica, uniamo lo zucchero, l’alcool, la vaniglia o la cannella. Chiudiamo e  lasciamo riposare  per una quarantina di giorni ricordandoci di agitare ogni giorno. Trascorso il tempo, filtriamo per più di una volta ed imbottigliamo. Gustiamolo dopo qualche giorno insieme ad un cioccolato fondente forte.
Ratafià di melagrane al cioccolato fondente

Ingredienti 2,5 dl di succo di melagrane

7,5 dl di grappa

250 gr di zucchero

Cannella o 100 gr di cioccolato fondente forte

Preparazione

Facciamo sciogliere il cioccolato e una volta raffreddato, mettiamolo insieme allo zucchero, il succo di melagrane e la grappa in un barattolo a chiusura ermetica. Chiudiamo e lasciamo passare un mese scuotendo ogni tanto.