Dolce  con  due  rossi  d’uovo di  gallina  felice  e  tante  spezie e cacao

Aprire il frigo e trovarmi due poveri rossi d’uovo di una gallina felice e non sapere come usarli. Avrei potuto fare due tagliatelle, non mi va di impastare e tirare la sfoglia. Un dolce, ma quale, non mi va nemmeno di cercare una ricetta né fra le centinaia scritte nel tempo, né al pc. Questi due poveri rossi, non avranno una bella fine. Richiudo il frigo e me ne torno a riposare. Due, tre minuti ed ecco un tuono che mi fa saltare dal letto. Aspetto che passi il temporale perché, bisogna essere prudenti e cercare di non accendere nessun elettrodomestico. Poi? Poi apro il frigo e per pietà prendo i rossi d’uovo, li metto in una ciotola, unisco 100 gr di zucchero grezzo di canna, la buccia di arancia, cannella, polverizzo un cucchiaio di caffè con uno di nocciole, scaldo 200 gr di yogurt greco bianco con un cucchiaio dì tè molto buono e speciale, composto da frutti rossi, neri, mandorle, karkade, ed uvetta, ho mescolato tutto per bene, aggiungo 30 gr di olio extravergine d’oliva, 150 gr. di farina di farro, 50 gr di farina di orzo, una bustina di lievito per dolci verso il composto in uno stampo da plum-cake. Sciolgo 50 gr di cacao con un po’ di latte tanto quanto basta per ottenere una cremina che verso sul composto già preparato. Cuocio a forno statico a 180 gr per circa 40 minuti. La cottura potrebbe essere diversa da un forno all’altro. Il profumo è delizioso e di una morbidezza unica. Una prova vinta ed una nuova ricetta.

Un consiglio, per chi non avesse quel tipo di tè, può usare il proprio tè preferito, l’essenzaiale è che non sia quello in bustina, meglio che sia in foglie perché restano più profumate.

Buona vita e buon dolce con due rossi d’uovo di gallina felice 😊

Le polpettine e le tagliatelle……ricordo dei tempi che non torneranno più

I figli crescono e le mamme imbiancano…..parole di una antica canzone quando la famiglia era la famiglia. Sono delusa per come è cambiata. Non so di chi sia la colpa, certamente non si vogliono legami ed ognuno va per conto suo. Si entra e si esce da casa quando si vuole. La mamma comunque è sempre disponibile nella maggior parte dei casi. Sbagliato o giusto? Chi lo sa? Il tempo saprà dirci qualcosa!

Queste polpettine di carne mescolate ad albumi, formaggio parmigiano reggiano, odori vari e pangrattato, le preparavo ai miei bambini per invogliarli a mangiare. Le tagliatelle insieme, formavano un piatto unico e completo. Bastava poi farli mangiare qualche fetta di mela, implorandoli, ed il pranzo finiva. Era comunque una bella impresa farli mangiare, specialmente il primogenito. Per fortuna ora, l’appetito non manca a nessuno.

Marmellata di pesche, fichi e mele alla menta e alla cannella senza zucchero.

Lo zucchero che faccia male è accertato. Gli esperti ci consigliano di non usare proprio per niente. È molto difficile disabituarsi, ma ci può provare anche con la marmellata di tanta frutta e spezie. Quest’ultime, le conferiscono aromi e sapori che non ci si accorge della mancanza dello zucchero. 

Per ottenere una buona marmellata, scegliamo frutta matura ma soda, di diversi tipi, come pesche, fichi, albicocche o prugne. Aggiungiamo due o tre mele con la buccia e senza che abbiano avuto trattamenti, succo e buccia di limone ed acqua. Spezie a piacere.

Ingredienti

La frutta deve essere 1 kl e mezzo comprese tre mele bio.

Pesche, fichi, mele, il succo di uno o due limoni, a vostro piacere, la buccia se vi piace, 2 stecche di cannella, menta fresca a piacere, 300 ml di acqua.

Preparazione

Mettiamo 300 ml.di acqua nella pentola destinata alla cottura della marmellata, uniamo le stecche della cannella, la menta, portiamo a bollore per far si sprigionino tutto il loro profumo. Togliamo le foglie della menta ma lasciamo la cannella se ci piace che sia prevalente il suo aroma. Uniamo la frutta tagliata a pezzi, il succo dei limoni e la buccia. Lasciamo cuocere a fuoco dolce e mescolando fino a quando tutto si presenta morbido. A questo punto, passiamo al passaverdura, non consiglio frullare ad immersione perché potremmo trovarci le pellicine delle mele quando la mangeremo. Riportiamo a bollore stando attenti a non farla attaccare. Facciamo la prova del piattino e se la consistenza è giusta, invasiamo in piccoli vasetti sterilizzati in modo che una volta aperta, la marmellata finisca presto. 

Facciamo sterilizzare i vasetti pieni, in un pentola mettendo dei canovacci per evitare la loro rottura. Dall’inizio del bollore, lasciamo che bollino per 40/ 50 minuti. Far raffreddare e riporre la marmellata in un locale buio ed asciutto. 

La marmellata può essere di diversa frutta, arancia, cachi, zucca, pere. L’essenziale è che ci siano sempre le mele ed il succo del limone perché ricchi di pectina.  Le spezie, possono essere zenzero, oppure le classiche del vin brulè, oppure un pizzico di curcuma ed uno di pepe nero. La marmellata senza zucchero può essere gustata sia nei dolci che con i formaggi freschi e stagionati. 

Buona marmellata senza zucchero e buona vita. 

Marmellata di tutti frutti estivi allo sciroppo di foglie di stevia

Lo zucchero sia bianco che di canna, male, i dolcificanti artificiali peggio. Si può vivere senza un po’ di dolcezza nella vita? Forse si, ma la sottoscritta, diventerebbe matta. Sono molto accorta nel cercare di preparare cibi sani per i miei e per me, cerco di eliminare zuccheri e magari evito perlomeno che non si assommino nei pasti della giornata. Ma un qualcosa di dolce, magari non tutti i giorni, vogliamo mangiarlo. Per evitare lo zucchero ho voluto sperimentare un dolcificante naturale e a zero calorie. I miei figli appassionati di giardinaggio, mi hanno regalato delle piantine di stevia. Le curo con tanto amore, ma se non faccio i miei esperimenti, a che servono? Prove su prove e devo dire che mi hanno dato soddisfazione. Per prima cosa ho fatto bollire  tre dl di acqua con una bella manciata di foglie di stevia, ho aggiunto un kl. di frutta, albicocche e pesche, prugne, il succo di limone che hanno bollito fino a cottura. Ho tolto poi le foglie di stevia, ho frullato ad immersione, fatto la prova del piattino e del palato. La marmellata è riuscita decisamente buona, delicata con retrogusto di liquirizia.  Una volta invasata, bisogna avere l’accortezza di sterilizzare i barattoli per 30/ 40 minuti. Una volta aperta, mettere in frigo e consumare presto. La nostra pianta di stevia, sarà utile anche per altre preparazioni come il succo di mela, di pere e di altra frutta. Se volete preparare il succo di frutta, basta far bollire la frutta coperta di acqua e foglie di stevia e succo di limone o di arancia. Una volta ben cotta, togliere le foglie e passare al passaverdura non frullare. Imbottigliare nelle bottiglie sterilizzate, chiudere con i loro coperchi e far di nuovo sterilizzare per un’ora dall’inizio dell’ebollizione. Far raffreddare e sistemare le bottiglie in luogo buio e asciutto. Il succo oltre ad essere buono da bere, può servire per dolcificare ciambelloni o torte al posto del latte.

Marmellata di peperoncini habanero e simili

Tante sono le ricette di marmellata con i peperoncini. Piu o meno piccanti. Noi abbiamo scelto di usare diverse specie di peperoncino tra i più piccanti della scala Scoville. È sicuramente molto, molto forte  ma per gli audaci non è nulla. È ottima con i formaggi sia freschi che stagionati. Nella stagione fredda, possiamo servirla con il tradizionale bollito misto, cacciagione, torte salate, pesci e grigliate. Spalmata su crostini e bruschette. D’estate può essere condimento per riso o pasta freddi o per preparare piatti esotici.  Ha bisogno di essere consumata dopo un tempo di riposo in un luogo fresco e buio. Per la piccantezza della marmellata, potete scegliere i peperoncini che più vi piacciono. Possono anche essere meno forti di quelli usati da noi.

Ingredienti 1 kl. di mele verdi belle sode

Peperoni rossi tondi 3 o 4

Una cipolla bianca

350 gr. di zucchero integrale di canna

3/4 cucchiai di aceto di mele

Succo di 2 limoni

Un pizzico di sale

Un peperoncino habanero

Un peperoncino Caroline Reaper

Un peperoncino calabrese

Un peperoncino fuoco della prateria

Acqua e succo di un limone un pizzico di sale per il riposo della frutta e verdura

Preparazione

Dopo aver lavato le mele, le tagliamo a pezzettoni, tagliamo i peperoni rossi tondi a filetti, i peperoncini a pezzetti e senza i semi. Attenzione a far questa operazione, fatela con i guanti per evitare di andare a toccare gli occhi. Mettiamo tutto in una bacinella coperto di acqua e il succo del limone con un pizzico di sale. Mescoliamo con i guanti e lasciamo riposare per circa un’ora. Passato il tempo del riposo, buttiamo un po’ di acqua, lasciandone la quantità per far si che la frutta e i peperoncini, non si attacchino nella cottura. Uniamo lo zucchero la buccia dei limoni, l’aceto di mele e lasciamo cuocere a fiamma bassa mescolando spesso. Frulliamo ad immersione, riportiamo a bollore lentamente ed appena vediamo la marmellata diventare una crema, facciamo la prova del piattino. Se la consistenza è giusta invasiamo nei barattolini, meglio che siano piccoli, essendo una preparazione molto piccante, chiudiamo con i loro coperchi e capovolgiamo per ottenere il sottovuoto. Per sicurezza, noi li abbiamo fatti sterilizzare mettendo i vasetti in acqua fredda con canovacci, per non rischiare di farli rompere. Appena l’acqua comincia a bollire, facciamo fare 30 /40 minuti di ebollizione. Togliamo i vasetti quando  l’acqua sarà diventata fredda. Saremo più sicuri che la marmellata non rischierà di rovinarsi. Buona marmellata piccante e buona vita in tavola! Ricordiamo che stare a tavola per non troppo tempo, fa bene al corpo e alla mente.

Pesche, fichi, mele, zucca, ciliegie, cachi, limoni, zenzero canditi alla vaniglia


Mettiamo l’estate e i suoi dorati frutti in barattolo.

Un lavoro un po’ lungo, che richiede pazienza ma che alla fine, ci dà soddisfazione e soprattutto tanta dolcezza. La frutta così candita, immersa nel suo sciroppo, mantiene il sapore ed il profumo e resta soda. Meglio di quella sciroppata che a volte, nell’aprire il suo barattolo, troviamo un prodotto troppo molle e viscido. Provate questa preparazione buona per tutta la frutta. 

Ingredienti

1 kl. e 200 gr. di pesche spaccatelle sode, o fichi verdi con la buccia o mele sode o ciliegie o zucca o cachi mela

1 kl. di zucchero semolato

Semi di vaniglia

1 limone

3 dl di acqua
Preparazione

Dopo aver lavato e asciugato le pesche, mettiamole a bollire per pochi minuti in acqua bollente con il succo del limone. Scoliamole, lasciamole asciugare sopra una griglia coperta da un canovaccio. Dividiamole a metà, togliendo il nocciolo. Prepariamo lo sciroppo facendo sciogliere 2 /3 dello zucchero e i semi di vaniglia, a fuoco dolce, mescoliamo continuamente fino a quando si formeranno sulla superficie grosse bolle. Spegniamo e versiamo lo sciroppo sulle pesche, o fichi con la buccia o mele a fette che avremo messo in una pirofila. Copriamo con un tovagliolo e lasciamo riposare per una notte. Il giorno dopo mettiamo solo lo sciroppo a bollire di nuovo unendo il terzo di zucchero, mescoliamo e aspettiamo che si formino le grosse bolle. Spegniamo e versiamo lo sciroppo sulla frutta contenuta nella pirofila. Riposo per una notte e ripetiamo la stessa operazione per due o anche tre volte. Vedremo che sono pronte, quando la frutta è lucida e soda. Lasciamo riposare con lo sciroppo per due tre giorni mescolando da sotto a sopra per far sì che non resti scoperta e rischi di seccare. Invasiamo su vasi sterilizzati e freddi copriamo la frutta per bene con il suo sciroppo e mettiamo in un posto buio e asciutto. Aspettiamo almeno un mese prima di consumare. Ottima per il gelato, con lo yogurt o nei dolci.

Le  mie  mani  e le pingiarelle!

Una piacevole ginnastica per le mani! 

Provate a fare le pingiarelle con pasta madre di esubero. Potete mischiare farina di castagne o di grano saraceno o di ceci. Una parte di esubero, due di farina 0 ed una a piacere di quelle elencate sopra. Si aggiunge acqua qb, un filo di olio extravergine d’oliva, si impasta, si lascia riposare ben coperta per un po’ di tempo. La si spezza, ogni pezzetto si arrotola fra le mani, si taglia nella misura che più piace. Ecco le pingiarelle o gli gnocchetti. Si prepara un buon sugo all’amatriciana, o con funghi e pomodorini o con burro di anacardi o mandorle. Un altro gustoso modo, è al burro di nocciole che dopo averle frullate, le passeremo in padella con un filo di olio extravergine d’oliva, acqua di cottura delle pingiarelle, uniremo i funghi porcini già ammollati  Quando tutto è amalgamato, aggiungeremo le pingiarelle, curcuma e pepe nero. .Un tocco di fiori, le violette o le primule edibili e la gioia è servita. 

La  marmellata  di Galeno Marmellata  di  mele  cotogne  e  radici di cicoria

Alla ricerca dei capolavori gastronomici marchigiani perduti

La marmellata di Galeno

Questa è una particolare marmellata amara di mele cotone e radici di cicoria. Cotogne e cicoria sono ricche di sostanze benefiche soprattutto per l’apparato digestivo, nelle radici si trova l’inulina una sostanza che favorisce l’azione dello sviluppo della microflora intestinale. Non a caso le virtù di queste due piante, erano menzionate nella medicina galenica in epoca romana tanto è vero che la marmellata era destinata a chiudere un lauto pasto come digestivo. La patria di questa marmellata, era un delizioso paese del maceratese, Ussita, purtroppo distrutto dal terremoto di un anno fa. Non si trova traccia di ricetta sulla rete, solo accenni storici! È certamente molto particolare, però vale la pena farla conoscere e recuperare la produzione di un prodotto tradizionale ed antico. Forse qualche azienda lo farà! Oltretutto avendo come ingredienti la mela cotogna e la radice di cicoria, non può che essere una preparazione sana e naturale. Come fare allora per preparare questa capolavoro antico che sembra tutto meno che una marmellata? Sperimentare, assaggiare e far provare al giudice di casa nostra. È l’unico con un naso ed un palato, superiori ai più. Basta che apra la porta di casa, per capire e sentire il suo autorevole parere su ciò che bolle in pentola. Mi sento per questo, molto fortunata! Ricordiamo che una ricetta della nostra tradizione, non può andare perduta.

Ingredienti

Mele cotogne in maggior quantità

Radici di cicoria a piacere

Zucchero 350 gr. per un kl. di prodotto

Succo di limone

Grappa o mistrà

Preparazione

Tagliamo a pezzi le mele cotogne e la cicoria dopo averle lavate, uniamo il succo del limone e lo zucchero, versiamo in una pentola. Mescoliamo bene e lasciamo a riposare per alcune ore. Mettiamo a bollire a fuoco lento fino a quando tutto è diventato morbido. Passiamo al passaverdure, per ottenere una purea che rimetteremo a cuocere mescolando di continuo per non farla attaccare. Controlliamo la cottura come si fa con le marmellate, mettendone un cucchiaino sul piattino. Se la consistenza è giusta, invasiamo, aggiungiamo il liquore e accendiamo facendo attenzione a non bruciare noi. Chiudiamo con i loro coperchi e copriamo con un canovaccio abbastanza spesso. Una volta ottenuto il sottovuoto, riponiamo in un luogo scuro.

Se vi piacciono le spezie, potete unire ad una parte, chiodi di garofano, bacche di ginepro, cardamomo, anice stellato e cannella. Potete mettere tutte le spezie in un sacchettino di tela che toglierete a fine cottura. Io l’ho trovata ancora più buona, molto aromatica con il retrogusto di amaro.

Variante con le noci, che potete mettere quasi alla fine della cottura. Unica precauzione, consumarla presto per non incorrere nell’arrancidimento delle noci stesse.

Variante con le pere e le stesse noci.

Fatemi sapere, se vi verrà la voglia di preparare questa rara e particolare marmellata.

Buona vita, buona marmellata di cotogne e radici di cicoria.

E se negli gnocchi di patate mettessimo i peperoni, un pizzico di peperoncino il più piccante che ci sia, un pizzico di curcuma e pepe nero, non sarebbero più gustosi e stuzzicanti in questa estate bollente che ci toglie l’appetito?

Dopo aver lessato le patate con la buccia, passiamole al passa patate, intanto che si freddano, facciamo cuocere i peperoni rossi e gialli con cipolla, un pizzico di zucchero, sale, aceto di mele ed olio extravergine d’oliva. Lasciamoli croccanti e tagliamoli a pezzetti più piccoli che uniremo alle patate aggiungendo farina 0 quanto basta per un composto sodo. Facciamo i nostri gnocchi come al solito. Con il resto dei peperoni faremo la salsa, mettendoli nel frullatore, con sale, olio extravergine d’oliva, peperoncino piccante a piacere, curcuma e pepe nero. La salsa deve restare fluida, scoliamo gli gnocchi che avremo messo a cuocere in acqua bollente e salata, versiamoli in una pirofila e condiamoli con la salsa ai peperoni e peperoncino aggiungendo un filo di olio extravergine d’oliva e se occorre un po’ di acqua di cottura. Per gli amanti del formaggio, spolveriamo di parmigiano reggiano DOP. Il piatto è pronto. 

Buona vita con un pizzico di peperoncino! 

Fichi  sciropposi  al  miele. 

Conserviamo l’estate in barattoli con i fichi maturati in questa bollente estate  

Ingredienti

1 kl. di fichi freschi sodi

200 gr di miele

Succo di un limone

Grappa o rum o limoncello

Dopo aver lavato i fichi, mettiamoli a strati con un taglio a croce sulla punta, con il miele ed il succo del limone nella pentola e lasciamoli in infusione per tutta la notte. La mattina facciamo cuocere a fuoco lento fino a quando avranno assorbito tutto il miele e saranno diventati dorati. Mettiamoli nei vasi sterilizzati, copriamo con grappa o rum o altro liquore, tipo limoncello. Sigilliamo con un dischetto di carta forno, chiudiamo con i loro coperchi e riponiamo al buio. Aspettiamo almeno 2 mesi prima di gustarli da soli o con una crema zabaione.